Amministrative 1 Aprile Apr 2011 2030 01 aprile 2011

Un badante per la Moratti

Silvio capolista a Milano.

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Abbandonata Bologna alle grinfie leghiste di Manes Berdardini, lasciata Torino al temerario giovane Michele Coppola e coccolata Napoli con il candidato confindustriale Gianni Lettieri, l'incognita del Popolo delle libertà resta Milano, capitale morale del berlusconismo.
I grattacapi che arrivano dalle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio sono concentrati in particolare nella città che ha fatto la fortuna politica e imprenditoriale di Silvio Berlusconi.
A Milano qualcosa sembra essere cambiato. Il capoluogo lombardo, governato per cinque anni da Letizia Moratti, rischia di passare nella mani del centrosinistra guidato da Giuliano Pisapia.
Ipotesi che un mese e mezzo di campagna elettorale potrebbe confutare, ma i sondaggi non promettono nulla di positivo. È probabile che l’elezione del sindaco non avvenga con il primo voto e si vada al ballottaggio.

Berlusconi è il capolista del Pdl

Ecco dunque che le forze berlusconiane hanno deciso di proporre al Cavaliere di scendere in campo, nel tentativo di sparigliare le carte.
Al presidente del Consiglio è stato riservato il ruolo di capolista del Pdl alle prossime elezioni comunali di Milano per sostenere il bis a Palazzo Marino di Moratti.
Una consuetudine non nuova, che ha visto il presidente del Consiglio primo candidato di Forza Italia al consiglio comunale del capoluogo lombardo nel 1997, nel 2001 e nel 2006: tre occasioni in cui è stato anche portafortuna. Questa volta gli toccherà fare gli straordinari.
Il rituale è quanto mai necessario per la prossima tornata elettorale. La decisione è stata sollecitata dallo stato maggiore del partito che ha bisogno della sferzata per lanciare la campagna elettorale.
LA DISPUTA PER I POSTI IN LISTA. Stabilito il primo posto, i vertici del Pdl discuteranno chi aggiungere in lista tra gli altri candidati.
Il coordinatore lombardo del partito Mario Mantovani e il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si sono incontrati prima con il sindaco e poi con il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.
Saranno di sicuro in corsa tutti gli assessori uscenti del Pdl, a eccezione di quelli che, come Bruno Simini e Maurizio Cadeo, sono stati nominati in una municipalizzata e hanno già rinunciato a un posto nella prossima giunta.

Moratti, campagna elettorare in stile Berlusconi

Il primo appuntamento ufficiale della campagna elettorale di Moratti è previsto sabato 2 aprile, quando il sindaco sarà presente nel gazebo del partito in piazza San Babila.
Intorno a lei i comprimari delle grandi occasioni: il coordinatore del partito, La Russa, il senatore Mantovani e il deputato Luigi Casero. Per non far venir meno la quota della Lega Nord, così importante nel territorio meneghino, sono previsti il deputato e segretario nazionale del Carroccio, Giancarlo Giorgetti, e il segretario provinciale, Igor Iezzi.
Con un parterre così sarebbe giusto aspettarsi almeno un saluto del Cavaliere e la concomitanza del derby Milan-Inter potrebbe favorire la sua presenza a Milano. Dallo staff del premier non arriva però nessuna conferma.
IL LIBRO DI PROMOZIONE. Di sicuro Moratti presenterà il suo libro dei «100 progetti realizzati» negli ultimi cinque anni.
L’opera sarà poi inviata a tutti i milanesi «a spese del candidato e senza alcun onere per il Comune», come specifica il primo cittadino prima di attirarsi ulteriori antipatie. Che Moratti stia investendo molto per avere più visibilità è comprensibile: i sondaggi la vedono arrancare nella corsa elettorale e lo sfidante del terzo polo, Manfredi Palmeri, mette a rischio il suo consenso nell'elettorato di riferimento.
«Nulla però ha significato tanto quanto il servire Milano, città unica, così ricca di anime diverse», recita diligentemente Moratti nel suo sito ufficiale, dove viene presentato tutto il mondo che le gira intorno.
Dieci anni dopo Una storia italiana, la biografia autorizzatissima che Berlusconi inviò agli italiani nel 2001, Moratti prova a copiare le mosse vincenti della strategia comunicativa premier. Ma per riuscire a confermarsi nel suo ruolo le servità molto di più.
Berlusconi benedicendo, la campagna elettorale potrebbe essere più propizia.

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