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via il Porcellum 5 Luglio Lug 2011 2309 05 luglio 2011

Legge elettorale, il Pd rilancia il Mattarellum

Ceccanti prepara due referendum. Ma Bersani dice no ai quesiti.

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Urna elettorale.

La proposta di referendum per modifidare la legge elettorale lanciata dal senatore Stefano Passigli non era piaciuta a una parte consistente del Partito democratico. Ecco dunque che torna in auge il sempreverde Mattarellum.
Il senatore Pd, Stefano Ceccanti, costituzionalista vicino alle posizioni di Walter Veltroni e da sempre scettico nei confronti della proposta Passigli lo ha spiegato così: «Il Pd partito post-ideologico a vocazione maggioritaria, non può sostenere sistemi elettorali proporzionali puri, a cui sono omogenei partiti identitari e monoculturali, nonché una visione della democrazia in cui il cittadino è escluso dalla scelta per il governo. Altrimenti nega se stesso».
Il testo di Passigli avrebbe potuto fare breccia nel Pd soprattutto tra i dalemiani. Ceccati invece è contrario al punto da preferire che si raccolgano firme per un referendum che ripristini il Mattarellum.
Ecco quindi che sono stati stesi due quesiti referendari che abrogano il 'Porcellum' al fine di tornare al Mattarellum. Il fronte trasversale del Pd che sostiene la proposta è composto, oltre a Ceccanti, Pierluigi Castagnetti, Arturo Parisi, Walter Veltroni, Rosy Bindi e Giorgio Tonini, Sandro Gozi e diversi altri parlamentari.
«I referendum Passigli» ha detto Ceccanti «non possono in alcun modo, se non in una propaganda palesemente ingannevole, che mi stupisce convinca per il momento anche Matteo Orfini, far rivivere preferenze alla Camera e collegi uninominali al Senato».
UNA PROPOSTA CHE RISALE AL 2007. L'idea di un ritorno alla precedente legge elettorale attraverso un referendum abrogativo del 'Porcellum' era stata lanciata sin dal 2007 da Castagnetti.
La Corte costituzionale, in una sentenza degli anni Novanta, ha detto che un quesito puramente abrogativo sulla legge elettorale non è ammissibile perché lascia un vuoto normativo. Ma diversi costituzionalisti, hanno sostenuto l'idea della 'reviviscenza': l'abrogazione pura e semplice della legge Calderoli, riporterebbe in vita la normativa precedente, appunto la legge Mattarella.
L'idea è stata rilanciata da Castagnetti alla direzione del Pd del 24 giugno, ricevendo in quella sede l'appoggio di Parisi e del 'veltroniano' Giorgio Tonini. Ora il fronte si è allargato e comprende anche Bindi e Gozi.
Comunque i due referendum messi a punto, intendono abrogare 'tout court' la legge Calderoli, permettendo la 'reviviscenza' del Mattarellum; e internvengono sui vari articoli del Porcellum, e tornando così alla precedente legge.
Il problema principale però, sottolinea Tonini, è di tipo organizzativo: «Occorrerebbe raccogliere mezzo milione di firme entro settembre, con agosto nel mezzo».

L'altolà di Bersani: «Il Pd non propone quesiti»

A frenare ogni tipo di aspirazione ci ha pensato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che ha detto: «Mi stupirei se dirigenti del Pd promuovessero un referendum».
La sua idea infatti è che «il Pd non promuove i referendum, perché si tratta di strumenti a disposizione della società civile». «Il Pd può appoggiare un referendum» ha concluso il segretario dei Democratici «ma non promuoverli se vogliamo avere un buon equilibrio tra partiti e società civile».
L'incognita firme, lanciata da Tonini, è quindi rimandata a quando i democratici avranno maggior chiarezza.

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