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LEGGE ELETTORALE
28 Agosto Ago 2011 1930 28 agosto 2011

Prodi: «Bisogna abrogare il Porcellum»

L'ex premier: «Ok al referendum. I cittadini scelgano i parlamentari».

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Quale futuro migliore per l'Italia? L'ex premier Romano Prodi non ha dubbi: abrogare la legge Calderoli e restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri parlamentari. «Per abrogare la legge Calderoli ben venga un Referendum che, ripristinando il Mattarellum, solleciti il Parlamento a sostituirla per tornare a un sistema elettorale rispettoso dei diritti dei cittadini e coerente con una democrazia bipolare» ha affermato domenica 29 agosto l'ex premier Romano Prodi che si è schierato al fianco del fronte dei referendari, e ha annunciato, con un messaggio sul proprio sito, che martedì 30 agosto al suo rientro a Bologna, è previsto che vada in Comune a firmare per il referendum promosso da Arturo Parisi.
I GUAI DI UN PARLAMENTO NOMINATO. «È tempo di restituire ai cittadini italiani» ha scritto il Professore «il diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Tutti hanno toccato con mano quanti guasti abbia prodotto un Parlamento di nominati, determinando una forte perdita di credibilità nelle istituzioni, e il loro allontanamento dai cittadini. Di fronte alla grave crisi economica e sociale che scuote il mondo e l'Europa, l'Italia appare più fragile e a rischio anche perché il Parlamento e i parlamentari non sembrano disporre agli occhi dei cittadini della pienezza della legittimità e di quel rispetto dei quali oggi ci si sarebbe bisogno».
LA LEGGE 'PORCATA'. E ha aggiunto. «Noi sappiamo da sempre che all'origine di questa situazione sta la legge elettorale che dai suoi stessi autori è stata definitivamente denigrata con la qualifica di 'porcata'. Abbiamo perciò bisogno di una nuova legge elettorale e occorre assolutamente approvarla prima di nuove elezioni». Secondo Prodi il referendum è lo strumento migliore per arrivarci. «La legislatura è nella sua fase finale. Il tempo stringe e sarebbe bene dunque che il Parlamento provvedesse. Ma se l'adozione di una nuova legge risultasse oggi impraticabile ben venga il referendum. Sono questi obiettivi cui ho sempre ispirato il mio impegno politico e istituzionale. Anche adesso, che ho lasciato la politica attiva, non ho cambiato idea».

Di Pietro: «La raccolta firme è già iniziata»

«Nelle democrazie i parlamentari sono eletti dal popolo e al popolo devono rispondere> ha scritto il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro sul suo blog. «I parlamentari del sud, per esempio, se votassero una manovra del genere verrebbero inseguiti dai loro elettori coi forconi, altro che rieletti. Ma in una democrazia per finta come la nostra, dove i parlamentari sono nominati dai capipartito, non c'é da sperare - osserva in nessunissimo intervento del Parlamento».
«LA DEMOCRAZIA BURLA». Le cose per Di Pietro «stanno e resteranno così fino a quando non cambierà la legge elettorale che ha reso il nostro Paese una democrazia per burla. Da questo weekend noi dell'Italia dei Valori abbiamo iniziato a raccogliere le firme per un nuovo referendum che abolirà questa legge elettorale, detta giustamente porcellum, e per cancellare le Province senza aspettare che il Parlamento si decida a farlo da solo. Per questo abbiamo attivato un portale (www.italiadeivalori.it/referendum) dove pubblicheremo tutte le notizie sulla raccolta firme, banchetti compresi».
LETTA: «PROPOSTA NON INCOMPATIBILE». «Anche il referendum può andare bene, può essere anche questa la strada giusta» ha ribadito il vicesegretario del Pd Enrico Letta. «Referendum e dibattito parlamentare non sono due strade incompatibili».
MERLO: «NEL PD C'È CHI VUOL RIDICOLIZZARE IL PARTITO». «È curioso» ha ricordato l'onorevole Giorgio Merlo, Pd, vice presidente Commissione vigilanza Rai «che sulla legge elettorale autorevoli esponenti del Pd abbiano iniziato una fronda all'interno del partito indebolendo, di conseguenza, la proposta di riforma del porcellum presentata da Bersani e avallata dalla stragrande maggioranza dei gruppi parlamentari. Ancora una volta chi si fa paladino e fautore della proposta referendaria lavora direttamente per indebolire, se non per ridicolizzare, il Pd. Sarebbe questo l'attaccamento al partito e il modo per renderlo più forte e unito agli occhi della pubblica opinione e degli altri partiti?».

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