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Strasburgo 3 Ottobre Ott 2011 2040 03 ottobre 2011

Euroscettici inglesi contro Borghezio

Chiesta l’espulsione del leghista dal gruppo europeo Efd.

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Mario Borghezio, europarlamentare.

Dentro o fuori. Questo il destino dell'eurodeputato piemontese della Lega Nord, Mario Borghezio: entro fine ottobre il partito deve decidere che fare.
Tenerlo dentro o metterlo fuori dal gruppo Efd, Europa della libertà e della democrazia? A chiederne a gran voce la testa sono gli euroscettici britannici dell'Ukip, prima forza del gruppo Efd, stanchi delle 'performance' di Borghezio e, più in particolare, assai seccati dalle sue dichiarazioni sul killer di Oslo, Breivik che gli avevano provocato anche la sospensione dal Carroccio. Per quelle parole Borghezio è stato sospeso dalla Lega e anche, il 13 settembre scorso, dal Efd, ma agli euroscettici il cartellino giallo non basta, vogliono la sua espulsione.
«L'Ukip» si legge in una lettera inviata ai colleghi italiani «invita la Lega Nord a chiedere a Borghezio che lasci il gruppo Efd e finisca nei non iscritti prima della fine della legislatura».
La decisione verrà presa durante la plenaria del 24-27 ottobre. «La delegazione dell'Ukip» ha detto il suo leader Nigel Farage «è molto, molto scontenta di Borghezio».
TRA UFO E VESTITI BRUCIATI. Nella lettera si citano gli interessi dell'eurodeputato per «gli Ufo e il gruppo Bilderberg» e il suo gesto di «bruciare dei vestiti di bambini immigrati». Ma la goccia che ha fatto traboccare l'Ukip sono stati «i suoi commenti ed il suo timing sull'assassino norvegese Breivik», che «hanno superato ogni limite».
Borghezio viene accusato di danneggiare la «reputazione degli altri deputati del gruppo» con parole che «saranno utilizzate» contro di loro «nelle elezioni europee del 2014».
LA DECISIONE DELLA LEGA. Ora la palla passa ai leghisti, anche perché Borghezio non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro. «Si figuri se mi dimetto» afferma al telefono dagli Usa «ho avuto il voto di 50 mila padani per rappresentare orgogliosamente il popolo padano in Europa». Per lui il caso si è chiuso con le scuse all'ambasciatore norvegese in Italia, per i britannici invece no mentre il leghista Francesco Speroni, co-capogruppo Efd, prova a gettare acqua sul fuoco. «Non è ancora chiuso, ma non è nemmeno detto che si arrivi alla soluzione più estrema». Ossia all'espulsione di Borghezio.
LO STATUTO DEL CARROCCIO. Secondo statuto, questa viene decisa con il voto favorevole di due terzi dei membri. «Da voci di corridoio» è l'impressione di Speroni «non mi sembra che ci siano i numeri, ma se tutti si mettono d'accordo, non basta la Lega per salvarlo (8 su 27, Borghezio non vota, ndr)».
Salvato Borghezio, non è però detto che continui la convivenza con i colleghi britannici. «Se loro insistono» afferma sempre Speroni «il gruppo finisce, basta che escano in 4 e salta l'Efd». Insomma, una situazione delicata che, come chiede l'Ukip, deve risolvere la Lega. «Ma questa sarebbe una decisione da prendere più in alto di me», ammette Speroni, guardando a via Bellerio.

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