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EDITORIA 25 Novembre Nov 2011 1523 25 novembre 2011

Avanti!, socialismo di ritorno

Dopo 18 anni riapre il quotidiano del Psi.

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Avanti!, i socialisti alla riscossa. Lo storico quotidiano del Partito socialista italiano (Psi) ha ripreso le pubblicazioni il 25 novembre dopo 18 anni, sotto la direzione di Rino Formica, grazie a un’iniziativa di Critica Sociale, la rivista fondata da Filippo Turati nel 1891 e proprietaria della testata.
Non bisogna far confusione: il foglio non è L’Avanti! diretto da Valterino Lavitola fino alla sua radiazione dall’albo dei giornalisti, ma proprio l’originale, quello che cessò le pubblicazioni nel novembre del 1993 per il fallimento della casa editrice del Psi.
Direttore responsabile è Stefano Carluccio, già caporedattore del giornale socialista. A pubblicarlo è la cooperativa Giornalisti Editori, con sede nel capoluogo lombardo, che punta a «un azionariato diffuso e indipendente».
DISTRIBUITO IN 5 MILA COPIE. La testata viene distribuita per abbonamento postale, in 5 mila copie, tra i lettori di Critica sociale, organizzazioni, associazioni, fondazioni e circoli socialisti, mentre altre 20 mila in edizione digitale vengono inviate via mail a parlamentari, consiglieri e giunte regionali, sindaci, docenti universitari, biblioteche, centri studi, imprese, sindacati. Con un omaggio al passato: il numero zero dell’Avanti! pubblicato da Filippo Turati e Leonida Bissolati il 2 aprile del 1893.
UNO SPAZIO APERTO. «Un futuro che ritorna», si legge nel titolo d’apertura, «come sarà l’Avanti! di domani? Uno spazio aperto per la cultura riformista, revisionista, socialista». Formica, nel suo primo editoriale, racconta che alcuni giornalisti della testata e di Critica sociale, «nel pieno della bufera antisocialista degli anni 1992-94, si preoccuparono di mettere al riparo dalla tormenta la gloriosa testata del primo grande quotidiano nazionale dei lavoratori» e accenna alle «abusive apparizioni del giornale», e «all’arretramento del socialismo europeo», alla crisi istituzionale e di sistema del Paese, per poi proporre ai compagni dispersi di ritrovarsi intorno alla riconquistata testata per «un rilancio della cultura socialista , revisionista e riformista».
Di spalla un intervento di Bettino Craxi del 1999, dal titolo La crisi sociale creerà la ripresa di un movimento socialistico.

Il direttore Formica, una figura «di garanzia verso tutte le componenti socialiste»

Nel segno della tradizione anche la direzione di Formica che, secondo le intenzioni, dovrebbe svolgere «un ruolo di garanzia verso tutte le componenti socialiste presenti negli attuali schieramenti politici».
Non proprio un giovanotto, a 84 anni il barese Formica è uno dei testimoni dell’era gloriosa del socialismo di Bettino, nei cui confronti, però, mantenne sempre un atteggiamento lucido.
Definito dal ministro democristiano Beniamino Andreatta «un commercialista di Bari esperto di fallimenti e bancarotta», fu Formica a coniare un’espressione che ha avuto poi grande fortuna nell’era del berlusconismo più spinto: trovò per l’assemblea nazionale, criticandone l’eccessiva spettacolarizzazione, l'eloquente immagine di una «corte di nani e ballerine».
DAL MINISTERO A TANGENTOPOLI. Più volte ministro dei Trasporti, del Lavoro e delle Finanze con vari governi dal 1980 al 1992, la parabola politica di Formica si chiuse con lo scandalo di Tangentopoli, anche se uscì assolto dal processo di Bari.
Non rieletto alle elezioni del 1994, si tenne fuori, forse per nostalgia dei fasti passati, dalla diaspora socialista. Solo nel 2003 ha fatto nascere insieme ad altri ex dirigenti del partito un nuovo movimento politico chiamato Socialismo è libertà, nell’orbita del centro sinistra, rifiutando accordi tanto con il Nuovo Psi quanto con il movimento Socialisti democratici italiani (Sdi).
NEL NOME DI BETTINO. Iscritto attualmente al Partito socialista, già a marzo di quest’anno il senatore aveva chiamato a raccolta i compagni, per rilanciare il progetto riformista di Craxi dando il benservito al premier
«Silvio Berlusconi, quando scoppiò Mani pulite, rinnegò Craxi e si sentì sciolto da ogni vincolo di gratitudine», scrisse sul Riformista. «Voi, invece, dovete essere riconoscenti per l’ospitalità accordatavi, ma non obbligati a masticare capsule di cianuro, perché ciò che avete dato è molto di più di quanto vi è stato concesso. E non voglio ricordare che il Cavaliere spesso ha fatto finta di non conoscervi». Il problema è risolto, Berlusconi è andato. Chissà se ora i socialisti riusciranno a ritrovarsi nel segno di Bettino.

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