POLITICA 18 Febbraio Feb 2012 1759 18 febbraio 2012

La Lega licenzia Tosi

Il sindaco di Verona non più vice del parlamento padano.

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Il sindaco di Verona Flavio Tosi non è più vice presidente del parlamento padano. La decisione è stata presa dai vertici della Lega nell'ultima riunione del parlamento del Nord, il 18 febbraio: a Tosi è stato revocato l'incarico, assegnato al capogruppo alla Camera Gianpaolo Dozzo. All'origine della decisione, spiegano nella Lega, ci sarebbe l'assenteismo di Tosi alle riunioni dell'ufficio politico del parlamentino. Ma anche alcune uscite «di ispirazione nazionalista», quindi distanti dal federalismo padano, non erano piaciute al Carroccio. E avrebbero spinto per l'allontanamento.
Tosi aveva partecipato alle ultime due riunioni dell'organo del Carroccio mentre ad altri due incontri aveva comunicato preventivamente la sua impossibilità a partecipare ai lavori. Nel primo caso si trovava all'estero (negli Stati Uniti) mentre nel secondo doveva partecipare a un altro incontro, programmato da tempo, con Francesco Rutelli, a Verona.
LE TENSIONI NEL CARROCCIO. La rimozione è statacomunicatadal senatore Piergiorgio Stiffoni. Senza troppi giri di parole, il padano ha spiegato la posizione della Lega, portando alla luce le tensioni che da tempo ormai agitano il Carroccio. «Tosi non era mai presente alle riunioni ed era inutile che occupasse la carica, così l'ufficio di presidenza diretto da Roberto Calderoli ha preso la decisione».
L'assessore regionale del veneto Roberto Ciambetti ha invece minimizzato, spiegando che l'avvenimento può considerarsi «un fatto quasi naturale». Ciambetti ha ricordato che la notizia era stata ufficialmente data nell'ultima assemblea del parlamento del Nord a Sarego (Vicenza) quando Calderoli, presidente dell'organismo del Carroccio, annunciò la sostituzione di Tosi con Dozzo. «Strano che se ne parli solo oggi, tuttavia va ricordato che Tosi non può prendersi carico dell'impegno parlamentare e di una difficile campagna elettorale nella sua città. Verona è il capoluogo leghista più importante del Veneto. Del resto la scelta di Dozzo mi sembrava inevitabile: la sua conoscenza del mondo leghista è superiore a tutti».

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