Joachim Gauck.
POLITICA 19 Marzo Mar 2012 0939 19 marzo 2012

Berlino, la bella domenica di Gauck

Primo discorso del neo eletto presidente della Repubblica federale tedesca.

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da Berlino

Joachim Gauck.

La «bella domenica» di Joachim Gauck è iniziata alle 14 in punto del 18 marzo quando, ottenuta la stragrande maggioranza dei voti nella Bundesversammlung ed effettuata la dichiarazione di rito di accettazione, ha acceso il microfono dal podio centrale nell'aula del Bundestag e ha combattuto contro l'emozione per svolgere il suo primo discorso da presidente della Repubblica. È stato un voto scontato e veloce che non poteva riservare alcuna sorpresa.
Le sorprese, semmai, arriveranno dalla sua presidenza, che si prospetta già ricca di curiosità e incognite. Per la prima volta, al vertice della Germania riunificata, ci sono due personalità cresciute nella metà orientale del Paese. Il processo di riavvicinamento tra le due Germanie può considerarsi almeno simbolicamente completato.
CITTADINI E ISTITUZIONI DISTANTI. Ora, all'ex parroco protestante, ex dissidente della Ddr ed ex direttore dell'autority che spulcia i documenti segreti della Stasi, spetta il compito di ridurre un'altra distanza: quella creatasi fra i cittadini tedeschi e le loro istituzioni democratiche.
Su queste enormi aspettative si sono interrogati i principali giornali del Paese negli articoli che hanno accompagnato le edizioni di lunedì 19 marzo.
Lo Spiegel ha notato come il primo risultato ottenuto sia già nel dato di fatto della sua elezione: «Tutto è bene quel che finisce bene», ha scritto, «e chi credeva che la Germania si trovasse di fronte a una crisi di Stato per il solo fatto che un presidente della Repubblica fosse stato costretto di nuovo a dimettersi, avrà dovuto ricredersi».
LA SCIA DELLA CRISI. La crisi, scoppiata all'indomani del passo indietro di Christian Wulff, è stata in effetti risolta in tempi strettissimi, anche se la quasi unanimità manifestatasi nell'aula del Bundestag ha lasciato alle sue spalle una lunga scia di presunti vinti e vincitori. «Ma in giorni come questi», ha proseguito il magazine, «si può osservare come in fondo, al di là di tutti gli scontri politici, la cosa importante sia una sola: noi tutti vorremmo poter vivere insieme sufficientemente liberi e felici in uno stesso posto. E nessuno è riuscito a interpretare questo sentimento in maniera più convincente e umana di Joachim Gauck, nel momento in cui si è avvicinato al microfono e ha detto semplicemente: 'Che bella domenica'».

Lo Spiegel: «Gauck, un presidente destinato a scuotere l'opinione pubblica»

Non ci voleva poi molto a capire che scambiare una crisi politica per una crisi di sistema fosse una drammatizzazione esagerata e che la democrazia tedesca, maturata in 40 anni di libertà a Ovest e in 22 anni di libertà comune, sia abbastanza solida da superare anche intoppi straordinari.
Ma forse ci voleva la retorica semplice e gentile di un ex pastore per dissipare le paure e restituire ordinarietà a un passaggio democratico delicato.
La partecipazione con cui i tedeschi hanno seguito le vicende giudiziarie di Wulff e il dibattito successivo che ha incoronato Gauck, testimonia l'importanza riservata anche a un ruolo onorifico e rappresentativo come quello del presidente della Repubblica.
Ora Gauck ha due possibilità, ha concluso lo Spiegel: «Può conformarsi alle direttive classiche del suo nuovo ruolo o può romperle, mescolarle e reinterpretarle. Di sicuro Gauck sarà un presidente destinato a scuotere l'opinione pubblica e forse anche a innervosire, non solo i politici di professione ma anche alcuni cittadini. Ed è bene che lo faccia».
GRANDI ATTESE SU GAUCK. Sulle aspettative che incombono su Gauck si è esercitata la Frankfurter Allgemeine Zeitung: «Le attese non potrebbero essere più grandi. Gauck arriva allo Schloss Bellevue non solo con una grandissima maggioranza ma anche con un vasto compito di risanamento. Deve restituire autorevolezza a un ruolo la cui dignità e reputazione sono state fortemente danneggiate».
E ancora si legge: «Cittadini e politici si attendono che, dopo due presidenze fallite, l'uomo proveniente dalla società civile restituisca lucentezza all'istituzione che deve incarnare. Egli deve fornire il lievito al dibattito pubblico, impastarlo e allo stesso tempo produrre il mastice che tiene unità la società. Un impegno che lo stesso Gauck, un tempo, definì una missione impossibile».
L'IMPORTANZA DELLA LIBERTÀ. Per vincere questo arduo compito, il quotidiano di Francoforte suggerisce al nuovo presidente di attingere a piene mani al concetto che gli è più caro, quello della libertà nel senso classico del termine, libertà dallo Stato ma anche libertà di partecipare, di assumere responsabilità, di relazionarsi con i processi politici e con gli altri cittadini.
«Quando i Wulff giunsero allo Schloss Bellevue», ha concluso la Faz, «furono rappresentati dai giornali come una specie di Kennedy tedeschi. Ora succede loro un padrone di casa dotato di un minore glamour, ma in grado di declamare con parole proprie e anche con una propria credibilità la frase più citata del presidente americano: non chiederti cosa può fare il tuo Paese per te, ma cosa tu puoi fare per il tuo Paese». Per la politica e per la società tedesca potrebbe essere una piccola rivoluzione.

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