ELEZIONI 26 Marzo Mar 2012 0941 26 marzo 2012

Angela vince in Saarland

Germania: la Cdu di Merkel conquista il 35% dei consensi con i socialdemocratici.

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da Berlino

Dal punto di vista puramente numerico, i risultati del voto nel Saarland, il secondo più piccolo tra i Bundesländer tedeschi con solo 800 mila elettori, si possono racchiudere in poche righe.
La Cdu di Angela Merkel ha vinto la volata con i socialdemocratici dell'Spd, ottenendo il 35% dei consensi contro il 30,6. I due partiti governeranno assieme in una Grosse Koalition, ma la guida spetterà ad Annegret Kramp-Karrembauer, la candidata cristiano-democratica.
IL CROLLO DEI LIBERALI. I liberali sono crollati a cifre da prefisso telefonico: 1,2%, otto punti in meno rispetto alle precedenti elezioni, sesta débâcle consecutiva in una consultazione elettorale e, ovviamente, rimarranno fuori dal parlamento di Saarbrücken. Nel quale invece entrano a vele spiegate i Pirati, che ormai non possono più essere considerati degli outsider: dopo il successo di Berlino, il bis nel Saarland con il 7,5%.
In calo gli altri due partiti di sinistra: i Verdi hanno ottenuto appena quel 5% necessario a entrare nell'assemblea, la Linke ha incassato il 16,2%, un risultato di tutto rilievo in un Land occidentale, ma dovuto al resistente carisma di Oskar Lafontaine, che da quelle parti è di casa e aveva governato la regione quando militava nelle file dell'Spd: tuttavia, la Linke ha perduto cinque punti rispetto alla volta scorsa.
Per Angela Merkel, si tratta del primo chiaro successo dall'inizio della crisi dell'euro. Una conferma di quel che i sondaggi segnalavano già da tempo. L'operato della cancelliera trova l'apprezzamento degli elettori e i malumori verso il governo coinvolgono esclusivamente i liberali. È ormai sempre più probabile che una formazione storica come l'Fdp possa essere cancellata dal panorama parlamentare nazionale tedesco.

Saarland: l'alleanza fra Cdu e Spd si trasforma in uno svantaggio rischioso

È interessante tuttavia riportare i commenti dei principali quotidiani tedeschi, dal momento che il voto del Saarland rappresenta la prima tappa di tre elezioni regionali anticipate che interesseranno il Paese nel 2012 (le prossime saranno in Nord Reno-Vestfalia e in Schleswig-Holstein): un buon termometro politico per cominciare a capire quel che potrà accadere fra un anno, quando i tedeschi saranno chiamati a rinnovare Bundestag, governo e cancelliere.
«Il Saarland è una sorta di guscio di noce della Bundesrepublik», ha scritto la ddeutsche Zeitung, «perché in un piccolo spazio geografico si sono concentrate le recenti tendenze della politica tedesca. In primo luogo, il fidanzamento fra Cdu e Spd già durante la campagna elettorale. Questo intimo legame nel piccolo Land anticipa probabilmente le costrizioni politiche che dopo le prossime elezioni regionali potrebbero riflettersi sul voto nazionale».
UNA FORZATURA NECESSARIA. Costrizioni, perché un'alleanza fra cristiano-democratici e socialdemocratici è stata sempre considerata un'anomalia, una forzatura resa necessaria dall'impraticabilità di coalizioni più omogenee.
Ma è una coercizione che sembra nuocere in prospettiva soprattutto ai socialdemocratici: «Nel voto del Saarland, si è confermato quel che l'Spd già sa per esperienza, almeno da quando nel 2009 subì la sconfitta più cocente della sua storia dopo aver governato cinque anni sotto la guida di Angela Merkel: una simile alleanza si trasforma in un rischioso svantaggio».
L'ASCESA DEI PIRATI. La seconda e la terza tendenza riguardano il campo liberale, ha proseguito il quotidiano di Monaco, «con l'irrefrenabile crollo dell'Fdp ormai ridotto ai minimi termini e l'ascesa dei Pirati, che si presentano come la nuova forza liberale. Il loro liberalismo digitale colpisce ora non solo quello clorofillizzato dei Verdi, ma anche quello moribondo dell'Fdp».

Bassa partecipazione al voto (appena il 62%) e confronto irrigidito

Accanto a questi trend partitici, l'elezione del 25 marzo ha mostrato anche un'altra novità: «L'inusuale fidanzamento fra Cdu e Spd prima del voto, ha consentito che di fatto il Ministerpräsident sia stato eletto direttamente dagli elettori. Ha vinto una donna, con un consenso chiaro e un considerevole vantaggio. Anche questa è una novità nella storia politica tedesca».
Sul tema della personalizzazione della campagna elettorale si è soffermata la Frankfurter Allgemeine Zeitung: «Il risultato del primo appuntamento elettorale anticipato ha aperto un nuovo capitolo nella storia politica del Paese», ha commentato, «e già in anticipo è apparso chiaro che nel voto del 25 marzo non si sarebbe deciso sui programmi ma sulle persone. La determinazione incondizionata dei candidati di Cdu e Spd a un governo comune ha soffocato sul nascere ogni aspirazione dei cosiddetti partiti di massa di confrontarsi seriamente sulle questioni esistenziali della politica nel Saarland».
CITTADINI LONTANI DAI PARTITI. Questo aspetto ha prodotto anche la bassa partecipazione al voto (appena il 62%) ma ha anche irrigidito il confronto politico «in un intreccio di delusioni, incompatibilità personali e risentimenti».
Tutti comportamenti che allontanano sempre di più i cittadini dai partiti e dalla politica. Non è un caso che a giovarsene siano stati i Pirati, «che vengono sospinti da un'ondata di curiosità e delusione destinata a non scomparire tanto presto». Al di là dei numeri elettorali, la politica tedesca non vive un momento felice. E non sarà una Grosse Koalition a sanare le disillusioni.

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