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ELEZIONI REGIONALI 27 Marzo Mar 2012 0950 27 marzo 2012

Saarland, il flop dei liberali

Nel test elettorale Fdp all'1,2%, 7,5% al Partito dei pirati.

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da Berlino

Philipp Rosler, presidente dell'Fdp.

Sembra tutto piccolo il giorno dopo i clamorosi risultati del voto nel Saarland. Piccolo il test elettorale, piccolo l'esito, piccole le preoccupazioni.
A sentire i politici di Berlino, poco o nulla di quel che è accaduto nella regione più occidentale del Paese è destinato a riflettersi sugli equilibri nazionali. Invece di piccolo c'è solo il risultato dei liberali, un misero 1,2% che è molto meno di quanto i già magri sondaggi facevano prevedere.
MOMENTO DIFFICILE PER L'FDP. Così le parole del giovane presidente dell'Fdp, Philipp Rösler, che solo nel 2011 aveva raccolto da Guido Westerwelle l'eredità di un partito in caduta libera, sono apparse consolatorie e probabilmente inadeguate alla gravità della situazione.
«Viviamo un momento difficile», ha detto allo Spiegel, «ma nella coalizione di governo dovremo mantenere un profilo tranquillo, orientare la nostra politica verso proposte concrete senza cedere al nervosismo o al panico».
POCHI VOTI: COLPA DEI LITIGI INTERNI. Per Rösler, il pessimo risultato nel Saarland sarebbe da ricondurre «soprattutto a litigi interni nella federazione locale», mentre sul piano personale rimpiange soltanto il fatto di non essere riuscito sotto la sua gestione «a trasformare in voti il crescente sostegno che mostrano i sondaggi».
Ma i sondaggi, finora, non hanno mostrato alcun crescente sostegno e i dati delle urne riflettono in verità quel che da tempo ogni istituto di opinione suggerisce: «L'1,2% incassato è una débâcle», ha insistito il magazine, «tanto più che una lista sconosciuta denominata 'Famiglia' ha raccolto 2.500 voti in più dei liberali. L'Fdp ha compiuto un ulteriore passo in avanti verso l'insignificanza politica e poichè il sentimento di debolezza spesso porta ad assumere atteggiamenti scomposti, nei due partiti democristiani di governo (Cdu e Csu) crescono le preoccupazioni per il loro piccolo alleato».
LIBERALI SOTTO LA SOGLIA DEL 5%. A guardare i sondaggi dei prossimi test regionali (Schleswig-Holstein e Nord Reno-Vestfalia), i liberali sembrano ben al di sotto della soglia di sbarramento del 5%. Le previsioni non sono rosee: l'eventuale uscita di scena dell'Fdp da altri due parlamentini regionali potrebbe mettere in pericolo governo e legislatura.
«Rösler ha cercato di minimizzare risultato e conseguenze», ha concluso lo Spiegel, «ma all'interno del suo partito crescono coloro che vorrebbero affrontare la battaglia per la sopravvivenza aprendo una fase di duro confronto con gli alleati».
TENSIONE ALL'INTERNO DEL PARTITO. Cresce l'impressione che il giovane presidente stia perdendo il polso dell'Fdp. Il futuro segretario generale Patrick Döring, per esempio, non ha mostrato molto sangue freddo quando ha accusato i Pirati di «avere una visione della società, della politica e dell'umanità fortemente impregnata dalla tirannia delle masse».
Accuse feroci che testimoniano nervi scoperti e appaiono ben lontane dalla tranquillità e rilassatezza predicate da Rösler.

I Pirati spaventano i politici

Il Partito dei pirati ha raccolto il 7,5% nel Saarland.

La Piratenpartei tedesca è decisamente l'evento nuovo della politica. Se il successo a Berlino sei mesi fa poteva essere ridotto a fenomeno di costume in una metropoli un po' sui generis, il 7,5% raccolto nell'austero Saarland ha costretto tutti i commentatori a prendere questo partito finalmente sul serio.
La sua capacità di conquistare consensi, tanto fra i giovani quanto fra i delusi in generale dai partiti tradizionali, sta facendo passare in secondo piano i reportage di colore sul caos creativo dei comitati elettorali per far emergere impegnate considerazioni sulla natura di quello che viene ribattezzato «un nuovo liberalismo digitale».
IN DIFESA DELLA DEMOCRAZIA DIGITALE. Proprio quando la crisi economica sembra mettere in dubbio i capisaldi del liberalismo economico, è emersa dal fondo della società una spinta irresistibile verso una sorta di libertà civile da difendere negli spazi della democrazia digitale.
Nell'intervista alla Süddeutsche Zeitung, Andreas Augustin, 32enne informatico catapultato da un'azienda di information technology ai banchi del parlamentino di Saarbrücken, ha provato a tracciare il profilo dei Pirati: «Noi siamo i nuovi liberali, l'Fdp si è trasformato in un partito neoliberale. La gente vuole però i liberali classici e quelli siamo noi».
RIUNIONI POLITICHE TRASMESSE ONLINE. I concetti non sono chiarissimi, come ancora indefinita è la politica che i suoi colleghi berlinesi, dopo sei mesi di attività nell'assemblea della città-Stato di Berlino, stanno portando avanti. Ma questa inafferrabilità fa per ora gioco ai Pirati. La prima proposta che Augustin farà in parlamento incrocia l'esigenza di trasparenza che ormai i cittadini pretendono dai politici: «La prima misura sarà quella di richiedere la trasmissione in livestream di tutte le sedute di commissione, così come viene già fatto per le riunioni d'aula». Non cambierà la vita degli elettori, ma darà loro la possibilità di seguire in tempo reale le discussioni più calde della politica regionale. E tanto basta, per ora, a un elettorato sempre più diffidente.
GRANDE SUCCESSO CON IL VOTO GIOVANE. «Finora si era pensato che i Pirati potessero avere grandi chance negli ambienti urbani, creativi e alternativi», ha scritto la Zeit, «ma il successo nell'agricolo Saarland ha sorpreso tutti gli esperti. Le prime analisi del voto hanno confermato il grande successo tra i giovani. Fra coloro che hanno votato per la prima volta, la Piratenpartei si è imposta come seconda forza alle spalle dell'Spd, ma è riuscita a sfondare anche tra gli elettori in età lavorativa, dagli operai agli impiegati fino ai funzionari pubblici. La metà dei consensi è giunta dal vasto territorio dei non votanti, l'altra metà è arrivata un po' da tutto lo spettro dei partiti tradizionali, dall'Fdp fino alla Linke».
CORSA VERSO LA POLITICA NAZIONALE. Se l'onda arancione dovesse raggiungere anche le prossime due assemblee regionali, allora il salto nel Bundestag nel 2013 è destinato a essere all'ordine del giorno. Ma per fortificarsi stabilmente a livello nazionale, è necessario mettere qualche punto fermo programmatico nel caos creativo di proposte e sensazioni che per ora rappresenta il magma vincente di questo strano liberalismo del XXI secolo.

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