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POLITICA 28 Marzo Mar 2012 0935 28 marzo 2012

Germania, Gauck svolta a Est

Prima trasferta del presidente che sceglie la Polonia di Tusk.

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da Berlino

Il premier polacco Donald Tusk e il presidente della Germania Joachim Gauck.

Per la sua prima visita ufficiale all'estero, il nuovo presidente della Repubblica tedesca, Joachim Gauck, ha scelto Varsavia.
Finora, la consuetudine aveva spinto gli uomini delle istituzioni tedesche a dirigersi prima di tutto verso Ovest, a Parigi, nel nome di una consolidata politica di alleanza dopo le riconciliazioni della Seconda Guerra mondiale.
IN POLONIA PER SEGUIRE IL CUORE. «Alcuni commentatori hanno spiegato la mia scelta con il calcolo politico di non interferire nella campagna elettorale francese», ha riportato la Zeit, citando la risposta di Gauck a una domanda di un giornalista polacco in conferenza stampa, «ma è un'interpretazione falsa. Sono qui perché ho seguito il richiamo del mio cuore».
VICINO AL MOVIMENTO SOLIDARNOSC. Il presidente venuto dall'Est aveva molti motivi personali per accordare ai polacchi il privilegio della prima visita di Stato.
Negli Anni 80, il movimento sindacale di protesta Solidarnosc aveva aperto la strada verso il distacco dei Paesi centro-orientali europei dall'influenza sovietica ed era stato modello e punto di riferimento anche per l'azione successiva dei gruppi dissidenti all'interno della Ddr: «La lotta di Solidarnosc mi ha motivato quando ero nella Ddr», ha detto ancora Gauck, tenendo faticosamente a freno l'entusiasmo.
VARSAVIA IMPORTANTE POLITICAMENTE. Ma ci sono anche concreti motivi politici. La Polonia sta diventando un punto fermo per la stabilità europea, in un'area sempre più tormentata da populismi e nazionalismi di ritorno, e mai come in questi anni, dopo le frizioni della breve era Kaczynski e l'ascesa del premier Donald Tusk, i rapporti fra Berlino e Varsavia sono improntati a cordialità e collaborazione.

In passato le invasioni della Germania a Est

Gauck e il presidente della Polonia Bronisław Komorowski.

In passato non è sempre stato così. Non solo in quello lontano, quando la Prussia prima e la Germania nazista poi avevano puntato occhi e armi sui territori slavi a Oriente dell'Oder, ma anche in quello più recente, quando dal frigorifero della fratellanza del socialismo reale sono riemersi timori e diffidenze non elaborate da mezzo secolo di comune destino europeo.
SEGNO PER LA RICONCILIAZIONE. Le polemiche sul revanscismo tedesco verso le regioni perdute dopo la guerra o sui memoriali per gli esiliati o ancora sull'imperialismo economico di Berlino hanno tenuto banco per molto tempo, specie sulla stampa polacca di orientamento nazionalista e conservatore.
Ecco perché la decisione plateale di Gauck assume un valore importante: la riconciliazione maturata nei rapporti franco-tedeschi deve ora trasferirsi in un analogo processo con i vicini a Est.
Nella concezione politica della Germania riunificata, questo è un passaggio che può far bene a Berlino e anche all'Europa.
TUSK CONTESTATO IN PATRIA. «E pazienza se proprio i sindacalisti della Solidarnosc contemporanea stanno rendendo la vita difficile all'esecutivo di Tusk», ha ripreso la Zeit, «con le loro proteste contro la riforma pensionistica. Gauck li avrà certamente visti, accampati nelle loro tende di fronte al palazzo di governo, ma con i giornalisti si è mantenuto prudente, affermando di non aver parlato con il premier di politica interna».
Nulla doveva guastare l'armonia di questa visita, neppure il rimpianto mostrato qualche settimana fa a Lodz dallo stesso Gauck (già nominato presidente ma non ancora eletto) per il fatto che, negli Anni 90, la Polonia post-comunista di Lech Walesa avesse messo un velo sulle attività del servizio segreto di Varsavia negli anni della Guerra fredda, evitando così di indagarne crimini e responsabilità.
ELOGI A UNA TERRA DI LIBERTÀ. Per l'ex capo dell'agenzia che aveva setacciato gli archivi della Stasi, era qualcosa di incomprensibile. Osservazioni che rischiavano di richiamare troppo le proposte sulla Lustracja avanzate qualche anno fa dal partito nazional-conservatore dei gemelli Kaczynski e contestate dalla maggioranza degli eredi di Solidarnosc.
Così, per il suo esordio sulla scena internazionale Gauck ha usato solo le parole che i suoi ospiti volevano sentirsi dire. Ha elogiato la Polonia «terra della libertà», ha stigmatizzato «le brutalità dei tedeschi durante la Seconda Guerra mondiale», ha esortato ad «andare avanti sul terreno della riconciliazione tra i due popoli», annunciando anche un maggiore impegno finanziario per quelle organizzazioni culturali che lavorano sul campo, come l'Università europea Viadrina di Francoforte sull'Oder, sul confine, dove uno studente su cinque è polacco.
POSITIVE LE REAZIONI DELLA STAMPA. «Un segnale del nuovo clima fra i due Paesi è dato anche dalle reazioni della stampa polacca», ha aggiunto la Frankfurter Allgemeine Zeitung, «in larga misura positive. Non solo da parte della liberale Gazeta Wyborcza, ma anche di quella più conservatrice come Rzeczpospolita, che ha evidenziato il lungo impegno di Gauck contro la dittatura comunista, perdonandogli anche di essersi una volta schiarato dalla parte di Erika Steinbach, la politica cristiano-democratica rappresentante dei tedeschi esiliati dai territori orientali dopo la seconda guerra mondiale».
Un personaggio che, nella cattolica Polonia, viene visto come la reincarnazione del diavolo.

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