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LA REPLICA 14 Aprile Apr 2012 2047 14 aprile 2012

Esodati, l'ira di Confindustria

Marcegaglia: «Non li creano le imprese».

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Emma Marcegaglia.

Per Confindustria le dichiarazioni del ministro Elsa Fornero per cui «gli esodati li creano le imprese», destano «sorpresa e sgomento».
«Queste parole», hanno commentato da viale dell'Astronomia, «danno una rappresentazione del mondo delle imprese che non solo non trova riscontro nella realtà, ma è anche offensiva».
PERSONALE RIDOTTO PER NECESSITÀ. «Le imprese quando riducono il personale lo fanno solo per necessità», si legge in una nota, «Quanto poi ai costi del nostro sistema di welfare, Confindustria ha già avuto modo di documentare al ministro, proprio in occasione degli incontri per la riforma del mercato del lavoro, l'importante onere economico che le imprese sostengono per pagarsi gli ammortizzatori sociali.
Se in un periodo di profonda crisi si cambiano le regole 'in corsa', è responsabilità di chi decide di cambiare le regole, prevederne le conseguenze. Se non lo si fa, non si può imputare alle imprese alcuna colpa».
GLI ACCORDI NON SI METTONO IN DISCUSSIONE. Per Confindustria «non si possono mettere in discussione gli accordi che, nel pieno rispetto delle leggi, imprese e sindacati hanno stipulato per attenuare gli impatti sociali derivanti dalla crisi. L'aver limitato l'applicazione del precedente regime previdenziale solo ad alcuni soggetti, senza darsi pensiero di tutti i lavoratori coinvolti nelle procedure di mobilità, è stata una scelta del legislatore, non certo delle imprese. Ora si tratta di trovare le risorse economiche per affrontare la questione e mettere la parola fine a quel balletto di numeri cui assistiamo in questi giorni.
Con estrema chiarezza si deve dire che non si tratta di una concessione rispetto alle legittime sollecitazioni che giungono da lavoratori, organizzazioni sindacali e imprese, bensì di un atto dovuto».
NON OCCORRE UNA NUOVA NORMATIVA. «Il ministro», conclude la lunga nota di Confindustria, «non ha necessità di individuare alcuna nuova soluzione normativa, visto che la riforma delle pensioni del dicembre scorso ha già affrontato e risolto la questione. Assicuri quindi, il ministro, la salvaguardia già concessa».

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