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PRESIDENZIALI 23 Aprile Apr 2012 0930 23 aprile 2012

Eliseo, una partita tutta nuova

Elezioni francesi viste dalla Germania: «Con la prima vittoria di Hollande comincia un'altra campagna».

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da Berlino

Un manifesto elettorale della campagna socialista.

Il primo tempo delle elezioni francesi è stato seguito in Germania con una partecipazione superiore a quella tradizionalmente attribuita alle elezioni americane.
La vicinanza geografica, la reciproca dipendenza economica e quel particolare legame che dalla fine della Seconda guerra mondiale forma l'asse del motore europeo sono già sufficienti a spiegare l'interesse al di qua del Reno.
Questa volta, in più, c'è la crisi finanziaria e la convinzione che il futuro della politica europea di Angela Merkel dipenda anche da chi sarà il prossimo presidente francese.
EXPLOIT DI LE PEN. I risultati sono stati commentati in lungo e in largo. Lo Spiegel si è soffermato sulla considerazione che «il clamoroso successo della destra radicale di Marine Le Pen ma anche la più contenuta affermazione dell'estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon, che insieme hanno ottenuto più voti dei due candidati che andranno al ballottaggio, danno la misura di quanto sia grande la frustrazione dei francesi».
Uno stato d'animo da osservare con attenzione e preoccupazione.
RISOLVERE LA CRISI DEI DEBITI SOVRANI. Ma ora che il quadro dei contendenti si è assottigliato ai due candidati del ballottaggio, la stampa tedesca comincia a fare i conti con le proposte concrete, proprio alla luce della questione che più preoccupa Berlino: la crisi dei debiti sovrani europei. «La Francia ha vissuto per decenni al di sopra delle sue possibilità», ha scritto la Frankfurter Allgemeine Zeitung, riproponendo il mantra tedesco ascoltato negli ultimi mesi in riferimento ai Paesi del Sud Europa, «indebitandosi in maniera massiccia con l'estero. Due terzi dei sottoscrittori del titoli di Stato francesi sono investitori stranieri. Uno squilibrio maggiore rispetto a quelli di Italia, Spagna, Gran Bretagna e Germania. Se la Francia non riuscirà a convincere i suoi creditori della solidità del proprio bilancio e della propria politica economica, i tassi di interesse per il rifinanziamento del debito cadranno in una pericolosa spirale negativa».

La Süddeutsche Zeitung: «Ora comincia una partita del tutto nuova»

François Hollande e Nicolas Sarkozy.

La pressione degli investitori stranieri sta diventando enorme, ha proseguito il quotidiano di Francoforte, e ricorda quella che nei primi anni Ottanta costrinse un altro socialista, François Mitterrand, ad abbandonare le misure ideologiche prese all'inizio del suo primo mandato e fare una pericolosa marcia indietro.
Ora che François Hollande è in prima fila per tagliare il traguardo finale, un quotidiano conservatore come la Frankfurter teme che le misure promesse in campagna elettorale possano rappresentare un ulteriore fattore di instabilità e mandare a gambe all'aria l'asse franco-tedesco, che nonostante alcune variazioni sul tema ha seguito lo spartito dettato da Merkel.
SCETTICISMO SUL PROGRAMMA SOCIALISTA. «Uno sguardo al programma socialista lascia profondamente scettici», ha proseguito la Faz, «ma anche il bilancio presentato da Sarkozy dopo cinque anni di presidenza a dire il vero non entusiasma. Nel primo turno di campagna elettorale, entrambi i candidati hanno preferito evitare di dire ai francesi la scomoda verità».
E ha aggiunto: «Il verdetto finale deve ancora essere deciso, ma la condotta dei due candidati si è finora mostrata inadeguata. la Francia non ha ancora fornito risposte chiare alle due domande chiave del suo futuro: se ha compreso quanto seria sia la crisi e che cosa abbia in mente di fare per affrontarla».
Più politica l'analisi della Süddeutsche Zeitung, che ha cercato di immaginare come si riposizioneranno i due contendenti nelle due settimane di ballottaggio: «Ora comincia un'altra campagna, una partita del tutto nuova».
SARKOZY AL CONTRATTACCO. E per il quotidiano progressista bavarese, il presidente Nicolas Sarkozy ha ancora più di una carta da giocare: «Finora, le televisioni sono state costrette a dare uno spazio uguale a tutti i 10 candidati in corsa. Da oggi invece le cose cambieranno e i due rivali principali saranno uno di fronte all'altro. Sarkozy crede di poter finalmente incalzare Hollande e di chiedergli conto di come vorrà finanziare le promesse contenute nel suo programma. Faccia a faccia, personalità contro personalità, progetto contro progetto». Un atteggiamento più aggressivo, anche per attirare il massiccio consenso lepenista.
Difficile, tuttavia, che Hollande decida di rimanere fermo sui temi che hanno caratterizzato il primo tempo di questa competizione. Anche per lui inizia una nuova campagna.
HOLLANDE VERSO IL CENTRO. «Lo sfidante, dopo aver caldeggiato temi cari alla sinistra, potrebbe ora virare verso il centro», ha osservato la Süddeutsche, «anche se dovrà tenere conto del voto raccolto dalla sinistra radicale di Mélenchon, di cui avrà bisogno per vincere il duello. Hollande ha però già detto di non voler mercanteggiare voti e appoggi partitici. Per questo è più probabile che non si rivolgerà più solo agli elettori di sinistra, ma a tutti i francesi, puntando sul tasto del cambiamento».
Il suo compito sarà quello di mostrarsi ora all'altezza del ruolo presidenziale, di convincere gli elettori che possiede la stoffa dello statista. Ora che riparte da favorito, paradossalmente non è più lui lo sfidante e il ballottaggio potrebbe offrire lo spettacolo di una sceneggiatura a ruoli invertiti.

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