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GERMANIA 30 Aprile Apr 2012 1130 30 aprile 2012

Pirati, arrembaggio al Bundestag

Al congresso di Neumünster la costituzione della forza politica nata sul web che mira alle elezioni parlamentari del 2013.

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Membri del movimento politico tedesco dei Pirati.

I Pirati si attrezzano per la scalata al Bundestag. Lo sbarco è previsto nell'autunno 2013, quando è in programma che i tedeschi tornino a votare per rinnovare parlamento, governo e cancelliere. Ammesso che la legislatura tenga fino alla sua scadenza naturale. Sono infatti in agenda due importanti elezioni regionali (Schleswig-Holstein il 6 maggio, Nord Reno-Westfalia il 13) che potrebbero anche anticipare la crisi, qualora i partiti di maggioranza, i liberali in particolare, dovessero andare incontro a sconfitte rilevanti.
SCONTATO L'INGRESSO IN PARLAMENTO. Per gli outsider della politica tedesca, i giovani ribelli emersi prepotentemente dal sottobosco di internet, i due appuntamenti regionali dovrebbero invece costituire solo un passo in avanti verso la definitiva consacrazione come forza politica: nessun sondaggio mette in dubbio il superamento della soglia del 5%, necessaria per entrare nei parlamenti dei Länder. Anzi, alcuni rilevamenti promettono un ingresso a vele spiegate, un bottino di voti ancora superiore a quelli ottenuti 8 mesi fa a Berlino e un mese fa nel Saarland.
CONSACRAZIONE DI UNA FORZA POLITICA. Così, per la prima volta, tutti gli occhi dei media, dei politici e degli elettori sono stati puntati sul congresso svoltosi nel fine settimana del 29 e 30 aprile proprio a Neumünster, nello Schleswig-Holstein, dove i Pirati hanno avviato la lunga marcia verso la costruzione di una forza politica più strutturata e matura, in grado di reggere l'impatto delle attese, dei voti e del confronto con gli altri partiti: un complesso e rischioso passaggio dall'età dell'adolescenza a quello della responsabilità.

Bernd Schlömer nuovo leader

Bernd Schlömer, neoeletto leader del movimento dei Pirati.

«E per prima cosa i delegati hanno incoronato un nuovo leader», ha scritto l'Hamburger Abendblatt «nella persona di Bernd Schlömer, quarantunenne di Amburgo, cui sono andate le preferenze di due terzi dei delegati». Il nuovo volto dei Pirati dovrà porsi gli obiettivi di mettere un freno all'anarchia di voci e dichiarazioni che hanno caratterizzato questa prima stagione politica, di amalgamare le diverse e spesso contrastanti correnti interne, di rendere più definito il profilo del partito e di preparare un programma che, assieme ai temi come la trasparenza e le nuove forme di democrazia digitale che ne hanno decretato finora il successo, faccia capire quali siano le posizioni dei pirati rispetto alle sfide più urgenti che incombono sulla politica.
UN RUOLO DA PROTAGONISTI. Tanto più che, come ha aggiunto il quotidiano anseatico «Schlömer non ha intensione di relegare il nuovo partito ai margini della competizione, nel comodo cantuccio dell'opposizione ad oltranza e sostiene che chi si presenta alle elezioni persegue conseguentemente anche l'obiettivo di assumere responsabilità e di governare con tutte le forze democratiche».
IL DETONATORE DELLA NOVITÀ POLITICA. Da quando è stato evidente a tutti che i Pirati non sarebbero rimasti uno stravagante episodio berlinese e che erano destinati a diventare l'elemento in grado di sconvolgere il tradizionale panorama politico tedesco, gli esperti si sono divisi nel giudizio. Gli scienziati della politica sono rimasti spiazzati. Da tempo attendevano di capire quale sarebbe stato il detonatore della novità, trastullandosi con ipotesi di coalizioni inedite, come quelle fra conservatori e verdi. Molti pronosticavano la nascita di una forza populista di destra, in grado di replicare i successi di Geert Wilders in Olanda o (nostalgie a parte) quelli lepeniani in Francia. E invece la novità è spuntata a sinistra, sebbene i Pirati dimostrino di pescare consensi un po' dovunque, nelle sconosciute praterie del non voto come fra i delusi dei partiti tradizionali, a sinistra come a destra.

Le stoccate degli editorialisti

Il leader dei Pirati, Bernd Schlömer, al congresso di Neumünster.

Gli editorialisti hanno preferito indugiare sugli aspetti più folkloristici, tratteggiando i contorni di un movimento caotico e disorganizzato, privo di indirizzi definiti, minacciato dal dilettantismo del personale politico, permeato da maschilismo e incapace di frenare infiltrazioni dall'estrema destra neo-nazista e razzista.
I PASSI AVANTI A NEUMÜNSTER. «I Pirati hanno forse un problema con il nazismo», ha scritto la Zeit,«ma esso appare contenuto e i dirigenti hanno dimostrato nel congresso di Neumünster di poterlo gestire, approvando una specifica risoluzione di condanna votata all'unanimità e tra applausi a scena aperta. E probabilmente hanno un problema con il professionismo politico, che ha alimentato le accuse di infantilismo e disordine espresse da media e concorrenti politici. Ma anche in questo caso, proprio il congresso ha evidenziato una stupefacente disciplina, nonostante alcune impasse nelle fasi di votazione».
Insomma, per la Zeit sarebbe un errore attardarsi a sottolineare ancora i cliché che hanno accompagnato la turbolenta fase di crescita del nuovo partito, perché «il risultato del congresso di Neumünster ha evidenziato una consapevole disponibilità alla Realpolitik e la nuova dirigenza eletta dai delegati testimonia la volontà di puntare su due pilastri: continuità e stabilità».
I DIFETTI: DOGMATISMO E ATTEGGIAMENTO COI MEDIA. Altri sono, secondo il periodico progressista, i rischi: «Una crescente divisione fra militanti e dirigenti, testimoniata dalle continue e rumorose interruzioni dei discorsi da parte dei delegati, il conflitto fra i nuovi arrivati e i Pirati della prima ora, che si esprime nelle reciproche accuse di opportunismo e dogmatismo e l'atteggiamento verso i media».

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