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NUOVI SCENARI 12 Maggio Mag 2012 1047 12 maggio 2012

Düsseldorf, laboratorio post-Merkel

Germania, asse tra Spd, Fdp e Verdi.

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Uno scorcio di Düsseldorf.

da Düsseldorf

Come una piccola Germania in miniatura, il Nord Reno-Westfalia, che il 13 maggio si reca alle urne, comprende nei suoi 34 mila chilometri quadrati di estensione il campionario di successi e difficoltà di un intero Paese.
OMBRE E LUCI DEL LAND. L'opulenta eleganza della capitale Düsseldorf convive con un bilancio pubblico gravato dai debiti; la forza del cuore industriale renano con l'angoscia dei metalmeccanici di Bochum in lotta per la sopravvivenza dello stabilimento Opel; la solidità borghese di Münster, Aachen e l'attivismo commerciale di Colonia con la malinconia post-industriale della Ruhr, dove la speranza di riconvertire in cultura e creatività il passato minerario si scontra con la realtà di un tasso di disoccupazione da Mezzogiorno italiano.

Elezioni che rappresentano un test nazionale

Angela Merkel, cancelliera della Germania.

Il Nord Reno-Westfalia è il Land più popoloso del Paese con 18 milioni di abitanti. Per questo, il voto del Nord Reno-Westfalia può essere considerato l'unico vero test nazionale di questo 2012. Chi governerà la regione, interessa in fondo solo ai suoi elettori. Il resto dell'Europa cerca di capire se l'esito potrà influire sugli equilibri nazionali.
CDU IN CALO DI CONSENSI. «La Cdu perderà queste elezioni», sostiene Volker Kronenberg, direttore dell'Istituto di Scienze politiche dell'Università di Bonn, «ma le ripercussioni sulla tenuta della cancelliera saranno contenute. Come ogni elezione regionale, le specificità locali determineranno il risultato e il Nord Reno-Westfalia offrirà un responso che riflette solo in parte le tendenze nazionali. Merkel avrà buon gioco a relegare la sconfitta a un dato locale».
IPOTESI AMPEL-KOALITION. Semmai, qualche novità potrebbe riguardare gli sviluppi futuri: «Se l'Fdp entrerà in parlamento e la maggioranza rosso-verde non otterrà i voti per il governo, si potrebbe aprire la prospettiva della cosiddetta Ampel-Koalition, la coalizione semaforo dai colori di tre partiti, Spd (rosso), Fdp (giallo) e i Verdi».
ALLEANZE SU SCALA NAZIONALE. Una formula che, secondo Kronenberg, potrebbe anche riproporsi dopo le elezioni nazionali del 2013, alle quali i partiti giungeranno con le mani libere. «Un sistema politico che probabilmente conterà sei partiti obbliga alla ricerca di soluzioni inedite rispetto alle alleanze tradizionali e alla Grande Coalizione fra le due forze maggiori», spiega il politologo. «E proprio i liberali, superata la battaglia per la sopravvivenza, potrebbero trovare nuova vita in un'alleanza diversa da quella attuale».

Occhi puntati su Kraft, la potenziale Merkel dell'Spd

Hannelore Kraft governatrice uscente del Nord Reno-Westfalia.

Se novità ci saranno, andranno però lette in controluce: Angela Merkel resterà in sella fino alla fine della legislatura, ma la sua rielezione nel 2013 potrebbe non essere più così sicura, anche se il suo partito risultasse (come indicano i sondaggi) di gran lunga il più votato.
Ma queste elezioni vanno tenute d'occhio anche per un altro motivo: ai blocchi di partenza ci sono tre personaggi che potranno giocare un ruolo centrale nella Germania del dopo Merkel.
LA STELLA DI HANNELORE. Fra i socialdemocratici in cerca d'autore, la figura di Hannelore Kraft, governatrice uscente, è una sorpresa recente. Inizialmente sottovalutata, è riuscita a ritagliarsi un ruolo di leader materno e protettivo.
È apparsa autentica e vicina alla gente, ha stabilito contatti con gli industriali che contano, è pragmatica e non ideologica. In un partito a corto di leadership, potrebbe emergere dopo il 2013 come una sorta di Merkel dell'Spd.
RÖTTEGEN, EX PUPILLO DI ANGELA A RISCHIO. Chi invece rischia di disperdere la fuducia conquistata a livello nazionale è il candidato della Cdu Norbert Röttgen, uno degli astri nascenti della nidata della Merkel.
Questa campagna elettorale avrebbe dovuto rappresentare il definitivo trampolino di lancio, ora rischia di trasformarsi nella tomba delle sue ambizioni. Ha sbagliato molto e alla fine si è messo a litigare con il suo stesso partito.
BATTIBECCHI CON LA CANCELLIERA. Visti i sondaggi, è partita la guerra: a chi addossare la colpa della sconfitta? Röttgen ha indicato la politica europea di Merkel, la cancelliera gli ha risposto indirettamente che se perderà sarà solo colpa sua. Fine dell'amicizia.
LINDNER, SPERANZA LIBERALE. Il terzo protagonista è Christian Lindner, al quale i liberali chiedono di replicare il miracolo dello Schleswig-Holstein: superare la soglia del 5% e allontanare lo spettro della dissoluzione. I dati dicono che ce la potrebbe fare e lui si prepara a tornare a Berlino con le stimmate del vincitore.
SCONTRO PER LA LEADERSHIP. Lindner potrebbe costituire un'insidia per il giovane leader liberale Philipp Rösler al quale, secondo i rumor.s della stampa tedesca, si preparerebbe a fare le scarpe.
Ammesso e non concesso, è comunque difficile che accada in tempi brevi: per quanto le componenti interne del partito assomiglino a etnie balcaniche, un eventuale mini successo del 13 maggio porterà i liberali a serrare le fila per riprendere quota in vista delle elezioni federali del prossimo anno. Per la leadership se ne riparlerà più avanti.
Nel frattempo, anche a Düsseldorf sbarcheranno i Pirati, compagnia ormai stabile del circo politico tedesco.

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