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REBUS MODERATI 6 Giugno Giu 2012 1649 06 giugno 2012

Toh, ora Fini flirta col Pdl

Il leader di Fli dice ok al semipresidenzialismo.

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Gianfranco Fini, leader di Futuro e libertà.

Tra flirt politici, ipotesi di alleanze, grandi corteggiamenti moderati e progetti da premier, Gianfranco Fini non sa più dove sbattere la testa.
Confuso e (in)felice, ha lanciato pure un occhiolino inaspettato al Popolo della libertà. «Auspico che dal dibattito sul semi presidenzialismo emergano contenuti e che i senatori di Futuro e libertà sottoscrivano l'emendamento sul semi presidenzialismo».
«LO DICO DA 20 ANNI». Un ammiccamento a Silvio Berlusconi e Angelino Alfano trapelato dall'ufficio di presidenza: «Qualcuno strumentalizzerà, ma è una proposta che io faccio da 20 anni, non vedo perché non sostenerla».
IL RIPENSAMENTO. Ma come, non era l'ultimo bluff del Cavaliere? L'ennesimo diversivo di Silvio per tenersi il Porcellum? Così l'aveva bollata proprio lui, quell'idea, non più tardi del 26 maggio.
Poi, a quanto pare, l'illuminazione sulla via della grande coalizione.

«Cinque proposte choc e poi il tour per l'Italia»

Il presidente della Camera però ha provato a mostrarsi sicuro: «Ho le idee chiarissime sul da farsi».
IL 30 GIUGNO LA DATA. Quali? Il 30 giugno, durante l'assemblea nazionale, sono pronte a emergere «cinque proposte choc, destinate a spaccare», per arrivare poi a una convention dei mille in settembre e a un grande tour di Fini per l'Italia.
Una cosa in stile «pazza idea» di Berlusconi, che va tanto di moda nell'ultimo periodo.
Chissà se saranno delle sparate come «stampare euro con la nostra Zecca», oppure idee di riforma su immigrazione e cittadinanza, più volte evocate da Fini, curiosamente colui che per metà dà il nome alla Legge Bossi-Fini (espulsione immediata per gli stranieri clandestini).
«Basta piangersi addosso», ha fatto chiaramente intendere ai suoi, pronto a scendere in campo.
«NON È IL GIOCO A CHI LA SPARA PIÙ GROSSA». «Vi chiedo di tirare fuori cinque idee choc sulle quali coinvolgere la pubblica opinione. Idee, sulle quali è doveroso l'embargo, che non dovranno essere il gioco a chi la spara più grossa, ma sulle quali arrivare a settembre a una grande assemblea dei mille per una certa idea dell'Italia».
Il leader di Fli ha spiegato chiaramente che l'assemblea dei mille, dalla quale emergerà «un nocciolo di programma elettorale di Fli», dovrà essere «senza di voi iscritti, ma con mille persone nuove».

«Non possiamo restare solo quelli che hanno fatto cadere Berlusconi»

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi.

«O le idee vengono fuori», è stato chiaro Fini, «o vi accontentate delle mie. Se vi va bene ok, sennò amen. Io mi impegnerò in prima persona, e a settembre inizierò un tour nel Paese, perché non possiamo rimanere con il nostro merito di aver fatto cadere Berlusconi, ma dobbiamo dare una fisionomia culturale a Futuro e libertà, sulla quale riusciremo a perimetrare le nostre future alleanze».
CAOS LEGGE ELETTORALE. Uno dei problemi è la precarietà del quadro politico generale: «Nessuno sa con quale legge elettorale si andrà al voto a maggio, è probabile che rimarrà il maggioritario, ma ragionare adesso di alleanze è un dibattito fine a se stesso, uno spaccare il capello in quattro, che porta solo frustrazione e confusione. Noi dobbiamo invece rilanciare il progetto costitutivo di Fli, tornare alla fase in cui ci prefiggevamo di lanciare un'idea dell'Italia vista da destra e in questo senso abbiamo davanti una prateria».
Resta da capire con chi: da soli, assieme a Luca di Montezemolo, senza Pier Ferdinando Casini oppure lanciando messaggi nemmeno troppo impliciti ai pidiellini.
L'importante è essere convinti di avere «le idee chiarissime».

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