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POLITICA E NUMERI 7 Giugno Giu 2012 1400 07 giugno 2012

Grillo, il re del sondaggi

Il M5s il più gettonato dagli analisti. L'opinione di Natale.

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Beppe Grillo.

L'irruzione di Beppe Grillo in politica, le liste civiche, la spaccatura nel Partito democratico sul voto anticipato in autunno hanno aperto la stagione elettorale e scatenato una guerra di sondaggi. Con esiti sconcertanti.
PERCENTUALI IMPAZZITE. Nelle ultime rilevazioni di fine maggio, Tecné assegna ai grillini l'8% dei consensi, mentre Swg attribuisce loro il 17%. Al caos si aggiunge la ricerca di Ispo, secondo la quale «un italiano su tre simpatizza» per il Movimento 5 stelle. E così accade per tutte le forze politiche.
La Lega Nord oscilla fra il 3 e il 6%, al Popolo della libertà vengono assegnate percentuali fra il 12 e il 17%, del Pd tutti dicono che dovrebbe vincere le elezioni, ma le sue quote sono diverse a seconda di chi realizza e commissiona il sondaggio.
LA MANO DELLA POLITICA. Per capire come mai i dati sono così discordanti, bisogna sempre domandarsi chi si celi dietro la ricerca. «Dietro le differenze tra i sondaggi», spiega Paolo Natale, docente di Analisi dei sondaggi all'Università statale di Milano a Lettera43.it, «si rilevano spesso problemi di appartenenza politica».
L'autore del libro Attenti al sondaggio!, una guida per orientarsi nel complesso mondo delle ricerche applicate alla politica precisa che la colpa non è «degli istituti di ricerca», ma di chi «pubblica questi sondaggi e di chi spesso li usa nel tentativo di creare un certo clima di opinione pubblica».

Natale: «I risultati dipendono da come è effettuata la ricerca»

Paolo Natale, docente di Analisi dei sondaggi alla Statale di Milano.

L'esempio più chiaro oggi è proprio il caso di Grillo.
«Tutti i sondaggi adesso dicono il M5s è gettonatissimo», afferma il sociologo, «e questo risultato viene usato per dire che sta crescendo un clima di antipolitica, o per lo meno antipartitico. I sondaggi non sono falsi, ma sono intenzioni di voto e dunque i risultati dipendono da come è fatta la ricerca e da come sono attribuite le risposte».
LA DOMANDA GUIDA LA RISPOSTA. La risposta dipende dalla domanda posta all'intervistato. Ma, continua Natale, «capita anche che una persona non dica quale partito intende votare. Così, sulla base di altre domande che riguardano le simpatie di area politica o altri elementi, la persona che non risponde viene attribuita alla tabella del 'partito più probabile', scelto sulla base delle idee che la persona stessa ha espresso di fronte ad altre domande, dicendo per esempio se è di destra o di sinistra».
VALUTARE L'AMPIEZZA DEL CAMPIONE. Per capire l'attendibilità di un sondaggio, bisogna poi considerare l'ampiezza del campione scelto e la ponderazione delle risposte.
«Se 500 persone, per esempio, non dicono nulla», precisa il sociologo, «e gli intervistati erano 1.000, il partito di maggioranza sarebbe quello con appena 100 o 200 intervistati che dichiarano di volerlo votare. Se il campione fosse stato invece di 4 mila, allora avremo avuto una ben diversa attendibilità».
La ponderazione, prosegue Natale, è un «problema di difficile soluzione. Perché possiamo prendere i risultati così come arrivano, oppure ponderarli, ovvero ancorarli al voto passato e ricalcolarli considerando questo elemento».

Le ricerche devono seguire regole precise

Un sondaggio Ispsos mostrato durante la trasmissione Ballarò.

Le ricerche sulle intenzioni di voto devono, per legge, seguire regole precise sul campione, i metodi di rilevazione e le date. Nume tutelare di tutto è l'Autorità garante per le comunicazioni: ma i membri dell'Agcom sono eletti dal parlamento (le nuove nomine sono state decise il 6 giugno). Quindi i controllori della corretta informazione politica sono scelti dagli stessi partiti.
APPELLO ALL'AGCOM PER LA VERITÀ. Nel 2011 un centinaio di docenti universitari - tra cui anche Natale - della Società italiana studi elettorali scrisse un appello all'Agcom per denunciare troppe scorrettezze, abusi e imprecisioni nei sondaggi, divenuti ormai uno strumento di lotta politica piuttosto che di ricerca. Persino nel sito della presidenza del Consiglio Sondaggipoliticoelettorali.it secondo i docenti una quota tra il 50 e il 70% delle ricerche pubblicate non rispondeva in pieno ai requisiti di legge.
«Gli istituti più seri», osserva Natale, «rendono noti sondaggi ponderati sulla base del voto passato».
IL PROBLEMA È LA COMUNICAZIONE. Il sondaggio dunque non solo rileva il clima, ma contribuisce a crearlo. «Certamente», conferma il sociologo, «se sto pensando di votare per un partito e vedo che nelle intenzioni è al 15 o 20%, allora sarò motivato a dare il mio voto, lo sentirò utile e non avrò timore. Ma se invece sono sostenitore di una formazione che scopro essere allo 0,3% dei consensi, probabilmente non gli darò il mio voto». È l'effetto descritto nel libro La spirale del silenzio di Elisabeth Noelle-Neumann
RIMOZIONE DEI POLITICI CHE TRADISCONO. In questo caso, però, il problema non è il sondaggio, «ma la sua comunicazione usata per creare un clima nell'opinione pubblica».
Ma esiste anche quella che in sociologia si chiama la sindrome dell'amante tradito. «È la ristrutturazione del ricordo: se ho votato un politico in passato, ma da lui mi sono sentito tradito, non dirò nemmeno di averlo votato. È come la rimozione dei ricordi di una storia d'amore finita male».
FINE DEI SONDAGGISTI DI CORTE. Male sono finite anche le storie d'amore di alcuni sondaggisti che lavorarono per Silvio Berlusconi. Oggi il Cavaliere si affida alle rilevazioni di Euromedia Research, di Alessandra Ghisleri, che ha preso il posto di altri che in precedenza avevano fallito.
Come Luigi Crespi, pochi anni fa sulla cresta dell'onda e oggi lupo solitario, autore di un blog con piccoli scoop e retroscena sulle guerre politiche combattute a colpi di interviste telefoniche di massa. «Crespi e altri», ricorda Natale, «sono stati utilizzati come cassa di risonanza e oggi non ci sono più. Accadde a Gianni Pilo, il quale pronosticò a Forza Italia il 40% di consensi: prese invece il 20%».
E quella fu la fine del primo sondaggista di corte.

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