IL NUOVO PARTITO 2 Agosto Ago 2012 0800 02 agosto 2012

Gli esclusi di Giannino

I nomi legati al Cav fuori dal progetto. «No» di Ichino e Civati.

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Il manifesto liberal lanciato il 28 luglio dal giornalista Oscar Giannino per «cambiare la politica, fermare il declino, tornare a crescere», è stata la scossa che molti attendevano.
Tra i 240 sottoscrittori di Fermiamo il declino ci sono nomi del calibro di Michele Boldrin, Chicco Testa, Alessandro De Nicola e Luigi Zingales (leggi l'elenco completo).
L’iniziativa è stata letta come nuova aggregazione in grado di coinvolgere anche Italia Futura di Luca di Montezemolo per diventare un nuovo soggetto politico.
Quel che è certo è che alcuni dei nominativi inseriti sono stati una sorpresa per molti. Altre presenze, come ha dimostrato il dietrofront improvviso di Emma Marcegaglia, sono state ritirate all’ultimo per evitare sovraesposizioni mediatiche.
PRESENTI ANCHE ALCUNI POLITICI. Tra le persone presenti ci sono tre politici: Mario Baldassarri e Benedetto Della Vedova, rispettivamente senatore e deputato di Futuro e libertà e Nicola Rossi, parlamentare con un passato nel Pd. Tutti sono stati catalogati nell’appello con i loro incarichi extra politici. L’unico a essere stato coinvolto con il suo incarico elettivo è Diego Bottaccin, consigliere regionale del Veneto ed esponente di Verso Nord.
SELEZIONE NECESSARIA. La scelta di questi esponenti ha fatto storcere il naso a chi era rimasto escluso.
Per tanti che sono stati coinvolti nel progetto altrettanti hanno ricevuto un rifiuto. La selezione messa in atto dai promotori, Giannino, Michele Boldrin e Sandro Brusco in testa, non è stata tra le più rigide, ma ha comportato alcune rinunce necessarie alla presa di posizione per un «partito che non c’è e che serve», come lo chiamano gli aderenti.
IL VETO SUI BERLUSCONIANI. Infatti alla base di Fermiamo il declino c’è la consapevolezza di dover tracciare un solco con il passato e più precisamente lasciar fuori i nomi legati all’universo berlusconiano.
Ecco spiegato il perché dell’assenza di alcuni esponenti liberali del Pdl del calibro dell’ex ministro Antonio Martino e Giuseppe Moles. Neppure la sottoscrizione di Giancarlo Galan sarebbe stata gradita dall’entourage di Giannino (il quale nei frattempo ha avviato i contatti con la Lega), proprio perché troppo legato al Cavaliere.
È rimasto escluso anche Marco Taradash, nonostante avesse lanciato la sua personale «sedizione liberale» a ridosso dell’iniziativa del giornalista di Radio24.
Qualcuno degli esclusi ha commentato che il progetto «è ancora acerbo», quasi per giustificare la propria assenza, ma è chiaro che alcuni veti hanno contato molto. Più che simpatie personali, la sottoscrizione si è basata sulla convenienza strategica di avere alcune presenze piuttosto che altre.

Il cortese rifiuto dei democratici

Sul fronte democratico, invece, le cose sono andate diversamente. In questo caso i promotori hanno cercato di coinvolgere figure di spicco come Pietro Ichino e altri che come lui propongono le politiche più riformiste, ma sono stati respinti con un secco «no, grazie».
I democratici, infatti, sono convinti che l’unico strumento per portare avanti le loro idee sia all’interno del partito che hanno sostenuto finora.
Ecco quindi spiegata l’assenza anche di un altro esponente Pd corteggiato a lungo, come il consigliere regionale Pippo Civati, in realtà distante dalle politiche proposte da Giannino e i suoi.
UN ASSESSORE PER RENZI. Per il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, assente dal lungo elenco, ci ha pensato il suo neo assessore al bilancio, Alessandro Petretto, a dare il proprio contributo. Una sostituzione strategica che potrà essere utile al primo cittadino fiorentino in futuro, per non perdere le prossime mosse di Fermiamo il declino.
UNA CONVENTION IN AUTUNNO. Quindi «il partito che non c’è e che serve» ha preso una forma ancora non ben delineata, ma di sicuro con alcuni capisaldi che sono imprescindibili.
Firmatari e successive adesioni rappresentano solo il primo passo di un progetto che dovrebbe dovrebbe trovare ulteriore sostanza in una convention da fissare per l'autunno.

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