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POLITICA 15 Novembre Nov 2012 0900 15 novembre 2012

Cina, il Pcc cambia volto

Xi Jiping nuovo segretario del partito.

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da Pechino

Il voto al 18esimo Congresso del Partito comunista cinese.

Con un'insolita ora di ritardo, il nuovo comitato permanente del Politburo del Partito Comunista, l'organo decisionale più importante della Cina, si è presentato alla stampa internazionale nella mattinata pechinese del 15 novembre.
Al termine del Congresso, durato una settimana, sono infine emersi nomi e volti dei sette membri della nuova dirigenza, frutto di un compromesso tra le varie fazioni del partito.
Alcuni erano largamente attesi: come il nuovo segretario e il suo vice, Xi Jinping e Li Keqiang, destinati a diventare nel marzo 2013 rispettivamente presidente e primo ministro. Altri sono stati una sorpresa, frutto di trattative e giochi di potere.
Ecco, dunque, come è composto il cuore politico del Dragone, destinati a traghettare la superpotenza nel prossimo decennio : Xi Jinping (1953, ingegnere), Li Keqiang (1955, avvocato), Zhang Dejiang (1946, economista), Yu Zhengsheng (1945, ingegnere), Liu Yunshan (1947, giornalista), Zhang Gaoli (1946, economista), Wang Qishan (1948, storico).
XI JIPING, IL NUOVO SEGRETARIO. Xi Jinping sarà nuovo segretario, da marzo presidente e ancora capo della Commissione militare centrale, diventando di fatto plenipotenziario. Dopo la presentazione ha compiuto un breve discorso nel quale ha parlato di riforme e corruzione. È sembrato confermare le sue doti di leader carismatico. Quanto a riforme vere e proprie è ancora un mistero.
LI KEQIANG, FUTURO PREMIER. Li Keqiang è il numero due, futuro premier. Fautore dell'aumento del mercato interno, Li Keqiang era il prediletto di Hu Jintao, tanto da essere visto come potenziale numero uno. Ha ricoperto molti incarichi governativi e viene dalla Lega dei Giovani comunisti. È dato come un cauto riformatore: bisognerà vedere se avrà la personalità adatta e se gli dirà un po' meno sfortuna, dato che in contemporanea con l'assunzione di tre passati incarichi, si verificarono tre clamorosi incendi, tanto da essere soprannominato Li “tre incendi” Keqiang.
ZHANG DEJIANG, SOSTITUTO DI BO XILAI. Zhang Dejiang è un conservatore. Ha studiato economia all'università di Pyongyang in Corea del Nord. E attualmente capo del partito di Chongqing, dove è stato chiamato a sostituire Bo Xilai, l'ex leader neomaoista epurato, espulso e a breve processato. Viene considerato molto vicino a Jiang Zemin.
ZHANG GAOLI, IL RIFORMATORE FINANZIARIO. Zhang Gaoli è considerato un riformatore finanziario con esperienza nelle parti più sviluppate della Cina. Capo del Partito di Tianjin, che sotto la guida di Zhao è diventata una delle città più sviluppate della Cina. Zhang è un sostenitore di maggiori investimenti stranieri e ha introdotto riforme finanziarie nel tentativo di trasformare la città in un centro finanziario nel Nord della Cina. Si dice sia un alleato del presidente uscente Hu Jintao.
WANG QISHAN, IL LIBERALE. Wang Qishan è il più liberale e riformatore tra i leader cinesi nominati nel Comitato Permanente. Wang è un negoziatore esperto che ha condotto trattative finanziarie e commerciali, nonché il dialogo strategico ed economico con gli Stati Uniti. È uno tra i preferiti tra gli investitori stranieri.ha risolto una profonda crisi del debito nella provincia del Guangdong, dove è stato vice governatore alla fine degli Anni 90, sostituendo l’allora sindaco di Pechino, licenziato dopo l'arrivo della Sars nel 2003.
YU ZHENGSHENG, IL CAUTO. Yu Zhengsheng cauto riformatore, capo del Partito a Shanghai. Suo fratello, un funzionario dell'intelligence, ha disertato per gli Stati Uniti a metà degli anni Ottanta. Si dice che ad aver salvato Yu sia stato, all'epoca, il suo legame con la famiglia di Deng Xiaoping.
LIU YUNSHAN, IL FUSTIGATORE DEI MEDIA. Infine Liu Yunshan, «un conservatore che ha mantenuto i media nazionali al guinzaglio» come lo ha definito la stampa internazionale. È un uomo di Hu Jintao: ha un trascorso nei media, perché ha lavorato come reporter per la Xinhua nella Mongolia Interna, dove ha poi assunto incarichi nel partito e nella propaganda prima di spostarsi a Pechino. Come ministro del Dipartimento della Propaganda del partito dal 2002, Liu ha cercato in ogni modo di imbavagliare Internet in Cina.

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