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L'INIZIATIVA
22 Febbraio Feb 2013 1800 22 febbraio 2013

Pd, campagna elettorale su web grazie agli «spartani»

La campagna di 300 giovani democratici su Facebook e Twitter.

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Tommaso Giuntella, coordinatore del gruppo 300 spartani del Partito democratico.

È un gruppo di 300 ragazzi provenienti da tutta Italia che, armati - come tengono a sottolineare - «di passione e determinazione», sostengono il Pd e Pier Luigi Bersani a colpi di cinguettii capaci di creare movimenti di opinione e militanze digitali. «Abbiamo provato a portare in Rete la militanza», spiega Tommaso Giuntella, coordinatore del progetto, a Lettera43.it , «una forma di attivismo organizzato, umile, riflessivo e consapevole del fatto che la Rete non è uno strumento, è un luogo, e in quanto tale non si usa, si vive».
BATTAGLIA DIGITALE. Appare come una macchina da guerra quella messa su per la battaglia digitale griffata Pd. Come campo di battaglia Facebook, Twitter e il sito internet. A combatterla in prima linea ci sono i «300 spartani». Sono giovani under 35 accomunati da un unico obiettivo: quello di sostenere, con tutte le forze, il pressing virtuale fino all'ultimo istante utile della campagna elettorale. Un ristretto gruppo di questi è posizionato da ormai un mese nella War room democratica, al terzo piano di via Sant’Andrea delle Fratte 16, a Roma. E da lì commentano, animano i dibattiti in rete, coinvolgono user, lanciano hashtag, creano tendenze, coordinano i live twitting. Così basta una parola chiave azzeccata per rischiare di richiamare l’attenzione anche degli user più improbabili. Con 140 caratteri si riesce a comporre la narrazione di quello che fa, pensa e dice Bersani, si pone poi l’accento sui temi caldi e si prova a fare salire la temperatura della Rete attorno all'attualità più «incandescente» del momento.
L'arma è il linguaggio. Un linguaggio nuovo, semplice, ironico, capace di andare a segno, di essere esso stesso una sfida al dibattito politico e ai tempi mutevoli della contemporaneità.
IMMAGINE E LINGUAGGIO NUOVI. Può accadere quindi che le fucine del linguaggio della rete trasformino l'immaginario e quello che appariva come un partito arrugginito sul versante della comunicazione, attraverso simili dinamiche di gruppo, indossa le vesti di un originale e disatteso attivismo digitale. «Stiamo vivendo una fase di trasformazione epocale», racconta Giuntella a Lettera43.it, «la vecchia generazione degli opinion leaders non ha colto questa fase, almeno non attraverso una dinamica di partecipazione collettiva e ha lasciato il campo del gatekeeping dell'agenda agli influencer della rete. Molte delle notizie arrivate sui media tradizionali sono nate in rete o lì hanno trovato la loro maggiore amplificazione. Il web 2.0 è morto e il web 3.0 è previsione, solo chi riesce a generare tendenze e operare il newsjacking è in grado di lasciare il segno nel dibattito pubblico».

Sfruttare la Rete per stimolare il coinvolgimento e amplificare il messaggio

Pierluigi Bersani.

L'entusiasmo di chi è parte attiva dei circuiti virtuosi di partito nella rete si misura anche attraverso la fatica: «È un'esperienza unica», racconta Francesco Giacopetti, uno degli spartani che da un mese a questa parte è chiuso nella War room, «sono giorni in cui lavoriamo con ritmo incessante, ma la passione è più forte della stanchezza. Abbiamo conosciuto un approccio diverso al web. Ci siamo resi conto di quanto sia grande la potenzialità che offre. Twitter poi è di certo un mezzo per arrivare a un numero incredibile di persone e ha insito quel concetto di quotidianità e di umanità di cui il nostro partito è fatto e che vogliamo esca fuori rumorosamente».
«La scommessa», prosegue Francesco, «nella quale noi abbiamo creduto è proprio quella di creare un protagonismo e un attivismo digitale partendo dal basso, dai territori, da tutte quelle forze e le risorse umane che nel quotidiano agiscono nel mondo dei social media. Sentirsi parte di una squadra nella quale condividere e confrontarsi in questa esperienza di campagna elettorale è il motore per renderlo coinvolgente e al tempo stesso efficace. Sentirci parte del noi, come direbbe Bersani».
LA PARTITA POLITICA SUL WEB. Ma quanto costa e come si finanzia una simile iniziativa? «Siamo volontari a disposizione del dipartimento comunicazione del partito», spiega Giuntella. «La grande passione e la grande generosità della nostra gente sono la nostra risorsa inestimabile». E dopo le elezioni gli spartani sono pronti a continuare in questa rivoluzione digitale: «Si è creato un bel gruppo, un grande affiatamento», sottolinea Francesco Giacopetti, «sia qui in War room che con tutti gli spartani in giro per l'Italia. Questa esperienza sono convinto dovrà continuare sin dal giorno dopo le elezioni perché è sulla rete che si giocheranno le partite nei prossimi anni».
IL SUPPORTO DI ESPERTI STRANIERI. Agli spartani per le ultime due settimane precedenti il voto si sono aggiunti 10 esperti di social media e responsabili della comunicazione di partiti progressisti europei e mediterranei che sono giunti da tutta Europa nella capitale, per rendere operativo il progetto The Fair Europe: «Il lavoro dei nostri amici stranieri», racconta Giuntella, «si suddivide in supporto ai live twitting, coinvolgimento nelle conversazioni, diffusione sui rispettivi media nazionali della campagna e delle analisi, studio dei dati, partecipazione ai processi creativi della War room e alla campagna, perfino con il contributo fisico al volantinaggio, in un circolo nel centro di Roma».
Nelle ultime ore prima del voto nella War room i ritmi sono forsennati, non ci sono limiti orari ma «non c’è il tempo per avvertire la stanchezza», confessa Giuntella, «la passione e la voglia di andare a svegliare questa primavera ci danno l'energia per reggere questi ritmi».

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