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IL CASO 17 Marzo Mar 2013 1700 17 marzo 2013

Verbitsky: «Ecco le carte contro Bergoglio»

Secondo il giornalista, il papa denunciò il gesuita Jalics.

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Il giornalista argentino Horacio Verbitsky.

Torna alla carica Horacio Verbitsky, il grande accusatore di Papa Francesco, che conferma e rilancia le accuse dei giorni scorsi. Il giornalista argentino che ha denunciato la presunta complicità dell'allora provinciale gesuita Jorge Bergoglio con la dittatura militare pubblica oggi sul quotidiano Página12 documenti che secondo lui «chiudono la discussione sul ruolo di Bergoglio nel caso di Yorio e Jalics», i due sacerdoti arrestati e torturati per 6 mesi nel 1976.
IL PASSAPORTO NEGATO. Il principale documento, che Verbitsky afferma di aver «trovato per caso negli archivi del ministero degli Esteri», è una scheda compilata nel 1979 dall'allora Direttore del Culto Cattolico del dicastero, Anselmo Orcoyen, nella quale si dettagliano i motivi per i quali raccomanda di non consegnare un nuovo passaporto a padre Francisco Jalics - uno dei due arrestati - che era partito dall'Argentina verso la Germania.
«BERGOGLIO DENUNCIÒ JALICS». La breve scheda riassume il curriculum 'sovversivo' del sacerdote – includendo il fatto che è stato detenuto insieme al suo collega Yorio nella Esma (la Scuola di Meccanica dell'Esercito perché «sospettato di contatti con i guerriglieri», e aggiunge alla fine che «questi dati sono stati trasmessi a Orcoyen dallo stesso padre Bergoglio», che lo aveva fatto «con la speciale raccomandazione di non concedere quello che richiede», ossia un passaporto nuovo per Jalics. Questo, insiste Verbitsky, dimostra che Bergoglio non solo aveva ritirato la sua protezione ai due sacerdoti dopo che, nel febbraio del 1976, avevano rifiutato di sciogliere la comunità che avevano creato nella favela di Bajo Flores, ma che inoltre «ne aveva denunciato le attività sovversive alle autorità militari».
«DOCUMENTO TESTIMONIA LA CONDOTTA». «È logico che questo fatto del 1979 non basta per una condanna legale su un sequestro del 1976», sottolinea Verbitsky, aggiungendo tuttavia che il documento «traccia il profilo di una linea di condotta». Siccome «denunciare il Direttore del Culto Cattolico della dittatura come parte di una cospirazione contro la Chiesa sarebbe troppo», conclude il giornalista, «Bergoglio e il suo portavoce (il riferimento è a padre Federico Lombardi, direttore delal Sala stampa del Vaticano, ndr) tacciono su questi documenti e preferiscono insultare chi li ha trovati, preservati e pubblicati».

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