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POLITICA 22 Aprile Apr 2013 0700 22 aprile 2013

Il nuovo look del M5s

Prima erano demodé. Ora hanno look di marca.

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I deputati del Movimento 5 stelle a Montecitorio.

Per prima cosa se ci si rivolge a un grillino chiamandolo deputato, o senatore, non si schifa affatto. Quel 'cittadino', evocato e preteso una volta eletto, è andato subito in pensione. Non piace ai cittadini, quelli veri, per non parlare poi dei colleghi, allergici al venir meno al proprio titolo e ruolo.
Eppoi c’era un evidente difetto di comunicazione con i giornalisti. Così, nel giro di poche settimane, i parlamentari di Beppe Grillo si sono adeguati.
NUOVO LOOK PER I GRILLINI. Ma quella dell’appellativo non è l’unica trasformazione alla quale si sono sottoposti i deputati del Movimento 5 stelle. Siccome anche il look vuole la sua parte, le giacche stazzonate e le gonne fuori luogo e fuori misura, soprattutto improbabili in qualche caso, sono tornate nell’armadio.
Ora, al posto degli scolaretti in gita scolastica, ci sono deputati e senatori griffati e tirati a lucido, con doppio telefonino, iPad d’ordinanza o altri strumenti per essere sempre connessi. Perché alla Rete non si può venir meno.
È RIMASTO SOLO LO ZAINETTO. Insomma, quel look quasi uguale per tutti, molto casual e poco istituzionale, è scomparso per far spazio a borse griffate, giacche molto trendy, tacchi alti in molti casi, e taglio di capelli all’ultima moda. Soprattutto per le donne.
Tanto che certe deputate grilline fanno apertamente concorrenza alla storica pattuglia delle berluscones, insidiate da vicino dalle giovani parlamentari del Partito democratico, sempre tirate a lucido.
La politica del potere sarà tutta maschile, ma in parlamento la moda viene declinata tutta al femminile.
Un solo particolare, però, è rimasto a marcare la distanza: lo zainetto. Per deputati grillini è un must, una sorta di documento di riconoscimento visivo, una carta d’identità fisica alla quale è impossibile rinunciare.

Addio all'aspetto demodé che però serviva per identificarli

Roberta Lombardi, capogruppo del M5s a Montecitorio.

Questa rivoluzione dei parlamentari del M5s, ovviamente, non è passata inosservata.
«Avete visto, ora cominciano a comparire le prime borse Gucci e Prada», bisbiglia un senatore a un collega in Transatlantico a Montecitorio. In effetti non è possibile non notare il cambiamento.
Finora il look e l’atteggiamento un po’ così dei grillini era stato utile ai giornalisti per distinguerli e conoscerli.
Sempre in gruppo, mai da soli, con aria sospettosa, quasi sprezzante nei confronti della stampa che li insegue. E poi il look, sempre demodé e fuori moda, salvo il rispetto del dress code previsto dal parlamento. Giacca alla Camera, giacca e cravatta al Senato.
I SENATORI SENSIBILI ALL'IMMAGINE. Ora i gruppetti sono diminuiti e l’aria è un po’ meno sospettosa. Anche quando vanno alla buvette o nei negozi vicini a Camera e Senato. A sentire qualche vecchio parlamentare questo sarebbe il risultato del primo stipendio da deputato e senatore.
Gli eletti a Palazzo Madama, poi, sarebbero i più 'sensibili' all’immagine, dovendo competere con i politici di lungo corso.
LA RIVOLTA CONTRO LOMBARDI. Oltre al cambio di look, però, c’è da registrare anche un mutato clima all’interno del gruppo parlamentare della Camera, dove la capogruppo Roberta Lombardi sarebbe invisa alla maggioranza dei deputati. Tanto che quelle che erano semplici voci, grazie anche ad alcuni grillini che dietro la sicurezza dell’anonimato si concedono alla penna del cronista, ora sono diventate realtà.
«In effetti c’è un gruppetto di noi che ha chiesto la sostituzione di Lombardi come capogruppo, troppe gaffe», dicono all’unisono due esponenti del M5s, «avanti di questo passo finiremo per essere triturati».
Del resto non potendo parlare liberamente sono costretti a dipendere dai portavoce e dal capogruppo. Una rigidità che a molti deputati, ma anche senatori, inizia ad andare stretta. Soprattutto ora che il livello dell’attività politica sta crescendo.

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