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BUFERA 17 Agosto Ago 2013 1043 17 agosto 2013

Gianluigi Piras (Pd): «Isinbayeva, per me possono pure stuprarti»

Frasi choc di un esponente sardo.

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Lo staus di Gianluigi Piras su Yelena Isinbayeva

Per qualcuno si è trattato soltanto di una provacazione riuscita male. Fatto sta che Gianluigi Piras , presidente del forum sardo del Partito democratico sui diritti umani e consigliere comunale di Jerzu (Ogliastra), è incappato in uno scivolone che rischia di compromettere malamente il prosieguo della sua carriera politica.
Prendendo posizione sul caso Isinbayeva, l'atleta russa che ha difeso in mondovisione le leggi russe contro l'ostentazione della propaganda gay, prima di una parziale retromarcia, Piras ha scritto su Facebook: «Isinbayeva, per me possono anche prenderti e stuprarti in piazza. Poi magari ci ripenso. Magari mi fraintendono».
IL PRECEDENTE VALANDRO. Uno status choccante, che riecheggia pericolosamente le frasi rivolte dall'ex consigliere leghista Dolores Valandro al ministro Cécile Kyenge, punite con l'allontanamento dal partito e la condanna a un anno e un mese di reclusione (pena sospesa) e all'interdizione per tre anni dai pubblici uffici.
Paradossale, poi, che proprio sulla bacheca dell'esponente Pd sardo campeggi in bella mostra, come immagine di copertina, la foto di Kyenge.
PUTIFERIO SUL SOCIAL NETWORK. Immediato il putiferio scatenato da una simile dichiarazione, sia sul social network che tra gli stessi democratici. Lo stesso Piras, responsabile pure di Anci giovane, a distanza di qualche ora dal fattaccio ha provato a difendersi.
«Da diverse ore», ha scritto sul suo profilo, «mi trovo in una zona senza connessione web».
«UN GROSSO EQUIVOCO». «Domattina (18 agosto, ndr)», ha aggiunto, «chiarirò quello che è evidentemente un grosso equivoco. E farò dovute comunicazioni. Per ora mi scuso per una frase che, a prescindere dalle mie motivazioni e dagli opportuni chiarimenti, prendo atto sia stata evidentemente recepita come violenta e inaudita».
DIMISSIONI IRREVOCABILI. Poche ore più tadi, infine, la decisione di dimettersi, solo dopo essersi scusato per «l'infelice paradosso». «Lo stupro è inaudita violenza», ha scritto Piras, «ma il danno è enorme e quando si sbaglia, in politica come nella vita, c'è sempre un prezzo da pagare. A tal proposito e irrevocabilmente rassegno le dimissioni dai miei incarichi: la presidenza del forum regionale sui Diritti civili del Partito democratico della Sardegna, il Consiglio comunale di Jerzu, il coordinamento regionale di Anci giovane, il coordinamento provinciale di Prossima Italia, associazione che in questa fase sta sostenendo la candidatura di Giuseppe Civati alla segreteria del Pd».

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