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RIVELAZIONI 30 Settembre Set 2013 1050 30 settembre 2013

Pieczenik: «Sequestro Moro fu manipolazione»

Il consulente Usa a Radio 24. Intervista acquisita dai giudici.

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In una foto d'archivio, il ritrovamento del corpo di Aldo Moro in una renault a via Caetani a Roma. Era il 9 maggio 1978.

Nuovi dettagli emergono sul caso del sequestro e dell'omicidio di Aldo Moro. La procura di Roma ha disposto l'acquisizione di un'intervista, mandata in onda il 30 settembre nel programma Mix 24 condotto da Giovanni Minoli su Radio 24, in cui Steve Pieczenik, consulente del Dipartimento Usa nel 1978 in materia di terrorismo, sostiene di aver avuto un ruolo con le autorità italiane durante il sequestro di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse per attuare una «manipolazione strategica al fine di stabilizzare la situazione dell'Italia».
PALAMARA INDAGA. A incaricare la Digos di recuperare l'intervista è stato il pm Luca Palamara, titolare dell'ultimo procedimento aperto sul sequestro e l'omicidio dello statista democristiano.
Il magistrato intende anche sentire l'esperto di terrorismo americano e non è escluso che possa chiedere di farlo tramite rogatoria internazionale.
In un libro intervista uscito nel 2008, Pieczenik, affermò di aver attuato una «manipolazione strategica che ha portato alla morte di Moro al fine di stabilizzare la situazione dell'Italia. Mi aspettavo che le Br si rendessero conto dell'errore che stavano commettendo e che liberassero Moro, mossa che avrebbe fatto fallire il mio piano», ha spiegato l'ex consulente Usa, «fino alla fine ho avuto paura che liberassero Moro».
ALTRE VERSIONI AL VAGLIO. Quella di Pieczenik non è l'unica versione alla quale è interessato Palamara. Il magistrato, infatti, intende acquisire anche un'intervista all'attrice Piera Degli Esposti, realizzata dalla giornalista del Tg5 Claudia Marchionni, in cui smentisce il racconto di due artificieri che spostano alle 11, del 9 maggio 1978, l'ora del ritrovamento della Renault 4 con il cadavere di Moro e la presenza dell'allora ministro degli Interni, Francesco Cossiga, in via Caetani.
L'attrice ha dichiarato che quella mattina era in via Caetani per motivi di lavoro e non notò nulla di quanto indicato dai due artificieri.
MINOLI: «IL CASO SI PUÒ RIAPRIRE». Secondo il conduttore Gianni Minoli, l'intervista a Steve Pieczenik «può assolutamente riaprire il caso Moro».
Il conduttore della trasmissione di Radio 24 ha spiegato: «A cosa possono portare le parole di Pieczenik bisogna chiederlo al pm Luca Palamara, titolare dell'ultimo procedimento aperto sul sequestro e sull'omicidio dello statista Dc».
Certamente «le parole dell'ex consulente Usa, uomo cercato per anni dalla prima commissione Moro, portano con sé elementi innovativi. Già anni fa avevo avuto la possibilità di intervistarlo e avrei voluto poi avere la replica di Cossiga che spesso viene tirato in ballo. Il presidente non stava già bene e quindi non era sembrato il caso di andare avanti. Oggi, con la scomparsa di Cossiga, le cose sono ovviamente cambiate. Quello che Pieczenik dice è abbastanza sconvolgente. Vengono i brividi a rileggere oggi la lettera inviata da Moro a Zaccagnini in cui parla di 'forze estranee'».

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