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VERITÀ NASCOSTE 15 Novembre Nov 2013 0700 15 novembre 2013

Caso Ligresti, Cancellieri smentita dai tabulati

I tabulati: dal marito del ministro sei chiamate allo zio di Giulia.

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Anna Maria Cancellieri.

I tabulati parlano chiaro. E smentiscono la verità raccontata dal ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri.
Mentre si avvicina la data del voto sulla mozione di sfiducia che il Movimento 5 stelle le ha scagliato contro per la vicenda della scarcerazione di Giulia Ligresti, un appuntamento sul quale si sono addensate le nubi del Pd dopo la carica di Pippo Civati, nuove rivelazioni picconano le giustificazioni date al parlamento dalla stessa Cancellieri.
LA TESI DEL MINISTRO TRABALLA. La tesi della telefonata di solidarietà umana fatta una famiglia di vecchi amici caduta in disgrazia, non regge più. Come svela nuovamente Repubblica, che aveva già tolto il velo alla terza chiamata fatta e poi taciuta dalla guardasigilli, la frequenza e la tempistica delle telefonate tra il ministro, suo marito e i Ligresti, raccontano di un rapporto continuo.
In particolare tra il 17 luglio e la prima settimana di agosto, nella fase decisiva per decidere sulla permanenza in carcere della donna, Sebastiano Peluso, il marito del ministro Cancellieri, ha chiamato per ben sei volte lo zio di Giulia, Antonino.
Alle 13.33.20 del 19 agosto il numero chiamante è quello del ministro (il cellulare con il prefisso 366) e il numero chiamato è quello di Antonino Ligresti, che risponde da una località della Val d’Aosta.
SEI TELEFONATE TRA PELUSO E ANTONINO LIGRESTI. Dai tabulati delle chiamate di Antonino Ligresti non spunta solo il nome del ministro di Giustizia ma anche quello del marito della signora Cancellieri, Sebastiano Peluso. Per sei volte il cellulare di Peluso ha comunicato con quello del fratello del patriarca. E, particolare interessante, la maggior parte delle chiamate, della durata di 3-4 minuti, è tra la fine di luglio e la prima settimana di agosto, quando la figlia di Salvatore Ligresti si trova in carcere a Vercelli. In un periodo cioè ben precedente a quando il ministro ha raccontato di aver appreso della situazione di Giulia Ligresti parlando al telefono con lo zio (quel 19 agosto per l'appunto).
CANCELLIERI: «GIUDICATEMI DAI FATTI». «Non giudicatemi da quella telefonata ma dai fatti che ne sono seguiti», aveva detto il ministro il 5 novembre scorso al Parlamento. Ed è proprio questo il nodo. Dopo la telefonata del 17 luglio alla compagna di Salvatore Ligresti, certamente la chiamata più compromettente («non è giusto, non è giusto »), sono seguite sei chiamate del marito del ministro ad Antonino Ligresti e tre telefonate dello stesso ministro sempre al fratello del patriarca.

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