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INTERVISTA 22 Febbraio Feb 2014 1411 22 febbraio 2014

Luciano Regolo: «Censurato da Tonino Gentile perché voleva una poltrona al ministero della Giustizia»

Parla il direttore de L’Ora della Calabria.

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Luciano Regolo.

La telefonata è arrivata intorno alla mezzanotte del 18 febbraio, quando il giornale era già stato chiuso e pronto per le rotative: «Togliete quella notizia», ha intimato lo stampatore Umberto De Rose all’editore Alfredo Citrigno, mentre il direttore Luciano Regolo assisteva alla telefonata.
Una notizia scomoda, e che avrebbe occupato l’apertura in prima pagina de L’Ora della Calabria (già Calabria Ora), quotidiano nato nel 2006 e che in questi anni si è distinto per le sue inchieste e un nuovo modo di raccontare il territorio.
L’inchiesta in questo caso è quella sulla Asl provinciale di Cosenza, e il giornale aveva l’esclusiva dell’avviso di garanzia destinato ad Andrea Gentile (indagato per abuso d’ufficio, falso, truffa e associazione a delinquere), figlio del senatore Tonino, coordinatore calabrese di Ncd ed ex sottosegretario all’Economia.
CANDIDATURA COMPROMESSA. «Tonino Gentile era stato scelto come possibile sottosegretario alla Giustizia del governo Renzi», ha spiegato a Lettera43.it Luciano Regolo, catanzarese di 47 anni, da due mesi alla guida del quotidiano, «ed è chiaro che questa notizia può compromettere la sua candidatura».
Quella sera il direttore è andato a dormire sicuro che il giornale sarebbe andato in stampa, ma alle 2 di notte De Rose (che è anche presidente della finanziaria Fincalabra ed ex presidente di Confindustria Calabria) ha annunciato che l’edizione del 19 febbraio non sarebbe arrivata in edicola a causa di un guasto alle rotative. La notizia dell’avviso di garanzia ad Andrea Gentile, però, era in parte salva grazie all’edizione on line, dove è stata pubblicata.

DOMANDA. Direttore, come si è evoluta la situazione?
RISPOSTA. La procura di Cosenza ha aperto un'inchiesta sulla vicenda. Io ho consegnato ai pm l’audio della telefonata tra De Rose e Citrigno.
D. Cosa ha detto lo stampatore De Rose nella telefonata?
R. Ha minacciato Citrigno, dicendogli che se quella notizia fosse uscita avrebbe compromesso per Tonino Gentile la possibilità di un posto a Palazzo Chigi. Gli ha detto: «Hai il dovere morale di togliere quella notizia, altrimenti che figura ci faccio?».
D. Citrigno, l’editore, come ha reagito?
R. Era un po’ preoccupato, ma mi ha solo chiesto se fossi sicuro, se avessi verificato bene le fonti. Con lui ho sempre avuto un rapporto schietto. Quella sera ci siamo salutati senza immaginare ciò che sarebbe successo.
D. Che rapporti ha De Rose con il senatore Tonino Gentile?
R. Di amicizia, sicuramente, ma probabilmente anche politici.
D. Si spieghi meglio.
R. De Rose è un noto imprenditore dell’editoria, e ha sempre avuto a che fare con le amministrazioni pubbliche. Senza dimenticare che ha avuto e ha incarichi di livello in potenti associazioni come Confindustria e Fincalabra.
D. Possiamo ipotizzare uno scambio di favori tra i due?
R. Non lo so. Non ho elementi per sostenere una tale accusa.
D. Ha sentito De Rose, dopo quella sera?
R. No, ma è successo qualcosa di significativo. La mattina del 21 febbraio ha spedito una lettera all’editore nella quale chiede il pagamento dei crediti pregressi, in un’unica soluzione ed entro due giorni, anche se nel contratto è specificato che debbano avvenire a rate. Un cambio radicale di atteggiamento.
D. Come si sente ora?
R. È un brutto momento, non solo per il giornale, ma per l’editoria e per la libertà di stampa nel nostro Paese. Ricordo che in questa storia io sono solo un simbolo, ciò che più conta è difendere i miei colleghi e il loro lavoro.
D. E la redazione? Come pensa di muoversi, adesso?
R. Sono rimasti tutti uniti intorno a me, e il loro apporto è fondamentale. Ho scelto di non dimettermi e di andare avanti proprio grazie all’atteggiamento di tutti i miei colleghi. Continueremo a lavorare, nonostante il tentativo di imbavagliarci.
D. Qual è il grado di libertà del giornalismo in Calabria?
R. La questione è complessa. Qui la logica della paura e della sudditanza ha sempre trovato terreno fertile, anche perché le persone sono più vulnerabili a causa dell’arretratezza sociale ed economica. Gli spiriti liberi, i talenti, ci sono, e alcuni si trovano in questo giornale. Ma in questa terra non vengono premiati.
D. La gente crede nei giornali? Li difende?
Abbiamo avuto e-mail e lettere di solidarietà, certo. Purtroppo però l’indignazione rimane per lo più sulle tastiere dei computer o tra le mura di casa. Davanti a un caso come questo a Cosenza, dove c’è la redazione centrale, i cittadini avrebbero dovuto manifestare, andare dal sindaco con delle domande: perché ci sono queste pressioni? perché De Rose si è comportato così? Quali poteri ci sono dietro di lui o i Gentile? Invece nulla.
D. C’è speranza che questo atteggiamento cambi?
R. Noi proviamo a fare la nostra parte, realizzando un giornale che ha l’obiettivo di svegliare le coscienze, aggregarle, e promuovere dibatti nella società. A partire dalle cose scomode.

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