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VERSO LE URNE 29 Marzo Mar 2014 2230 29 marzo 2014

Elezioni Europee, M5s chiude le autocandidature

Grillo frena le cordate. Ora selezione e voto per le liste.

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Beppe Grillo.

Stop alle autocandidature. Le liste per le Europee del Movimento 5 stelle sono ancora un work in progress, ma infilarcisi, ormai, è impossibile.
Alle 14 del 28 marzo, infatti, è scaduto il termine. Ad annunciarlo è stato Beppe Grillo sul suo blog: «Non è più possibile candidarsi», ha scritto a margine del post in cui ha chiesto le dimissioni di Laura Boldrini dalla presidenza della Camera per la tagliola decisa sul decreto Bankitalia.
«NO A SCAMBI DI VOTO». Ma il leader M5s ha avvertito, soprattutto, che è vietato ogni tentativo «di cordate al fine di scambio di voto». L'indicazione dei candidati da mettere in lista segue infatti un iter che i vertici del Movimento hanno cercato di definire nei dettagli per evitare sorprese tra gli europarlamentari del Movimento. Dopo una prima scrematura delle autocandidature a opera di un comitato elettorale nominato da Grillo e Casaleggio, di cui fanno parte alcuni parlamentari scelti, si devono valutare i requisiti di candidabilità (minimo 25 anni, non diffidati, non con carica elettiva e non facenti parte di una lista partecipante alle elezioni amministrative 2014).
TRE PREFERENZE. Poi si passa alla selezione della rete che avviene in due turni. Si vota con tre preferenze solo per i candidati nella propria regione e il più votato entra di diritto nelle liste finali. Gli altri candidati nella circoscrizione (utilizzata per il voto alle europee) vanno a un secondo turno nella misura di 30 per la circoscrizione Nord Ovest, 18 per la circoscrizione Nord Est, 20 per la circoscrizione Centro, 24 per quella Meridionale e 12 per quella Insulare.
PREVISTO UN SECONDO TURNO. Al secondo turno si vota sempre con tre preferenze per i candidati nella propria circoscrizione europea che abbiano superato il primo turno e vengono candidati alle elezioni europee i più votati fino a riempimento delle liste della circoscrizione dedotti i più votati nelle singole regioni al primo turno. Alle urne, gli elettori trovano i nomi dei candidati M5s inseriti in lista in ordine alfabetico.
«Invito a segnalare chi cerca di pilotare il voto», ha osservato anche il deputato Luigi Gallo che ha ricordato le regole già impartite in proposito per le politiche. Il fatto è che proprio in questi giorni sono riemersi antichi rancori per la promozione in lista di tre senatori pugliesi (Buccarella, Donno e Lezzi) che si sarebbero appunto accordati per incrociare i voti dei rispettivi sostenitori.
MALUMORE TRA GLI ESCLUSI. Intanto cresce il malumore degli esclusi. Uno di loro, Edo Gandini, si è scagliato in rete contro Grillo e Casaleggio. E in un post ironicamente intitolato «circoncisi e castrati» si è sfogato: «I buoni propositi, le competenze, le conoscenze linguistiche sono miracolosamente spariti nel nulla a favore del fedeli alla linea e dei raccomandati dei capi politici. Capi che nelle segrete stanze di un'azienda privata, insieme con il misterioso staff (un cerchio magico inavvicinabile) hanno deciso di castrare i sogni di tanti cittadini che piano piano si stanno accorgendo di essere vittime dell'ennesima presa in giro». «Non è un caso che i controllati non siano anche i controllori e che agli arrivisti, nel M5s, si prediligano gli Attivisti», gli ha risposto l'attivista Fabio Visitori sul suo blog. Il deputato Vincenzo Caso ha applaudito: «Ringrazio Fabio, che non conosco. Condivido totalmente».

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