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IL PROFILO 9 Maggio Mag 2014 0820 09 maggio 2014

Forza Italia, Sarro e la rete di potere in Campania

L'ascesa dell'avvocato amico di Cosentino.

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Carlo Sarro.

Dalla gestione dell'acqua campana alla riforma della custodia cautelare, passando per la commissione antimafia e la battaglia in difesa dell'«abusivismo di necessità».
C'è un po' di tutto nel curriculum politico di Carlo Sarro, classe 1959, avvocato amministrativista che dal piccolo comune in provincia di Caserta, Piedimonte Matese, di cui è stato sindaco, ha spiccato il volo verso la politica nazionale grazie ai buoni uffici degli amici Nicola Cosentino e Denis Verdini.
LA RIFORMA «STOP ALLE MANETTE». Senatore nella scorsa legislatura, deputato in quella attuale, Sarro è vicepresidente della commissione Giustizia della Camera e membro della commissione d'inchiesta parlamentare sul fenomeno delle mafie.
A lui Fi ha affidato la relazione sul provvedimento di riforma della custodia cautelare in discussione a Montecitorio, ribattezzata «Stop alle manette», che è tornata alla Camera dopo l'approvazione al Senato e che rende di fatto inapplicabile, o comunque molto complicato, il ricorso al carcere preventivo e agli arresti domiciliari per i colletti bianchi.
Già nel 2012 il parlamentare casertano si era occupato di cose di Giustizia, proponendo un emendamento per l'introduzione del quarto grado di giudizio poi rimasto lettera morta.
PIÙ CONDONO PER TUTTI. E sempre a Sarro Fi ha delegato di fatto in Campania la lotta contro le demolizioni delle case abusive: insieme con l'ex ministro Francesco Nitto Palma, Sarro è diventato il paladino dei comitati che si battono per la riapertura dei termini del condono edilizio del 2003 e la moratoria sull'esecuzione delle sentenze di demolizione passate in giudicato.

I «padroni» dell'acqua

Amedeo Laboccetta.

Nella regione governata da Stefano Caldoro, Sarro ha acquisito via via un peso crescente da quando, nel 2010, nonostante fosse già senatore, è stato nominato commissario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano, l'Ato3, un consorzio che gestisce i servizi idrici per 80 comuni delle province di Napoli e Salerno, oltre 1 milione e 700 mila utenti. Il braccio operativo dell'Ato è la Società Gori Spa partecipata dall’Acea, la municipalizzata per il servizio idrico di Roma.
LE POLEMICHE SULLA GORI. La Gori è stata più volte al centro delle polemiche negli ultimi anni per la cattiva gestione di cui si è resa protagonista, accumulando un debito complessivo nei confronti della Regione Campania di 282.999.149,32 euro, in parte scontato dall'ente per circa 70 milioni di euro (uno sconto di cui beneficeranno dunque anche i soci privati) e per la restante parte rateizzato in 20 anni a partire dal 2013, che vuol dire bollette più salate per i cittadini.
LO SPONSOR DI LABOCCETTA. Di recente, il consiglio di amministrazione della Gori è stato rinnovato e Sarro ha vinto la sua battaglia politica riuscendo a piazzare alla guida della società, come presidente, Amedeo Laboccetta, ex parlamentare del Pdl indagato con l'accusa di favoreggiamento nell'inchiesta sul re delle slot Francesco Corallo, nonostante l'iniziale contrarietà dello stesso Caldoro. Sarro è infatti il commissario liquidatore di un ente che ha il controllo sulla società. Poteva essere lui ad affidare l'incarico? Dopo alcune verifiche, il governatore campano ha dato l'ok alla nomina.

La battaglia per Forza Italia in Campania

Nicola Cosentino.

L'irresistibile ascesa dell'ex sindaco di Piedimonte Matese, paese in cui è nata anche la fedelissima berlusconiana Maria Rosaria Rossi, con la quale però i rapporti sembra non siano idilliaci, ha subito uno stop nella partita della nomina del coordinatore regionale di Forza Italia.
LA NOMINA DI DE SIANO. Cosentino avrebbe voluto affidare a lui l'incarico, considerata la vicinanza che lega Sarro a Nick O'Mericano (i due politici sono amici di lungo corso, fu Cosentino a presentare Sarro a Verdini e a introdurlo nella vita del partito berlusconiano e lo studio legale del deputato casertano è stato in passato anche consulente dell'Eco4, il consorzio per lo smaltimento dei rifiuti finito al centro di inchieste per mafia) ma i veti dell'area azzurra che fa capo a Mara Carfagna e a Stefano Caldoro hanno portato a una mediazione sul nome del senatore Domenico De Siano, vicino a Francesca Pascale e più gradito al grande capo.
LA DIFESA DELLA SOCIETÀ INTERDETTA PER MAFIA. A Sarro resta l'incarico di commissario del partito in Molise, il lavoro da parlamentare e l'attività di avvocato che ha attirato l'attenzione del deputato di Sel, Arturo Scotto, firmatario lo scorso dicembre di una interrogazione parlamentare proprio sull'onorevole casertano.
«Sarro è l'avvocato a cui si sono rivolti la Casertana Recuperi srl e Antonio Luca Iorio per un ricorso depositato al Tar Campania» contro un'interdittiva antimafia, si legge nel testo, «emessa perché ex socio della Casertana Recuperi era Vincenzo Abbate, arrestato per associazione mafiosa e ritenuto vicino al boss Zagaria».
Il ricorso della Casertana Recuperi srl, difesa da Sarro, è stato respinto a gennaio 2014: l'interdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Caserta sulla società resta.


A luglio 2015*, l'autorità anticorruzione diretta da Raffaele Cantone ha sollevato la questione della impossibilità per Sarro di continuare a fare il commissario dell'Ato sarnese vesuviano, accogliendo una segnalazione fatta dal deputato Luigi Gallo insieme ad altri colleghi del movimento 5 Stelle che siedono in Commissione ambiente, per l'incompatibilità tra «la posizione di parlamentare di Forza Italia e quella di commissario straordinario dell'Ente d'ambito sarnese- vesuviano per i servizi idrici». Pochi giorni dopo, il 15 luglio, la direzione distrettuale antimafia di Napoli ha chiesto al parlamento l'arresto del deputato con l'accusa di turbata libertà degli incanti in una gara d'appalto della Gori Spa e non, come era trapelato in un primo momento, di corruzione aggravata per aver agevolato una organizzazione camorristica.
Dopo la notizia della richiesta di arresto fatta pervenire alla Camera, Carlo Sarro ha annunciato di aver rimesso «l'incarico di Commissario liquidatore dell'ente d'ambito Sarnese Vesuviano ed tutti gli incarichi politici da me rivestiti», al fine di «prevenire qualsiasi tipo di strumentalizzazione politica». L'avvocato ha poi sottolineato come nel ruolo di commissario liquidatore dell'ente non si sia «mai occupato, né avrei potuto farlo, di gare, contratti» o altro.

*articolo aggiornato il 14 luglio 2015

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