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PROGETTO POLITICO 30 Giugno Giu 2014 2129 30 giugno 2014

Giustizia, la riforma di Renzi

Csm, processo civile, falso in bilancio.

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Matteo Renzi.

Processo civile più snello, ripensamento del Csm, prescrizione, normativa sul falso in bilancio «degna di questo nome» e responsabilità civile dei magistrati «modello europeo» . C'è tutto nei 12 punti della riforma della giustizia che Matteo Renzi ha presentato al termine del Consiglio dei ministri.
Il premier ha illustrato le linee guida, premettendo che «per due mesi vogliamo discutere in modo non ideologico, ma filosofico, concettuale e astratto prima dell'approvazione. Vogliamo coinvolgere l'Italia su questo tema».
«FINORA 20 ANNI DI LITI». Anche perché «sono 20 anni che sulla giustizia si litiga senza discutere. Noi cambiamo metodo per discutere nel merito e possibilmente senza litigare», ha chiarito Renzi.
PROCESSO CIVILE IN UN ANNO. Il focus è innanzitutto sul processo civile, «al termine dei mille giorni delle riforme noi puntiamo al processo civile in un anno per il primo grado», ha subito detto Renzi, che punta al dimezzamento dell'arretrato, arrivato a 5,2 milioni di processi pendenti. Attraverso la semplificazione e la «degiurisdizionalizzazione», parola che significa che le controversie si possono risolvere anche non davanti al giudice, ma attraverso la negoziazione assistita e il ricorso a camere arbitrali. La strada maestra, per il ministro della giuistizia Andrea Orlando è l'informatizzazione, unita a «due canali prioritari per famiglie e imprese». A questo proposito Orlando ha anche annunciato che «per separazioni e divorzi, se consensuali, non servirà più andare davanti al giudice».
RIFORMA CSM DOPO LE ELEZIONI. Il governo ha intenzione di riformare anche il Csm, ovviamente dopo le imminenti elezioni che porteranno al rinnovo delle cariche. «Chi giudica non nomina, chi nomina non giudica», è la formula scelta dal premier per spiegare lo sdoppiamento delle funzioni dell'organo di autogoverno della magistratura, e il principio su cui ci si baserà «è quello che si fa carriera per merito e non per appartenenza di corrente».
MODELLO EUROPEO PER LA RESPONSABILITÀ DEI MAGISTRATI. Sul tema caldo della responsabilità dei magistrati, il governo punta ad un «modello europeo»: quello attuale, ha osservato Orlando, «non ha funzionato, dobbiamo togliere quei tappi che hanno portato a questo». Il ministro ha poi ribadito di essere contrario alla responsabilità diretta dell'emendamento Pini, quello sulla responsabilità diretta dei magistrati, che «spinge al conformismo».
BASTA CARRIERE PER LE CORRENTI. «Le correnti in magistratura hanno portato a discussioni di diritto, nascono da belle discussioni politiche, ma siamo contrari alle carriere per appartenenza a una corrente».
NORMATIVA SUL FALSO IN BILANCIO. «Serve una normativa sul falso in bilancio degna di questo nome, ci saranno due mesi per discutere e poi a settembre la faremo dentro la cornice complessiva della riforma».
INTERCETTAZIONI, NESSUN TESTO PRONTO. «Le intercettazioni sono l'unico argomento su cui non abbiamo pronta la norma. Faremo un discussione aperta, anche con la stampa».
NIENTE STOP ALL'USO CHE NE FANNO I MAGISTRATI. Sulle intercettazioni il dibattito è «se c'è un limite all'uso delle intercettazioni». Renzi ha assicurato che «nessuno vuole bloccare le intercettazioni dei magistrati, ma valutare anche con i direttori dei quotidiani l'utilizzo».

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