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LE OPERAZIONI 30 Giugno Giu 2014 1503 30 giugno 2014

Immigrazione, Frontex e l'impegno europeo

L'agenzia elenca i 19 Paesi coinvolti.

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Il barcone soccorso dalla Marina militare italiana il 29 giugno.

Diciannove Paesi. Tante sarebbero secondo Frontex le nazioni coinvolte nel pattugliamento del Mediterraneo italiano. Rispondendo alle ripetute richieste di chiarimento di Lettera43.it, l'agenzia con sede a Varsavia ha inviato la lista dei Paesi coinvolti in Hermes ed Enea, le due operazioni in corso quest'anno.
18 PAESI PER HERMES E 10 PER ENEA. I Paesi che partecipano a Hermes, ha fatto sapere Frontex, sono Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Lituania, Malta, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna, Svizzera e Regno Unito. Mentre Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Lituania e Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia partecipano a Enea.
Anche considerando che la maggioranza dei Paesi è coinvolto su entrambi i fronti, in tutto si tratta di ben 19 nazioni.
Viene allora da chiedersi dove fossero tutte queste forze la notte del 29 giugno quando la nave della Marina militare Grecale ha individuato al largo delle coste siciliane un barcone carico di 600 migranti e 30 cadaveri.
SETTE BARCONI SOCCORSI IN 36 ORE. In tre giorni, da venerdì 27 a domenica 29 giugno, le navi della Marina militare e della Guardia costiera hanno soccorso ben sette barconi. Che ruolo ha avuto Frontex?
Come già spiegato da Lettera43.it, l'agenzia si rifiuta di fornire ulteriori dettagli sulle operazioni in corso. E anche le informazioni riportate sul sito dell'agenzia per le operazioni passate aggiungono ben poco alla lista generica dei Paesi coinvolti, limitandosi a indicare il costo complessivo delle iniziative: per il 2014 l'Ue ha stanziato un budget di 82 milioni di euro.
Ma l'emergenza è divenuta da ormai troppo tempo ordinaria e tragica amministrazione. E il 30 giugno anche la commissaria agli Affari interni Cecilia Malmström si è affrettata a «ringraziare le autorità italiane per i loro impressionati sforzi nel condurre i soccorsi di circa 5 mila persone negli ultimi giorni». «Queste nuovo pedaggio di morte», ha aggiunto, «illustra chiaramente che trafficanti e criminali non hanno rispetto per le vite umane e che gli sforzi per combattere le loro attività di morte devono aumentare». Il problema è chi li deve compiere e come devono essere coordinati?

Malmström annuncia: «Pronti 4 milioni per l'emergenza Italia»

Il commissario europeo Cecilia Malmström.

Le indiscrezioni sembrano anticipare la nomina di un vero e proprio commissario ad hoc all'immigrazione. Ma al di là di nomi e incarichi formali, Malmström ha anticipato qualche dettaglio sui programmi.
«La Commissione», ha annunciato, «sta cooperando molto da vicino con la presidenza italiana e sta preparando un piano europeo contro l'immigrazione che coinvolga tutti gli attori principali in particolare Europol e Frontex e che si focalizzi sulle azioni prioritarie in cooperazione con i Paesi terzi».
LOTTA ALLE RETI CRIMINALI. Secondo la commissaria agli Affari interni, il programma congiunto sarebbe focalizzato sulla lotta alle reti criminali «là dove hanno le loro basi operative».
Qualcosa di più del semplice: «Aiutarli a casa loro», invocato dal leader della Lega nord, Matteo Salvini.
Proprio il 30 giugno il segretario del Carroccio ha accusato il premier Matteo Renzi e il ministro Angelino Alfano di avere «le camicie sporche di sangue» delle vittime dell'ultima strage del mare.
Dal canto suo la commissaria svedese ha spiegato di aver incontrato il ministro degli Interni italiano il 26 giugno. E ha promesso di aiutare l'Italia nei suoi «sforzi per gestire il flussi migratori e la pressione dell'asilo». L'Ue, ha annunciato, è pronta a liberare 4 milioni di euro per l'emergenza assistenza in Italia.
PROGRAMMARE A PRIORI L'ACCOGLIENZA. «Stiamo cercando le vie per contribuire anche maggiormente, attraverso le risorse già disponibili, al finanziamento delle strutture che accolgono i migranti», ha detto Malmström, spiegando di aver ribadito l'appello agli Stati membri perché aiutino ad allestire e organizzare l'accoglienza ai rifugiati, programmando le trasferte e il collocamento direttamente dai campi ai Paesi terzi, nella cornice dei programmi portati avanti dall'alto commissariato Onu.
Un contributo forse più utile di una rapida e inerme comparsa in un lungo elenco di partecipanti alle operazioni di Frontex.

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