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AULA 1 Luglio Lug 2014 1803 01 luglio 2014

Riforma Senato, i frondisti della maggioranza

Con Azzollini di Ncd si arriva a 20.

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L'aula del Senato.

La riforma del Senato, nonostante le rassicurazioni di Maria Elena Boschi, non sembra esattamente una passeggiata. «Per ora i fatti dimostrano che un accordo ampio tiene», ha detto il ministro per le Riforme commentando il voto di Forza Italia e della Lega nord con la maggioranza. «Siamo sempre prudenti ma ci sono le premesse per un lavoro sereno».
Ma è proprio nella maggioranza che si avvertono i peggiori scricchiolii.
AZZOLLINI PASSA TRA I FRONDISTI. Il primo luglio, infatti, è salito a 20 il numero dei frondisti che voteranno in Aula gli emendamenti alle riforme che ripristinano il Senato elettivo. L'ultimo è stato Antonio Azzollini del Nuovo centrodestra e presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Madama.
Considerando che il governo Renzi nel giorno della fiducia ha ottenuto 169 voti, senza i cosiddetti 'disobbedienti' (di cui ben 17 del Pd) dovrà per forza contare sulle stampelle offerte da Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Il premier, infatti, contava di ottenere i 2/3 dei consensi per evitare che alla fine del percorso parlamentare si tenesse il referendum confermativo.
Ecco chi sono i 20 frondisti a cui si aggiungono i 15 dell'opposizione (Forza Italia, ex M5s e Sel).

Pd: Casson, Chiti, Mineo, Mucchetti, Tocci, Broglia, Dirindin, Corsini, Cucca, D'Adda, Gatti, Giacobbe, Lo Giudice, Micheloni, Ricchiuti, Silvestro, Turano.
Per l'Italia: Mauro e Di Maggio.
Ncd: Azzollini.

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