Immunità 140701161958
CONTROVERSA TUTELA 1 Luglio Lug 2014 1605 01 luglio 2014

Riforme, resta l'immunità per senatori e deputati

Ancora necessario l'ok delle Camere per l'arresto.

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Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, Roberto Calderoli e Anna Finocchiaro in commissione Affari Costituzionali del Senato.

E alla fine ecco l'immunità per tutti.
L'attuale controversa tutela dei parlamentari - che per la verità era stata proposta da quasi tutti i gruppi - è stata ripristinata in commissione Affari costituzionali del Senato: approvato un emendamento dei relatori alle riforme che la garantisce sia per i deputati sia per i senatori.
Il testo originario del disegno di legge del governo abrogava l'autorizzazione all'arresto e alle intercettazioni per i futuri senatori.
RISTABILITO L'ARTICOLO 68. I due relatori, Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli, hanno però presentato una modifica che ristabilisce l'articolo 68 della Costituzione.
È dunque prevista tanto per i senatori che per i deputati l'autorizzazione da parte delle rispettive Assemblee in caso di richiesta di arresto o di intercettazione da parte del gip.
IL GOVERNO ERA A FAVORE. Il governo si è espresso, con il ministro Maria Elena Boschi, a favore dell'emendamento.
Sulla stessa linea hanno votato i partiti della maggioranza, Forza Italia (che si è sempre detta «contro l'uso politico della giustizia») e Lega Nord; contrari Movimento 5 stelle, ex grillini e Sinistra ecologia e libertà.
POLEMICA M5S-PD. «Mantenere l'immunità per i senatori è uno sfregio al dialogo per i cittadini», ha affermato Giovanni Endrizzi, capogruppo M5s in commissione Affari Costituzionali al Senato. Gli ha fatto eco il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio: «Un voto da brividi. Pd, Lega e Fi non sono uguali ai cittadini italiani davanti alla legge».
Ma i senatori del Pd Laura Cantini, Mario Morgoni e Francesco Scalia hanno replicato: «Il M5s versa lacrime di coccodrillo sulla questione dell'immunità. Forse nel giro di pochi giorni, si sono dimenticati di aver firmato con 11 senatori, compreso il capogruppo Buccarella, un emendamento per ripristinare proprio ciò che ora condannano».
«PRONTI AL TAVOLO, MA SERVE IDEA DEL PAESE». In serata il M5s è tornato a chiarire la sua posizione: «Se volete parlare di riforme costituzionali, vi ribadiamo la nostra disponibilità ad aprire un tavolo di confronto, ma vorremmo capire meglio che idea di Paese avete: vedere il vostro partito votare l'immunità parlamentare ha lasciato sbigottiti molti italiani. Un parlamento pulito e una Paese migliore passano anche da una buona legge elettorale», hanno scritto al Pd.
RIFORME, TESTO IN AULA IL 9 LUGLIO. Intanto la Conferenza dei capigruppo del Senato ha fatto sapere che l'arrivo del ddl del governo sulle riforme costituzionali è previsto nell’Aula del Senato il 9 o 10 luglio.

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