Caihou Cina Corruzione 140702134311
NUOVO CORSO 2 Luglio Lug 2014 1415 02 luglio 2014

Cina, corruzione: Xi Jinping rottama la nomenklatura

Stretta del presidente contro chi riceve tangenti.

  • ...

da Pechino

Il generale cinese in pensione Xu Caihou.

La Cina continua a rottamare la vecchia nomenklatura.
L'ultima decapitazione eccellente a Pechino è stata quella del generale in pensione Xu Caihou, già membro del Politburo, vice presidente della Commissione militare centrale e ufficiale incaricato di supervisionare le nomine all'interno dell'Esercito popolare di liberazione (Epl).
La sorte decisa per lui è stata l'espulsione per corruzione. E, solitamente, in Cina si tratta di una misura che anticipa una dura condanna penale.
FORZA O DEBOLEZZA DI XI? Ma sugli attacchi ai suoi danni ci sono diverse interpretazioni.
Xu è infatti il militare di più alto grado gerarchico a cadere in disgrazia nell'ultimo quarto di secolo. E gli analisti in Cina si domandano, al di là della veridicità delle imputazioni, cosa si nasconda dietro la vicenda: svela la forza della nuova leadership di Xi Jinping oppure ne rivela le debolezze?
In molti sembrano optare per la prima ipotesi. E ci sono motivi per credere che abbiano ragione.
MOSSA ANTI-CORRUZIONE. Dal suo insediamento il presidente ha cercato di centralizzare le funzioni militari e di polizia, creando anche una nuova commissione di Sicurezza nazionale da lui stesso presieduta.
Il nuovo organismo è stato ideato per offrire maggiore efficienza, visto che sovrintende le funzioni finora suddivise tra Consiglio di Stato (cioè il governo), ministero degli Esteri e commissione Militare centrale, quella da cui dipende l'Epl e alla cui testa c'è lo stesso Xi. E nel ruolo di capo dell'esercito, il successore di Hu Jintao ha più volte promesso di voler debellare il malcostume all'interno delle forze armate.
Insomma l'idea del presidente è riportare l'Epl sotto stretto controllo politico.

Per i media cinesi il generale in pensione ha favorito promozioni e ricevuto tangenti

Bo Xilai e Xu Caihou a colloquio.

Come spesso accade in questi casi, ad infliggere il colpo di grazia a Xu sono stati i media cinesi. Che hanno pubblicato un'insolita lista molto dettagliata dei crimini dell'ex militare, senza limitarsi a parlare delle «violazioni disciplinari», formula usata in questi casi.
Per Xu, invece, la stampa è scesa nei particolari, visto che hanno spiegato come il generale in pensione abbia «approfittato della sua carica per favorire alcune promozioni e ricevuto tangenti che gli sono state versate personalmente o attraverso i suoi familiari».
Ecco perché è lecito pensare che la leadership abbia voluto mandare un messaggio chiaro: l'esercito deve rispondere sempre al partito.
PRELEVATO IN OSPEDALE. Sempre ai media è stato riservato il ruolo di braccio armato della campagna anti-corruzione sia contro i pezzi grossi sia contro quelli piccoli che in Cina è conosciuta con lo slogan: «Contro le tigri e le mosche».
Si dice, infatti, che Xu sia una «tigre» un po' malmessa e sia pure malato terminale di cancro. Eppure non hanno avuto scrupoli a prelevarlo dal suo letto d'ospedale per interrogarlo. Altro messaggio per dire che chi sgarra paga, quali che siano le sue condizioni di salute.
NUOVE REGOLE PER TUTTI. Non si dimentichi poi che Xu è un generale in pensione e da Deng Xiaoping Pechino era solita dimenticarsi di chi esce dalla vita pubblica. Ma Xi pare volersi emancipare dalle vecchie regole, per dettarne di nuove.
Non solo. L'ex militare è un protetto di Jiang Zemin, il mammasantissima della politica cinese, l'uomo incaricato da Deng di guidare la transizione dopo Piazza Tienanmen e colui che ha messo il marchio su tutte le successive leadership.
Era stato proprio Jiang a 'consigliare' a marzo a Xi di non spingersi troppo in là con la sua campagna anti-corruzione. E, guarda caso, il suo protetto Xu è poi finito sotto indagine.
COLPI AI FEDELI DI ZHOU. D'altra parte, il presidente non ha intenzione di guardare in faccia a nessuno. A fine giugno, secondo quanto riferito dai media cinesi, Ye Wanyong e Wei Jin, due generali dell'Epl di stanza nella provincia del Sichuan, sono stati arrestati per corruzione e messi in custodia cautelare.
La regione era già finita nel mirino, visto che era la base di potere dell'ex plenipotenziario della sicurezza nazionale Zhou Yongkang, già protettore di Bo Xilai, il leader di Chongqing fatto fuori nel 2013.
Anche Ye e Wei avevano legami con Zhou, che nel frattempo è andato in pensione. Ma, a quanto pare, è ancora in grado di dare fastidio ai nuovi leader.
Finora il giro di vite di Xi sembra macinare consensi. Il quotidiano dell'Epl è dalla sua parte, tanto che ha sostenuto che tollerare la corruzione nell'esercito equivale a una sconfitta sicura in caso di guerra. E questo è forse un altro segnale della forza del presidente.

Correlati

Potresti esserti perso