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USA 2 Luglio Lug 2014 1520 02 luglio 2014

Obama crolla nei sondaggi: è peggio di Bush W.

Crisi di popolarità anche per Hilary Clinton, gradita solo dal 44%.

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Barack Obama.

Se i sondaggi dovessero essere presi alla lettera i democratici Usa dovrebbero davvero preoccuparsi.
Secondo diverse rilevazioni infatti sarebbero in crisi di polarità sia il presidente in carica Barack Obama sia la probabile canidata alle presidenziali del 2016 Hilary Clinton.
OBAMA PEGGIO DI BUSH. Per quanto riguarda Obama i dati sono impietosi: il presidente ha raggiunto un primato negativo, quello di presidente più impopolare degli ultimi 70 anni, peggio anche del suo predecessore George W. Bush.
Secondo l'ultima ricerca della Quinnipiac University, per il 33% degli americani l'attuale commander in chief è il peggiore dall'epoca della Seconda Guerra Mondiale, mentre il 28% pensa la stessa cosa di George W. Bush.
MIGLIOR PRESIDENTE REAGAN. La palma d'oro come miglior presidente è invece andata a Ronald Reagan, seguito da Bill Clinton e John F. Kennedy. Sempre secondo il sondaggio, il 45% della popolazione pensa che sarebbe stato meglio se nel 2012 avesse vinto il candidato repubblicano Mitt Romney.
PER CLINTON SOLO 44%. Crisi di popolarità anche per l'ex first lady Hillary Clinton.
Le vendite del suo libro, «Hard Choices», sono state ben al di sotto delle aspettative, e l'ex segretario di Stato ha visto ridursi il consenso nei sondaggi. Secondo una proiezione di Nbc e Wall Street Journal l'indice di gradimento della Clinton è sceso al 44% (con un calo di quattro punti percentuali da aprile), e solo il 38% degli elettori affermano che «probabilmente o «quasi certamente» voterebbero per lei, se si candiderà alla Casa Bianca nel 2016.
PERIODO MIGLIORE NEL 1998. Come ha notato Charles Franklin, esperto politico dell'università del Wisconsin, i periodi in cui l'ex first lady ha riscosso il maggiore successo sono stati nel 1998-1999, all'epoca dello scandalo di Monica Lewinsky, e tra il 2009 e il 2012, quando era segretario di Stato.
Per Jonathan Chait del New York Magazine, il successo della Clinton quando era a capo del Dipartimento di Stato si deve al fatto che quel lavoro la teneva in gran parte fuori della politica interna, e per questo i repubblicani si astenevano dal criticarla.

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