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LA DICHIARAZIONE 2 Luglio Lug 2014 0954 02 luglio 2014

Pier Silvio Berlusconi: «Tifo per Renzi»

Il figlio dell'ex Cav: «Vince per 20 anni».

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Pier Silvio Berlusconi e Matteo Renzi.

Pier Silvio Berlusconi tifa per Matteo Renzi. E pare condividere col padre la simpatia per The boy, il giovane premier che è riuscito a portare a casa il 40% dei consensi alle ultime Europee.
«Da italiano e da imprenditore tifo per le riforme subito e per la fretta del governo», ha detto il 45enne vicepresidente di Mediaset alla presentazione dei palinsesti del Biscione, ricordando che con la crisi che attanaglia l'Italia Renzi ha la chance e la responsabilità di invertire la tendenza.
«FACCIO IL TIFO PER LE RIFORME». L'endorsement al segretario Pd è arrivato a sopresa. Piero Chiambretti, presentatore della serata, ha infatti chiesto provocatoriamente a Berlusconi jr se credesse nella Ruota della fortuna. Il manager dal canto suo ha risposto snocciolando cifre e tagli. Mentre il governo ha imposto un taglio di 150 milioni alla Rai, il Biscione ha imposto una dieta di 620 milioni in due anni. Numeri che dimostrano come la crisi non dia tregua. Per questo, ha ribadito Pier Silvio, «faccio il tifo per la fretta del governo». Del resto, ha scherzato il secondogenito dell'ex Cav: «Chi non farebbe il tifo per uno che fa il 40%?». Non solo. A Renzi Berlusconi jr ha riconosciuto le grandi doti comunicative («È secondo solo a mio padre»).
«MIO PADRE LAVORA PER IL PAESE». Pier Silvio poi ha assicurato che pure il padre ha tutto l'interesse a fare ripartire il Paese. Per questo non si tirerà indietro davanti al programma di riforme: dal «lavoro alle tasse, fino alla giustizia».
Su un eventuale ingresso in politica poi il delfino non si è tirato indietro: «Mai dire mai», ha detto. Salvo poi rettificare. «La politica è una cosa seria. E per farla non basta il cognome». E, infine, il suo pronostico: «In giro non c'è nessuno» che possa sfilare al premier la leadership. Quindi, se non succede qualcosa, «vince per 20 anni».

Diritti tivù: «Per ora niente accordi sulla Champions League»

Il vicepresidente di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi.

Poi il vicepresidente di Mediaset è tornato a parlare di palinsesti e delle strategie future delle reti. A cominciare dalla partita dei diritti sul calcio.
«Oggi la strategia di Mediaset prevede l'esclusiva assoluta sulla Champions League (per la quale si è assicurata la trasmissione in esclusiva per il periodo 2015-2018, ndr). Poi mai dire mai», ha spiegato Pier Silvio escludendo per il momento uno 'scambio' con Sky. «Dipende da come va il mercato, dalle offerte che possono arrivare».
Piuttosto, spiega rispondendo alle domande dei giornalisti alla presentazione dei nuovi palinsesti a Cologno Monzese, la società stima di guadagnare «centinaia, centinaia, centinaia di migliaia di abbonati»proprio puntando sulla Champions come contenuto esclusivo da sfruttare su tutte le piattaforme, «digitale terrestre e Internet sicuramente. Il satellite? È una possibilità che abbiamo».
«DIRITTI DELLA SERIE A? SIAMO SODDISFATTI». Il vicepresidente di Mediaset si dice comunque «soddisfatto» dell'esito della partita sui diritti contro «un gigante abituato a dominare», ha sottolineato senza citare Sky. Dopo il colpaccio sulla Champions, fronte su cui «ci siamo trovati a dover competere», Mediaset ha «subito un attacco diretto sul digitale terrestre» da parte della tivù di Murdoch. «Le regole dicevano che i pacchetti A e B non si potevano acquistare insieme. Noi abbiamo fatto un'offerta massima accompagnata da altre solo difensive». Dalla battaglia sulla serie A «Premium esce più forte di prima, con la Champions in esclusiva dal 2015 e le partite delle otto squadre più forti del campionato, che coprono il 90% dei tifosi, nel periodo 2015-2018», ha detto ancora Pier Silvio.
Certo, la prossima sarà «una stagione ottima per l'offerta free, con la Champions e l'Europa League, più complicata per Premium, ma dalla stagione successiva ci rifaremo». Già costretta ad affrontare tagli da 620 milioni negli ultimi due anni, legati all'efficientamento dei costi, Mediaset punta ora a «coprire e se possibile superare» i costi dei diritti del calcio «mixando la conquista di nuovi abbonati e l'aumento dei prezzi degli abbonamenti», ha spiegato. «È una sfida coraggiosa», ha concluso, «ma le stime ci dicono che si può fare».

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