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DOPO IL FERMO 2 Luglio Lug 2014 1030 02 luglio 2014

Sarkozy messo in stato d'accusa per corruzione

L'ex presidente rilasciato dopo 15 ore di fermo. Ma rischia 10 anni.

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Nicolas Sarkozy è stato il 23esimo presidente francese dal 2007 al 2012.

L'ex presidente francese Nicolas Sarkozy è stato messo in stato d'accusa da un giudice istruttore di Parigi per corruzione, traffico di influenze e violazione del segreto istruttorio.
Lo ha reso noto la procura nazionale per i reati finanziari, che ha chiesto e ottenuto il provvedimento, adottato nella notte tra il primo e il 2 luglio dopo 15 ore di fermo.
Sarkozy, che è stato comunque rilasciato in piena notte senza nessun provvedimento restrittivo della libertà, rischia ora fino a 10 anni di carcere e anche i vertici dell'Ump hanno smesso di difenderlo.
CON LUI AZILBERT E HERZOG. Nel comunicato della procura è stato reso noto che «a seguito del loro fermo, Nicolas Sarkozy, Gilbert Azibert (giudice di Cassazione, ndr) e Thierry Herzog (avvocato dell'ex presidente, ndr) sono stati presentati ai due magistrati istruttori incaricati dell'indagine aperta il 26 febbraio 2014 per le accuse di traffico di influenze e violazione del segreto istruttorio... Conformemente alle richieste della procura, sono stati messi sotto accusa».
C'È ANCHE LA RICETTAZIONE. Il pluri indagato Sarkozy secondo la procura è accusato di ricettazione della violazione del segreto professionale (la ricettazione indica la disponibilità di un oggetto proveniente da reato, in questo caso le informazioni sulle inchieste, ndr), corruzione attiva e traffico di influenze attivo.
Il giudice Azibert è accusato di ricettazione della violazione del segreto professionale, traffico di influenze passivo e corruzione passiva. Sarebbe stato corrotto da Sarkozy, che gli avrebbe promesso il posto desiderato nel Principato di Monaco in cambio di preziose informazioni sull'andamento dei suoi affari giudiziari in Cassazione.
Per l'avvocato Herzog l'accusa è di violazione del segreto professionale, ricettazione della violazione del segreto professionale, corruzione attiva e traffico di influenze attivo.
Non indagato e rimesso in libertà il secondo magistrato coinvolto, Patrick Sassoust.
UN REATO ATIPICO NEL DIRITTO. Il reato di 'traffico di influenze' è tipico del diritto francese, dove è stato introdotto già alla fine dell'Ottocento, ma è estraneo alla tradizione italiana.
È stato inserito nel nostro codice penale solo nel 2012, all'articolo 346 bis, a seguito dell'adesione dell'Italia a convenzioni internazionali dell'Onu e del Consiglio d'Europa.
Il 'traffico di influenze' consiste nella mediazione illecita volta al compimento di atti contrari al dovere d'ufficio di un pubblico ufficiale.
L'EX PRESIDENTE RISCHIA 10 ANNI DI CARCERE. Dopo la notifica dell'apertura dell'inchiesta, Sarkozy è rientrato a casa sulla stessa auto che lo aveva accompagnato nella serata di martedì primo luglio a Nanterre.
La corruzione in atti giudiziari e la violazione del segreto istruttorio sono reati passibili di pene fino a 10 anni di carcere. Accuse gravissime anche se tutte ancora da dimostrare, come ha affermato la difesa degli imputati, che punta soprattutto sulla illegalità delle intercettazioni. Particolarmente controverse quelle effettuate sui colloqui fra un indagato (Sarkozy) e il suo avvocato (Herzog), o di quest'ultimo con i suoi colleghi.
DIFESA TIEPIDA DELL'UMP AL SUO LEADER. L'Ump, il partito di destra del quale Sarkozy avrebbe ripreso il controllo come prima tappa verso la ricandidatura, ha difeso nella giornata del primo luglio l'ex presidente ma in modo piuttosto tiepido. Con il passare delle ore, i leader si sono defilati e l'atteggiamento si è fatto piuttosto attendista

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