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RETROSCENA 3 Luglio Lug 2014 1741 03 luglio 2014

Berlusconi-Renzi, Forza Italia delusa

Il partito: «Ci ha venduti per Mediaset».

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Silvio Berlusconi e Matteo Renzi.

Il patto tiene, sì. Ma non tutti sono contenti. Dopo il colloquio di due ore a Palazzo Chigi tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi per rinsaldare l'accordo del Nazareno, tra i parlamentari di Forza Italia circola con insistenza la parola «resa».
BERLUSCONI PERDE APPEAL. Una cosa è certa: il peso specifico di Berlusconi e della sua creatura per l'approvazione delle riforme è variabile. Renzi infatti come sempre gioca su più tavoli. Col M5s, col quale è stato fissato un nuovo incontro lunedì 7 luglio, e con l'ex Cav. Un modo, questo, per mettere al sicuro il voto dai franchi tiratori della maggioranza (e non solo) che continuano ad appoggiare il ddl Chiti. E quindi l'elettività del Senato. In secondo luogo sulla testa di Berlusconi pende il processo Ruby che difficilmente potrà concludersi in una assoluzione.
LA RESA A RENZI. Per i forzisti, o buona parte di essi, il leader avrebbe accettato con troppa facilità le condizioni del premier. E non si sarebbe battuto a sufficienza per fare rientrare nel pacchetto della trattativa il presidenzialismo e l'elezione diretta dei senatori.
Una concessione a Renzi, sicuramente. Ma in cambio di cosa? Probabilmente in cambio di una garanzia per Mediaset. Insomma, lo statista pare essere tornato l'imprenditore più preoccupato del proprio impero che non della sua creatura politica.
A molti non è passato inosservato come il Biscione sia particolarmente tenero con Mr 40%. E se dopo Fedele Confalonieri, anche il vicepresidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi arriva a confessare di tifare Renzi, il cerchio si chiude.
LA RABBIA DI LEALISTI E FALCHI. L'atteggiamento del Caimano ha mandato su tutte le furie i falchi del partito - da Augusto Minzolini a Renato Brunetta - e i lealisti guidati da Raffaele Fitto. Il gruppo quindi appare sempre più sfilacciato e il voto in Aula potrebbe riservare sorprese.
A sostegno dei complottisti azzurri il fatto che Renzi non sia ancora entrato nel campo minato delle concessioni televisive. E, anzi, abbia proceduto a una razionalizzazione della Rai, con tagli e spending review.
IL PROFONDO ROSSO DI FORZA ITALIA. Silvio quindi scarica Forza Italia? Per l'ex premier ormai il partito è più un peso che altro. Al 15% non gli servirebbe più a nulla, si mormora in San Lorenzo in Lucina, e soprattutto costa. Per questo ha strigliato i suoi. Prima di parlare delle riforme, Silvio ha aperto la riunione con i suoi illustrando la situazione disastrosa dei conti del partito. Non è la prima volta che il Cavaliere affronta la questione, anzi, proprio nel vertice del 2 luglio a palazzo Grazioli, all'ex capo del governo era stata prospettata una situazione da profondo rosso: nella casse ci sarebbero 85 milioni di debiti pregressi e 7 milioni di euro che servono per sopravvivere.
Ecco perché a quanto riferiscono, Berlusconi ha chiesto a chi è indietro nei pagamenti di saldare i conti impegnandosi, come in una gara, a trovare anche finanziatori.

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