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IL RETROSCENA 3 Luglio Lug 2014 2121 03 luglio 2014

Forza Italia, tensione nel partito: è crisi

I due capogruppo ai ferri corti. Tensione nel partito.

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Paolo Romani, Silvio Berlusconi e Renato Brunetta.

In Forza Italia volano gli stracci. Il partito-emanazione di Silvio Berlusconi pare essere sempre più alla deriva. Sfilacciato in una guerra di tutti contro tutti.
Alla fine dell'ultima riunione tenuta dall'ex Cavaliere alla Camera, giovedì 3 luglio, con deputati, senatori ed eurodeputati azzurri, sarebbero partiti insulti, urla e parolacce tra i capigruppo di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani.
ROMANI E BRUNETTA AI FERRI CORTI. A raccontare l'episodio a Lettera43.it sono stati alcuni deputati che hanno assistito a una scena surreale: l'ex ministro della Pubblica amministrazione avrebbe accusato Romani di aver tradito la consegna del silenzio sulle intenzioni del gruppo in merito al comportamento da tenere per le riforme, dopo il vertice tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi.
Sempre secondo la ricostruzione, Romani pare sia saltato sulla sedia urlando: «Hai rotto il c...». L'insulto avrebbe provocato la reazione di Brunetta che non è propriamente avvezzo a spegnere i fuochi delle polemiche. Il capogruppo alla Camera avrebbe infatti ribattuto: «Il c... lo hai rotto tu!».
La situazione è rimasta incandescente per alcuni minuti, fin quando, sempre secondo i racconti, i due contendenti si sarebbero mandati (con ben poca cortesia per un gruppo «coeso», come ufficialmente si definisce la pattuglia di Fi) a quel paese.
«SCENA FINALE DEL FILM FORZA ITALIA». Un caso isolato? Non sembra, visto che alcuni berlusconiani hanno definito la baruffa Brunetta-Romani la «scena finale di un bellissimo film qual è stato Forza Italia».
Del resto l'appiattimento della linea politica sui desiderata di Matteo Renzi, le paure del Caimano di finire in prigione per le accuse del processo Ruby e i debiti monstre del partito (si parla di 85 milioni) sono «dimostrazioni lampanti che un ciclo è terminato».
«B. CI HA CHIESTO 44 MILA EURO A TESTA». Oltretutto, ha spiegato un deputato azzurro, «Berlusconi ci ha chiesto di contribuire al risanamento del partito con 44 mila euro a testa. Un'enormità che pochi di noi possono, anzi vogliono, pagare».
Il nervosismo che aleggia in Forza Italia, assicurano le gole profonde, non sarà comunque un ostacolo sulla strada delle riforme. L'accordo concluso (e rinforzato) tra l'ex Cav e il premier sarà rispettato. «Sempre che Renzi», si mormora in Transatlantico, «riesca a tenere a bada i bollenti spiriti dei nemici interni al Pd».

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