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SUL BLOG 3 Luglio Lug 2014 1808 03 luglio 2014

Grillo: «Errore andare in televisione»

«Ci ha omologato a Bonafè e Picierno».

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Il leader del M5s, Beppe Grillo.

Cattiva maestra televisione. Anzi, proprio matrigna. Beppe Grillo è tornato sui suoi passi, alle origini. Dopo una parziale apertura alle comparsate nel piccolo schermo di pochi e fidati pentastellati - Di Maio e Di Battista su tutti - è tempo di rivedere le regole della comunicazione.
TUTTA COLPA DELLA TIVÙ. «La televisione ci ha tolto voti perché ha omologato i nostri parlamentari alla Bonafè o alla Picierno», ha scritto Grillo sul suo blog. «La televisione non ha memoria, non consente di approfondire, è il contrario della strategia comunicativa del M5s. È stato un errore andarci che non sarà più ripetuto».
Nel post il leader pentastellato ha poi elencato le altre «leggende metropolitane» che riguardano il Movimento.
«NESSUNA ALLEANZA COL PD». A partire dall'alleanza dol Pd dopo il «gran rifiuto a Bersani». «Due volte falso», perché il M5s, «discute nel merito delle proposte, lo ha sempre fatto e se una legge è ritenuta giusta, o fa parte del suo programma, la vota che a presentarla sia Sel o la Lega. Niente alleanze, ma confronti su proposte specifiche come sta avvenendo per la legge elettorale che il M5s ha sviluppato in rete con decine di migliaia di attivisti».
Poi un'ulteriore precisazione circa l'incontro con il Pd del 7 luglio. «Sulle riforme appoggeremo o non appoggeremo. Dipende delle proposte».
«NO VIOLENZE E FASCISMO». Le altre bufale riguardano la spaccatura del M5s. E le accuse di violenza e di fascismo: «Non si può attribuire un solo episodio di violenza a persone del M5s. La propaganda di Berlusconi e di Renzi è servita a spaventare i cosiddetti voti moderati. Mentre loro gridavano «Al lupo», rubavano a man bassa all'Expo e al Mose».
Infine Grillo è tornato sulla mancata alleanza con i verdi in Europa. «Hanno rifiutato un incontro richiesto formalmemte per discutere della formazione di un gruppo. In Italia i verdi siamo noi». E ancora: «Si cerca di far passare l'idea che il M5s non voglia parlare con i buoni come Bersani e la Frassoni perché è un movimento fascistoide. Falso, non ci facciamo mettere all'angolo».

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