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DEMOCRATELLUM 3 Luglio Lug 2014 1847 03 luglio 2014

Legge elettorale, Grillo al Pd: «Vogliamo le preferenze»

«Appoggeremo Renzi? Dipende».

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Beppe Grillo e gli occhiali griffati col suo nome.

Lui non ha intenzione di presentarsi, perché troppo «emotivo», ha detto con la consueta ironia.
Beppe Grillo è pronto a mandare la solita delegazione del Movimento 5 stelle all'incontro con il Partito democratico di Matteo Renzi, il 7 luglio.
Come nel precedente del 25 giugno, in 'avanscoperta' devono andare il vice presidente di Montecitorio Luigi Di Maio, il deputato Danilo Toninelli e i capigruppo di Camera e Senato Giuseppe Brescia e Maurizio Buccarella. «Spero che l'incontro con Renzi vada bene», si è schernito Grillo, «parleremo della legge elettorale. Poi se avremo dei riscontri parleremo anche di altre cose. Non abbiamo preconcetti se una legge viene dal Pd o dal Pdl. Se è una legge giusta noi la sosteniamo».
«VEDREMO LE PROPOSTE». Sul tavolo c'è sempre la discussione intorno all'Italicum. «Sulle riforme appoggeremo o non appoggeremo. Dipende delle proposte», aveva già detto l'ex comico lasciando la Camera dei deputati dopo aver incontrato un gruppo di parlamentari grillini.
«La loro legge ha dei caratteri assolutamente incostituzionali», ha aggiunto entrando nel merito della questione, «con le preferenze e con un premio di maggioranza più basso potrebbe esserci un accordo. Si discute, non decido né io né Di Maio, poi mettiamo ai voti e decide la maggioranza. Questa è democrazia»
Per poi l'ennesima accusa velenosa: «Togliamoci l'idea che questo Paese sia democratico. Con questo sistema non ci sono speranze».
«RENZI INCONSAPEVOLE COME SCAJOLA». Nemmeno per il premier - che ha ricevuto a Palazzo Chigi Silvio Berlusconi, definito da Grillo sui social network «il Noto Pregiudicato» - ci sono stati pensieri teneri: «Renzi è un po' boriosetto. Forse ci crede, ma è usato dai poteri forti. Vi ricordate Scajola? Renzi è andato un po' oltre l'inconsapevolezza. Non so se mi fido».
Dal blog, infine, il grande ripensamento sulle comparsate televisive dei suoi: «La tivù ci ha tolto voti perché ha omologato i nostri parlamentari alla Bonafè o alla Picierno. È stato un errore andarci che non sarà più ripetuto».

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