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INCHIESTA 4 Luglio Lug 2014 1444 04 luglio 2014

Mose, Marco Milanese arrestato per corruzione

Sequestrati anche 500 mila euro.

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Marco Milanese.

Marco Milanese, in passato braccio destro dell'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti e già coinvolto in altre vicende giudiziarie, è stato arrestato per corruzione dalla guardia di finanza nell'inchiesta Mose. Lo ha appreso l'Ansa.
Milanese - secondo fonti della procura di Venezia - è finito in manette su provvedimento del gip Alberto Scaramuzza.
L'arresto fa riferimento all'ordinanza che lo stesso gip ha emesso il 4 luglio. Un mese prima era scoppiato il 'caso' che aveva portato, tra carcere e domiciliari, all'arresto di 35 persone per vari reati legati alla realizzazione del Mose, le barriere per difendere Venezia dalle acque alte eccezionali.
Il gip ha anche emesso, a carico dell'indagato, un decreto di sequestro preventivo per 500 mila euro, ovvero il corrispettivo della presunta dazione ricevuta dagli ex vertici del Consorzio Venezia nuova (Cvn).
SOLDI CONSEGNATI NEL 2010. Il denaro - secondo gli inquirenti - sarebbe stato consegnato a Milanese tra l'aprile e il giugno del 2010 (quando era consigliere politico di Tremonti), al fine di accedere ai finanziamenti del Cipe per realizzare parte del Mose.
Per l'accusa il Cvn avrebbe pagato Milanese attraverso Roberto Meneguzzo, patron della vicentina Palladio finanziaria.
La dazione sarebbe avvenuta a Milano e per questo gli atti relativi a Meneguzzo sono stati trasferiti dal tribunale del Riesame di Venezia in Lombardia per competenza territoriale.
C'ERANO «MOTIVI DI URGENZA». La decisione è dovuta ai recenti sviluppi delle indagini sul Mose che hanno fatto emergere «sussistenti motivi di urgenza a provvedere».
La richiesta della procura veneziana - nell'indagine condotta dai pm Stefano Buccini, Paola Tonini e Stefano Ancillotto - era stata avanzata al gip il 10 giugno.
TANGENTE PER SNELLIRE LE PRATICHE. Milanese era finito nell'inchiesta Mose per l'accusa di aver ricevuto 500 mila euro nel 2010 dal Consorzio Venezia nuova, guidato dall'allora presidente Giovanni Mazzacurati, per fare in modo che il Cipe snellisse le pratiche per finanziare la continuazione della realizzazione dell'opera.
Secondo Claudia Minutillo, l'ex segretaria di Giancarlo Galan, quella mazzetta era proprio destinata a Giulio Tremonti.

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