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FACCIA A FACCIA 4 Luglio Lug 2014 1226 04 luglio 2014

Renzi-Barroso, vertice a Villa Madama

Riunione tra il premier italiano e il presidente della Commissione.

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Matteo Renzi e José Manuel Barroso.

Il 4 luglio si è tenuto a Villa Madama, Roma, il vertice tra il premier Matteo Renzi e il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso. All'incontro, che segna l'avvio ufficiale del semestre italiano di presidenza europea, hanno partecipato ministri e commissari.
Barroso, parlando con i giornalisti al suo arrivo, ha spiegato che l'Ue «ha bisogno di un'Italia forte e della passione europeista di Renzi». Quanto all'agenda del premier, il presidente della Commissione l'ha definita «ambiziosa ma realistica».
RESTYLING IN 1.000 GIORNI. L'incontro è durato un'ora. Al termine, Renzi ha preso la parola: nei «1.000 giorni» al via il primo settembre, ha spiegato, «il percorso di riforme» di Fisco, giustizia, pubblica amministrazione, Costituzione, legge elettorale e «dell'Italia come macchina amministrativa» porterà a «un grande restyling complessivo». Il Paese, ha continuato il premier, «deve essere più semplice, se è più semplice diventa più forte».
BARROSO: «RIFORME? L'ITALIA NE HA BISOGNO». Dal canto suo Barroso ha esordito spiegando che l'Ue sostiene «pienamente la presidenza italiana. Ha obiettivi chiari tra cui, in particolare, la necessità di riforme».
Riforme che sono «in linea con le raccomandazioni emerse dalla Commissione, ma anche se non ci fosse l'Ue sono certo che l'Italia avrebbe bisogno di questi interventi. Non è l'Ue a imporli».
RENZI: «BUBA SI OCCUPI DEI SUOI PROBLEMI». Nel corso della conferenza stampa, Renzi ha commentato le recenti frizioni con la Germania sul patto di stabilità: «Io non ho visto polemiche con politici tedeschi e il portavoce del governo di Berlino conferma quello che sappiamo benissimo: non c'è nessuna polemica tra noi e il governo tedesco in ordine alla gestione della stabilità e della flessibilità», ha detto. «Con Angela Merkel ho un rapporto ottimo». Quanto alla Bundesbank, ha il compito di «assicurare il proprio obiettivo statutario, non di partecipare al dibattito politico italiano».
«LA FLESSIBILITÀ SERVE A TUTTI». La flessibilità, ha detto Renzi, «non è una richiesta dell'Italia: serve all'Europa non all'Italia. All'Italia serve il processo di riforme che abbiamo avviato».
Secondo Barroso, «con la revisione del patto di stabilità e crescita abbiamo riposto maggiori margini con riferimento al ciclo economico. C'è già una riforma ma nel pieno rispetto del patto perchè è sancito dai trattati. Le regole devono essere spettate, pacta sunt servanda».

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