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MAMBO 4 Luglio Lug 2014 1413 04 luglio 2014

Renzi e la rottamazione dell'Italia

Magistratura. Politica. Tivù. Tutto è stato scosso dal rinnovamento del premier. Che sarà un vero statista se al momento giusto saprà farsi da parte.

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Matteo Renzi.

Renzi non ha rottamato tutto di persona, né tutto ciò che si sta rottamando o viene rottamato rimanda a una sua diretta iniziativa. È vero però che sia il termine sia il discorso sottostante, cioè la voglia di voler voltare pagina investendo mondi chiusi e apparentemente inaffondabili, rientrano fra i suoi meriti. È sorprendente pensare ai tanti casi in cui la situazione è cambiata dalla sera alla mattina e sta ancora cambiando.
SCOSSA NELLE PROCURE. Quello più clamoroso riguarda i magistrati e alcune procure in particolare. Da «Unti dal Signore» sono tornati sulla terra con i loro difetti, incapacità e persino meschinerie (vedi le scuse tardive di un magistrato alle sorelle Tortora che esemplarmente le hanno rifiutate). La lite da cortile nella procura di Milano è indicativa del degrado raggiunto.
Ormai non sono i garantisti che si dimenticano che quel mondo lì era stato quello di Falcone (ho rispetto per Borsellino ma il mio punto di riferimento morale e giuridico, il genio dell'antimafia, è Falcone), ma sono loro, i magistrati, a farci dimenticare di aver condiviso la stessa toga.
IL TRAMONTO DELLA RAI. Si stanno rottamando anche le grandi stelle della tivù e, più in generale, si è rottamata la tivù e soprattutto la Rai.
Diciamo la verità: se oggi la Rai chiudesse non si metterebbe a piangere nessuno né ci sarebbero scioperi o manifestazioni per la democrazia. È tutto finito. Tant'è che la stessa indifferenza accompagna le gesta dei suoi volti più noti. Giovanni Floris ha cercato di fare la vittima. Voleva solo, giustamente, più soldi come un calciatore a fine carriera.
Nessuna delle grandi firme televisive, da Michele Santoro a Gad Lerner e potrei proseguire, rappresenta più la società civile. Sono tornati sulla terra. dove sono sempre stati, in verità. Alcuni di loro sono bravi giornalisti, altri hanno vissuto nella rendita di una lunga stagione speciale. Non interessa più a nessuno.
LE METEORE DELLA POLITICA. Ci sono leader politici che i miei colleghi inseguivano per farsi rilasciare una dichiarazione che oggi inseguono a loro volta. Siamo arrivati al punto che si scrive un articolo intero su quel simpatico personaggio di Gianni Pittella collettore di voti senza pari che riesce a farla da padrone in Europa senza parlare una sola lingua, avendo qualche problema anche con l'italiano.
Nessuno sembra accorgersi che in giro c'è ancora Berlusconi. Le sue foto rubate nell'ospizio non hanno fatto clamore. Tutta la sua corte dei miracoli è sparita: ve li ricordate Bondi e Brunetta, nome che ormai ricorda solo la brunetta dei Ricchi e Poveri? Vi ricordate Fini? C'è ancora qualcuno disposto a stare davanti allo schermo se vede comparire Gasparri?
Insomma la rottamazione è un potente fiume di lava che sta calcificando persone, abitudini, spesso cattive, icone, spesso inventate.
Molto è dipeso dall'usura del tempo e dalla fragilità dei personaggi. Floris non è Santoro, i magistrati milanesi non valgono Borrelli e nessuno vale Falcone. Berlusconi è inarrivabile, e così via.
RENZI E IL CARPE DIEM. Renzi è sbarcato al momento giusto. Il fatto di averlo colto è segno di intelligenza politica.
Spero capirà quando toccherà a se medesimo e soprattutto alla sua squadra o ad alcuni dei suoi, da Luca Lotti a Maria Elena Boschi che si fa abbracciare in modo da finre su Chi come fosse Ilaria D'Amico.
E vogliamo parlare della fine dei grandi calciatori-promesse italiani, da Balo al mio mito Cassano? Morti, mediaticamente e anche cacisticamente.
Se Renzi si accorgerà in tempo quando, giorno ancora molto lontano, il vento del cambiamento riguaderà anche lui rivelerà la stoffa del vero leader, sennò è un solo fortunato incidente della storia.
Per ora è bene che tutta la rottamazione possibile si compia.

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