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DIPLOMAZIA 7 Luglio Lug 2014 1533 07 luglio 2014

Germania-Usa, i casi di spionaggio alimentano la tensione

Berlino alza la voce. E medita vendetta.

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da Berlino

La cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente Usa Barack Obama.

Gli agenti del controspionaggio tedesco erano alla ricerca di una talpa in servizio permanente per la Russia e si sono imbattuti invece in un addetto del Bundesnachrichtendienst (Bnd), il servizio segreto tedesco, a libro paga degli americani.
Per semplificare, l'uomo, un 31enne impiegato come semplice catalogatore di documenti presso il centro di Pullach in Baviera, non era alle dipendenze di Valdimir Putin ma di Barack Obama.
Di nuovo gli Stati Uniti, ancora una volta quelli che un tempo la Germania considerava gli alleati più stretti e che adesso, secondo un sondaggio della società Infratest dimap, il 73% dei tedeschi ritiene non più degni di fiducia. Prima lo scandalo del gigantesco programma di ascolto, poi le indiscrezioni sullo spionaggio dei cellulari di ministri e cancelliera, quindi il sospetto (mai smentito) che la centrale di tutto l'apparato di ascolto fosse nascosta sotto i tetti dell'ambasciata statunitense, sulla centralissima Pariser Platz, di fronte alla porta di Brandeburgo e a due passi da Bundestag e Cancelleria.
DOCUMENTI VENDUTI PER 25 MILA EURO. Berlino non ha mai smesso di essere la capitale delle spie, nonostante non sia più da 25 anni una città di frontiera. Ora questo nuovo episodio. Un piccolo, oscuro burocrate addetto allo smistamento delle carte, ha dirottato verso gli uffici del servizio segreto americano perfino i documenti della commissione parlamentare che sta indagando proprio sul caso del programma di ascolto. Oltre al danno la beffa.
Gli americani sanno ora tutto quel che si è detto nelle stanze chiuse della commissione del Bundestag, chi ha atteggiamenti più morbidi, chi invece è più ostinato a trarne le conseguenze, fino a boicottare le trattative sul libero scambio Usa-Europa o chiedere che il governo tedesco conceda asilo politico a Edward Snowden. Incartamenti preziosi, pagati però a quanto pare a poco prezzo: appena 25 mila euro per la fornitura di 200 documenti.

Gauck: «Washington la smetta». Merkel «indignata»

Il presidente della Germania, Joachim Gauck.

Su quest'ultimo aspetto hanno insistito in via informale gli americani, per cercare di sminuire l'accaduto ed evitare che la tensione fra i due Paesi tornasse a salire. L'ambasciatore a Berlino, John B. Emerson, è dovuto andare ancora una volta a spiegarsi nelle stanze del ministero degli Esteri, convocato d'urgenza dal ministro Frank-Walter Steinmeier, il quale lunedì 7 luglio, a margine del viaggio di Stato in Mongolia, ha dichiarato: «Le indagini non sono ancora finite ma, se fosse confermato che il servizio segreto americano è coinvolto attivamente in questa vicenda, è evidente che il caso non potrà esser lasciato cadere».
Niente oblio, dunque, come è accaduto in passato. Nel lavoro sporco dei servizi segreti, collaborazioni e tradimenti sono all'ordine del giorno, anche quando le istituzioni si dichiarano alleate e lavorano a stretto contatto. Come fanno Bnd e Nsa, specie per tenere sotto controllo il magmatico mondo dell'estremismo islamico. Ora però i ministri di Berlino fanno sapere all'unisono di essere stanchi, il presidente della Repubblica Joachim Gauck ha detto in tivù che «sarebbe opportuno che Washington la smettesse una buona volta» e Angela Merkel, in trasferta in Cina, dice attraverso i suoi addetti stampa di essere indignata.
BERLINO MEDITA VENDETTA. Fa ancora più impressione, in queste ore, il contrasto fra le immagini della cancelliera in Cina, sorridente assieme ai suoi partner politici di Pechino (nonostante si sappia che è proprio il servizio segreto del Dragone a mettere più di tutti il naso nelle faccende tedesche, specie in quelle industriali) e corrucciata quando le si chiede un'opinione sugli ultimi avvenimenti legati allo spionaggio.
A Berlino, sulla televisione pubblica Ard, Hillary Clinton, in visita per pubblicizzare il suo nuovo libro e il suo futuro politico, si è scusata ufficialmente per le intercettazioni sul cellulare di Merkel, prendendosi un rimbrotto dal ministro Ursula von der Leyen, anche lei presente in tivù. Il titolare degli Interni si è invece spinto più in avanti, lasciando trapelare la proposta che il servizio di sicurezza tedesco possa presto non attenersi più alla regola di non operare all'interno dei Paesi alleati. In futuro, dunque, anche Berlino potrà spiare gli americani.

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