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CONFRONTO 7 Luglio Lug 2014 1400 07 luglio 2014

Immunità parlamentare, come funziona in Europa

In Olanda non esiste alcuno scudo.

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L'incontro con il Movimento 5 stelle sulle riforme è saltato, quello con Silvio Berlusconi è andato a buon fine. I dissidenti democratici scalpitano. E mentre i fronti delle trattative si compongono e si sfaldano ancora non si capisce che fine farà il dossier sull'immunità parlamentare.
Varranno le stesse regole per la Camera e il nuovo Senato o l'immunità sarà ripensata per entrambi i rami del parlamento? Quali saranno i limiti dell'immunità di sindaci e consiglieri regionali? E la decisione sull'arresto di un parlamentare continuerà a essere affidata al voto dei suoi colleghi oppure no? Niente deve essere dato per scontato, perché c'è immunità e immunità.
INSINDACABILITÀ E INVIOLABILITÀ. La stessa 'etichetta' mette insieme due principi diversi: l'insindacabilità di cui gode il parlamentare per le parole e gli atti legati direttamente al lavoro parlamentare e la non violabilità della persona, che implica invece la protezione dall'arresto e in alcuni casi da perquisizioni e da intercettazioni.
Ogni Paese però interpreta la faccenda a modo suo, imponendo durate, limiti, procedure e, soprattutto, prassi differenti.
Le analisi comparative dell'Ufficio per la promozione della democrazia parlamentare dell'Europarlamento (Oppd) di Strasburgo spiegano bene come si colloca l'Italia nella scala dell'immunità della Ue.
ITALIA IPER-GARANTISTA. Dall'ultima analisi pubblicata nel 2012, emerge che l'Italia, nonostante la riforma del 1993 è uno dei Paesi più garantisti con i suoi rappresentanti.
Austria e Germania, dove la Camera Alta rappresenta le autonomie regionali, prevedono regole diverse tra i due rami del parlamento e nessuna immunità per i senatori.
E c'è persino una nazione, l'Olanda, che dal 1884, ha sancito per legge la completa uguaglianza tra cittadini e deputati di fronte alla giustizia.

Il primo ministro italiano Matteo Renzi.

In Francia e Gran Bretagna l'insindacabilità delle opinioni ha limiti precisi

I funzionari del parlamento europeo chiariscono fin dall'inizio di trovarsi di fronte a «una grande diversità» di regole, a volte «contradditorie» e applicate in maniera «non sistematica».
In alcuni casi, osservano, la mancanza di criteri stabili è presentata come la «dimostrazione della sovranità parlamentare», perché deputati e senatori avrebbero la discrezionalità di esaminare ogni caso a sé.
LA SOVRANITÀ DELLE MAGGIORANZE. Il risultato, però, può non essere soddisfacente.
In Italia per esempio la decisione è affidata alla maggioranza parlamentare, al ruolo e al potere dei singoli eletti.
Due esempi su tutti: quello di Marco Milanese (allora del Pdl) oggi in carcere per corruzione, che nel settembre 2011 venne salvato dal parlamento con voto segreto dalla richiesta di arresto e quello di Francantonio Genovese, (Pd) per il quale la Camera con voto palese decise per l'autorizzazione all'arresto.
L'articolo 68 della Costituzione italiana è stato riformato nel 1993, sull'onda dell'indignazione esplosa con Tangentopoli. Eppure a leggere l'analisi del parlamento Ue il nostro Paese è rimasto tra i più garantisti.
L'insindacabilità è rimasta quasi intatta e i parlamentari non possono essere «chiamati a rispondere» per l'espressione di idee e voti durante «l'esercizio delle loro funzioni». Ma l'insindacabilità deve riguardare anchei nuovi senatori? E fin dove arriva l'esercizio delle funzioni? In Italia si tende a interpretare la norma in maniera estensiva, in altri Paesi europei le regole sono molte chiare.
I LIMITI DELLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE. In Francia l'insindacabilità protegge i parlamentari con una formula simile a quella dell'Italia pre-riforma. La giurisprudenza, tuttavia, ha stabilito che i deputati rispondono dei giudizi espressi durante interviste o conferenze, non equiparabili a quelli pronunciati durante la stretta attività parlamentare o l'esercizio del voto.
In Danimarca viene di volta in volta valutato se le espressioni incriminate sono legate davvero all'attività parlamentare. Mentre a Cipro, in Portogallo, in Olanda, in Filandia e in Gran Bretagna le espressioni sono «non perseguibili» solo se esse vengono espresse all'interno dell'Assemblea parlamentare.
REGNO UNITO: L'IMPORTANZA DEI CONFINI. Nel Regno Unito un parlamentare potrebbe pronunciare un giudizio tra le mura della House of parliament senza essere perseguito, ripeterlo identico appena fuori dal palazzo del parlamento ed essere messo sotto indagine.
La legge austriaca specifica chiaramente le occasioni in cui le espressioni dei parlamentari non sono perseguibili, cioè quelle pronunciate durante le assemble plenarie della Camera, le riunioni delle Commissioni, le inchieste parlamentari, le dichiarazioni scritte o orali registrate in qualsiasi atto parlamentare.
RISTRETTO L'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI. «Nonostante la ragionevole ampiezza del principio prevista dai testi costituzionali», è osservato nel report di Strasburgo, «nella teoria legale e nella pratica parlamentare, la maggioranza dei sistemi rigetta l'estensione della non perseguibilità in articoli di giornale, dibattiti pubblici e dichiarazioni elettorali».

Portogallo: se il reato prevede condanne oltre i tre anni l'immunità decade

L'aula del Senato.

La riforma italiana del 1993 ha rivisto profondamente l'inviolabilità. Prima, infatti, i magistrati dovevano chiedere l’autorizzazione della Camera di appartenenza del parlamentare anche per aprire un processo penale. Oggi invece le autorizzazioni si limitano a: richiesta di arresto, perquisizione, intercettazione e sequestro di corrispondenza. In ogni caso e a dispetto di molte dichiarazioni, è più di quello che è previsto in molti dei Paesi europei, a partire dalle vicine Francia e Germania.
CAMERE ALTE SENZA IMMUNITÀ. In Francia, per esempio, non è necessaria la richiesta per le intercettazioni. Mentre il modello tedesco smentisce l'idea che si debba godere degli stessi privilegi in entrambi i rami del parlamento: in Germania e Austria, infatti, coloro che siedono nel Bundesrat, il cosiddetto Senato delle Regioni composto da rappresentanti dei diversi Land, non godono né della insindacabilità né dell'inviolabilità. Il privilegio è riservato invece ai membri dell'Assemblea federale, organo di natura costituzionale, formato dai deputati del Bundestag e da altri grandi elettori che rappresentano il territorio e sono chiamati a esprimersi in occasione della elezione del presidente della Repubblica.
In Austria, inoltre, tutti i parlamentari possono essere sottoposti a restrizione della libertà ogni volta che «il caso è chiaramente non connesso all'attività politica». Mentre in Portogallo l'immunità decade se il reato prevede una pena uguale o superiore ai tre anni. E in Filandia la soglia si abbassa ai sei mesi. In Gran Bretagna l'immunità vale solo per i reati civili, ma è praticamente inapplicata, visto che sono pochi quelli per cui si rischia il carcere.
La Bulgaria e la Romania sono tra i pochi Paesi più garantisti dell'Italia. A Sofia e Bucarest, infatti, è prevista la richiesta di autorizzazione a procedere anche per avviare un'indagine.
DECIDE IL SENATO? NON È DETTO. La maggioranza dei Paesi ha disposto che sia la stessa assemblea dei parlamentari a decidere della difesa dei propri membri. E qui tutto sta alla prassi. Ma ci sono notevoli eccezioni.
A Cipro è la Corte suprema che decide di volta in volta se dare il via libera ai magistrati; in Romania è la Cassazione. In Repubblica Ceca se un parlamentare è arrestato, si attende il pronunciamento del presidente della Camera: se entro 24 ore non dà il consenso, il deputato deve essere rilasciato. E in Olanda, riporta la relazione europea, dal 1884 i parlamentari hanno lo stesso status dei cittadini nell'ambito di processi e esecuzione di sentenze per reati previsti dalla legge ordinaria.
Problema risolto alla radice.

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