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AFFONDO 7 Luglio Lug 2014 1614 07 luglio 2014

Riforme, Grillo al Pd: «Dittatura di sbruffoni»

Il leader M5s attacca il Pd: «Dittatura di sbruffoni».

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L'attacco a Matteo Renzi sul blog di Beppe Grillo.

Aveva detto di non voler far saltare il tavolo, Luigi Di Maio, dopo il rifiuto del Partito democratico d'incontrare il Movimento 5 stelle per discutere di legge elettorale. A metterlo gambe all'aria ci ha pensato, invece, Beppe Grillo, che non ha usato mezzi termini nello stroncare il dialogo con gli uomini di Matteo Renzi.
«Si prende atto che un confronto democratico e trasparente in Italia è oggi impossibile», ha scritto l'ex comico sul suo blog, dicendo basta «agli sbruffoni della democrazia» nella convinzione che il Paese stia «scivolando lentamente verso una dittatura». Ma in serata è arrivato un parziale dietrofront, con la risposta del M5s (10 sì a 10 domande) alla proposta del Pd.
«DITTATURA A NORMA DI LEGGE». In precedenza Grillo aveva parlato di «una dittatura a norma di legge, di fronte alla quale il M5s non resterà a guardare e spera che i sinceri democratici che esistono negli altri partiti facciano altrettanto».
In una telefonata a La Cosa, registrata e pubblicata sul blog, Grillo, con il suo consueto ritmo incalzante, ha aggiunto: «Vi abbraccio tutti, abbraccio Di Maio, abbraccio gli altri, che sono stati presenti ed erano presenti e hanno fatto la conferenza stampa di questa farsa, che hanno voluto portare fino all'estrema conseguenza, perché sono anche vigliacchi, non hanno il coraggio di dire 'guardate con voi non ci parliamo più, punto'».
«LE PALLE DI RENZI SUL TAVOLO DI BERLUSCONI». Quindi, l'ennesimo affondo diretto in prima persona al presidente del Consiglio: «Si prende atto che Renzi, le cui palle sono sul tavolo di Verdini e Berlusconi, rifiuta con il M5s ogni confronto democratico e che l'Italia dovrà pagarne tutte le conseguenze».
«UN EBETONE PERICOLOSISSIMO». Il leader dei democratici «è un ebetone pericolosissimo, quindi molto sottovalutato anche da me, e questo mi dispiace, ma andiamo verso veramente una grande criminalità organizzata di stampo democratico: quindi io esorto veramente le persone, i cittadini, anche i componenti di altri partiti, se hanno ancora un po' di barlume di democrazia dentro. Non si può fare fuori l'opposizione così, fare finta, questa è gente falsa, ipocrita».
PORTE APERTE SULLA LEGGE ELETTORALE. Successivamente Grillo ha fatto una parziale retromarcia: «Per chi non ha capito, o non ha voluto capire, tra il mio intervento e la conferenza stampa di Di Maio e Toninelli non vi sono contraddizioni, le porte per una discussione sulla legge elettorale per il M5s sono sempre aperte, né mai le ha chiuse nonostante continue provocazioni», ha precisato.
RENZI REPLICA IN UN TWEET: «AVETE CAPITO O NO?». La replica del premier non si è fatta attendere, in un tweet al veleno. «Io sono un ebetino, dice Beppe, ma almeno voi avete capito quali sono gli 8 punti su cui #M5s è pronto a votare con noi? #pochechiacchiere». E ancora: «Non è uno scherzo, sono le regole! Chiediamo un documento scritto per sapere se nel M5s prevale chi vuole costruire o solo chi urla».

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