Consiglio Superiore Magistratura 140707183026
SCENARIO 7 Luglio Lug 2014 1724 07 luglio 2014

Rinnovo Csm, Unicost e Magistratura indipendente in vantaggio

Per la prima volta Md in minoranza. Fi, scontro Sarro-Marotta.

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L'aula del Csm.

L'associazione nazionale magistrati l'ha definita una «grave interferenza». E anche a palazzo Chigi, dove il premier Matteo Renzi è alle prese con una difficile e complicata mediazione sulla riforma della giustizia, l'iniziativa del sottosegretario Cosimo Ferri, che nei giorni scorsi ha inviato un sms ai suoi (ex) colleghi per sponsorizzare due candidati alle elezioni del Consiglio superiore della magistratura, non è affatto piaciuta.
IL RINNOVO DEL CSM. Sul rinnovo dell'organo di autogoverno delle toghe torna dunque ad accendersi lo scontro tra correnti. E tra la magistratura e la politica. E non solo per le polemiche sollevate dall'impegno diretto nella campagna elettorale per il Csm del politico pontremolese (leggi il profilo) - che ha rivendicato il suo diritto a sostenere dei candidati, da privato cittadino - ma anche perché, con la nuova tornata di nomine si decideranno delicati equilibri politici e istituzionali.
Il 6 e il 7 luglio toccherà a giudici e pm scegliere 16 nuovi consiglieri. Ma il 10 sarà la politica a dover eleggere otto membri laici del nuovo organismo. E i giochi non sono ancora chiusi.

L'organo di autogoverno della magistratura eletto dai magistrati e dal parlamento

Giorgio Napolitano.

Il Csm è l'organo di autogoverno della magistratura, decide su assunzioni e trasferimenti delle toghe, sui provvedimenti disciplinari, su nomine e attribuzioni di sussidi e svolge altre funzioni di rilevanza costituzionale stabilite dalla Carta.
PRESIEDUTO DA NAPOLITANO. È presieduto dal capo dello Stato e i suoi membri vengono eletti per due terzi dai magistrati - 16 esponenti in tutto, di cui due giudici della Cassazione, 10 di merito e quattro pubblici ministeri - e per un un terzo - otto candidati - dal parlamento in seduta comune.
Per la prima volta, a marzo di quest'anno, le toghe hanno tenuto delle elezioni primarie per scegliere i candidati. Il 6 e il 7 luglio, circa 9 mila tra giudici e pm si sono recati alle urne per esprimere le loro preferenze.

Le primarie hanno premiato Unicost (centro) e Mi (centrodestra)

Luca Palamara.

Il voto delle primarie ha consegnato ai togati di Unicost, l'area di centro della magistratura, e a quelli di Mi, magistratura indipendente, la corrente più sindacalizzata delle toghe e considerata vicina al centrodestra, la maggioranza dei consensi.
Md, magistratura democratica, vicina al centrosinistra, è uscita fortemente ridimensionata dalle primarie, nonostante corresse con altre correnti «sorelle» unite nella formazione Area.
FORTELEONI MR PREFERENZA. Il più votato è stato proprio il candidato di Mi, sponsorizzato da Ferri, Luca Forteleoni, pm presso la procura di Nuoro ( 1.411 voti), seguito dall’ex presidente dell’Anm Luca Palamara, esponente di Unicost (1.294 voti).
Se le elezioni del 6 e 7 luglio confermeranno gli equilibri usciti delle primarie, per la prima volta da anni la maggioranza dei membri togati del Csm sarà decisa da Unicost e Mi, da correnti dunque non vicine alla sinistra. La parola passerà poi al parlamento, a maggioranza di centrosinistra, che nella votazione del 10 luglio per la scelta degli otto membri laici, potrebbe cercare di 'riequilibrare' il voto di pm e giudici.

Slitta l'elezione dei membri laici: manca l'accordo tra i partiti

Carlo Sarro.

Il 3 luglio, il parlamento riunito in seduta comune non è riuscito a procedere con l'elezione degli otto membri laici del Csm e dei due giudici della Corte Costituzionale che dovranno sostituire il presidente Gaetano Silvestri e il vicepresidente Luigi Mazzella. Formalmente mancava il numero legale, ma nella sostanza i partiti non hanno ancora trovato un accordo sui nomi dei candidati. La votazione è rimandata al 10.
I QUATTRO CANDIDATI M5S. Per i due giudici della Consulta, il Movimento 5 stelle ha proposto una rosa di candidati: i professori di diritto costituzionale Antonio D’Andrea, Franco Modugno, Silvia Niccolai e l'avvocato Felice Besostri. Da Forza Italia e Pd non sono arrivate invece indicazioni esplicite. Circolano diversi nomi, da quello di Luciano Violante per la sinistra, già in passato candidato alla Consulta ma mai eletto, a quello di Niccolò Zanon per il centrodestra. Ma si tratta ancora solo di indiscrezioni.
SEVERINO IN POLE. Per il Csm, invece, sembra abbastanza probabile l'elezione dell'ex ministro della Giustizia, Paola Severino, candidatura promossa dai montiani e ben accolta sia dal Pd sia da Forza Italia. A sinistra avanza anche il nome di Anna Rossamando.
FORZA ITALIA: DERBY CAMPANO. Nel partito di Berlusconi invece lo scontro sui candidati da spedire nell'organo di autogoverno delle toghe è ancora lungi dal trovare una ricomposizione. La partita vede contrapposti il deputato casertano Carlo Sarro, per la cui candidatura sarebbe arrivata - stando a quanto racconta più di una fonte nel partito in Campania - l'indicazione diretta di Silvio Berlusconi, e Antonio Marotta, deputato salernitano che è già stato membro del Csm.
Sarro, classe 1959, avvocato amministrativista, ha fatto una fulminea carriera in Forza Italia grazie ai buoni uffici degli amici Nicola Cosentino e Denis Verdini, quest'ultimo molto impegnato a sostenere la sua candidatura al Csm.
RISPUNTA LABOCCETTA. Marotta, eletto deputato nel 2005 tra le fila dell'Udc, è tornato a Montecitorio nel 2013 con il Pdl passando poi in Forza Italia. Se dovesse essere eletto nel Csm, lascerebbe il posto in parlamento al primo non eletto, cioè Amedeo Laboccetta, la cui nomina alla presidenza della società Gori spa, che gestisce il servizio idrico in decine di comuni della Campania nella zona del Sarnese-Vesuviano, voluta dall'amico Sarro, ha suscitato numerose polemiche.

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