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MIGRANTI 8 Luglio Lug 2014 2134 08 luglio 2014

Immigrazione, Alfano: Frontex subentri a Mare Nostrum

Ma il commissario Ue Malmstrom frena.

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Il commissario europeo Cecilia Malmstrom.

Al primo vertice informale dei ministri dell'Interno del semestre italiano di presidenza Ue, il titolare del Viminale Angelino Alfano ha subito messo sul tavolo la principale richiesta di Roma: Frontex deve subentrare a Mare Nostrum, che diventa un'operazione europea. Ma il commissario europeo agli Affari Interni, Cecilia Malmstrom, ha frenato: Mare Nostrum, ha sottolineato, è «vasta e costosa» e Frontex «è una piccola agenzia e non può subentrare».
TRAGEDIA IN LIBIA. Intanto l'Unhcr ha riferito l'ennesima tragedia: 12 morti su un barcone al largo di Tripoli. Il totale delle vittime nell'anno sale così a 217. Non si annuncia facile, dunque, la strada per arrivare a una condivisione tra i Paesi dell'Unione del peso dei migranti in arrivo via mare in Italia (circa 70 mila nel 2014) e dell'impegno per il loro soccorso durante la traversata che parte, nella stragrande maggioranza dei casi, dalla Libia.
TUTTI GLI STATI MEMBRI DA COINVOLGERE. «Lavoriamo per un subentro con una operazione Frontex (l'Agenzia europea delle frontiere, ndr) all'operazione Mare nostrum. Questo è l'obiettivo e spero sia raggiunto il più presto possibile», ha detto Alfano. Malmstrom, da parte sua, in conferenza stampa con Alfano, ha però ricordato che Frontex è piccola e non può accollarsi il peso dell'operazione italiana. «Non abbiamo i mezzi per sostituirci, a meno che tutti gli Stati membri non contribuiscano», ha spiegato.
PROBLEMA DELL'ACCOGLIENZA. Quanto all'accoglienza di chi sbarca, ha proseguito Malmstrom, «adesso otto o nove Paesi si prendono tutta la responsabilità» e «questo non è giusto». L'invito «a fare di più» è stato quindi rivolto a tutti i 28 Stati membri dell'Unione. Al momento ci sono Paesi a Sud, come l'Italia, che devono affrontare gli arrivi, altri dove la maggior parte dei rifugiati si trasferisce (soprattutto Germania, Francia, Svezia e Regno Unito) nel mezzo ci sono molti che possono fare di più, secondo Malmstrom, che ammette però che non c'è una facile soluzione, perché nessuno Stato vuole una quota obbligatoria, ma «dobbiamo sederci e discutere di azioni concrete».

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