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VERSO LE URNE 8 Luglio Lug 2014 0800 08 luglio 2014

Indonesia, elezioni per il capo dello Stato: sfida Widodo-Subianto

Sfida tra l'anti-Casta e un ex generale.

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da Giacarta

La sfida per le presidenziali in Indonesia è tra Subianto-Rajasa e Widodo-Kalla.

Correndo lungo la costa settentrionale dell’isola di Giava, la Post Road unisce la capitale indonesiana Giacarta alla città portuale di Surabaya.
Costruita dai colonizzatori olandesi nel XIX secolo, la via fu realizzata grazie agli sforzi di decine di migliaia di lavoratori, molti dei quali perirono a causa degli estenuanti ritmi di lavoro imposti dai rappresentanti della corona dei Paesi Bassi.
Oggi, a due secoli di distanza, questa strategica arteria di comunicazione può essere considerata uno dei simboli del difficile cammino intrapreso dall’Indonesia sulla strada per la democrazia.
LA CORSA DI WIDODO. In queste settimane di campagna per le votazioni presidenziali del 9 luglio (ad aprile si sono tenute le legislative) le due corsie dell'antica carrozzabile hanno, infatti, visto intensificarsi il traffico e l’attività lungo il loro tragitto a causa della presenza dei simpatizzanti di Joko Widodo, ex sindaco della città di Solo, poi governatore di Giacarta e ora candidato alla successione del presidente uscente Susilo Bambang Yudhoyono.
L'ATTESA PER IL VOTO. Scesi volontariamente in strada per distribuire volantini per invitare gli elettori a votare il loro favorito, i sostenitori di Widodo hanno dato vita a una mobilitazione popolare che non ha precedenti in Indonesia. E che riflette bene il clima di grande attesa che si è venuto a determinare intorno alle consultazioni di mercoledì 9 giugno.
TERZO CAPO DI STATO. Terza democrazia al mondo per numero di abitanti, dopo India e Stati Uniti, l’arcipelago indonesiano ha 250 milioni di cittadini, 186 dei quali hanno diritto di voto.
Sedici anni dopo la fine della dittatura trentennale di Suharto, il popolo indonesiano è chiamato a eleggere direttamente, per la terza volta nella sua storia, il capo di Stato.

Elettori chiamati a scegliere tra la svolta e l'immobilismo

Joko Widodo, ex sindaco della città di Solo, e candidato alle presidenziali in Indonesia.

La scelta alle urne per l'Indonesia è epocale: consolidare il processo di democratizzazione avviato nei tre lustri precedenti oppure affidarsi a un leader 'forte', che riesca a garantire quella stabilità politica e quella crescita economica che l’incerto e corrotto governo del presidente uscente Yudhoyono ha finito per minare?
A incarnare le due anime dell'Indonesia sono per l'opposizione il carismatico Widodo, chiamato «Jokowi» dai suoi sostenitori (si presenta insieme con Jusuf Kalla), e per la coalizione di governo il sanguigno Prabowo Subianto, ex generale delle forze speciali e genero di Suharto (con lui c'è Hatta Rajasa).
SFIDA ALLA CASTA. Widodo, prima di scendere in politica, era un commerciante di elettrodomestici, professione da cui ha appreso quella capacità di rapportarsi in modo diretto e informale ai propri interlocutori che gli ha garantito un crescente sostegno popolare.
Il suo decisionismo pragmatico e il suo charme mediatico hanno portato una parte dell’elettorato a identificarlo con una 'nuova politica', non legata a gruppi di potere e libera dalla corruzione.
L'EX MILITARE SUBIANTO. Dall'altro lato della barricata Subianto è un uomo del vecchio regime, congedato dall’esercito 16 anni fa, ma ancora irrigidito nella fiera postura militare con cui è solito presentarsi alle folle: per arringare la folla indossa il peci, il copricapo tradizionale simile a un fez nero reso celebre da Sukarno, il fondatore della patria.
In passato Subianto ha fatto una rapida carriera nelle fila dell’esercito, aiutato dal matrimonio con la figlia di Suharto.
IL DOPPIO FLOP DI GERINDRA. La cacciata del dittatore indonesiano nel 1998, però, ha bloccato la sua ascesa: dopo essere stato giudicato responsabile del sequestro di nove studenti, il graduato a cinque stelle è stato congedato dall’esercito.
Trascorso un anno in Giordania è successivamente tornato in patria, dove ha accumulato un patrimonio di oltre 165 milioni dollari, ha fondato un suo partito, Gerindra, e ha provato per due volte, senza successo, a sedersi sulla poltrona presidenziale.

Ricette simili per rilanciare l'economia in difficoltà

Prabowo Subianto è il rappresentante del governo: è il genero dell'ex dittatore Suharto.

Dal punto di vista del programma politico, entrambi i candidati offrono soluzioni analoghe per porre un freno al rallentamento del Prodotto interno lordo (il 2013 è stato chiuso a -3,3% secondo i dati del The world fact book della Cia): investimenti in infrastrutture, sostegno all’agricoltura e apertura ai finanziamenti stranieri.
TESTA A TESTA. Per ora la competizione, stando agli ultimi sondaggi, vede i due sfidanti impegnati in un testa a testa con uno scarto a singola cifra percentuale e una porzione di indecisi pari al 20%. Ecco perché a fare la differenza potrebbe essere semplicemente il carisma degli sfidanti. Oltre che, naturalmente, gli alleati.
MILITARI DIVISI. Le élite militari, che da sempre hanno avuto un’influenza significativa nella vita politica del Paese, sono divise sulla candidatura dell'ex militare. Una buona notizia per Subianto è, però, arrivata dal Partito democratico di Yudhoyono, che ha deciso di dare il suo endorsement all’ex generale. Scelta che potrebbe garantirgli un importante appoggio a livello di base nel frazionato territorio indonesiano.
SCELTA AI CITTADINI. Dall'altra parte, invece, Widodo è privo di grandi mezzi, ma è dotato di grande carisma e di un curriculum politico 'senza macchia'. Ed è proprio questa la sua forza, essendo un esponente delle nuove istanze progressiste che cercano faticosamente di affermarsi nell’Arcipelago.
Resta da vedere se gli indonesiani preferiranno rimanere legati ai tradizionali schemi politici o troveranno il coraggio di votare un rappresentante che sembra intenzionato a imprimere una vera svolta al Paese.

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