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PROMESSE 8 Luglio Lug 2014 1352 08 luglio 2014

Juncker: «Il prossimo commissario per gli Affari economici-monetari sarà socialista»

«Flessibilità per non far deragliare il treno europeo».

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Jean-Claude Juncker.

Il prossimo commissario europeo per gli Affari economico-monetari sarà socialista. Parola di Jean-Claude Juncker che lo ha annunciato nella sua audizione davanti al gruppo S&D in corso al parlamento europeo. Il presidente in pectore alla Commissione Ue, candidato del Ppe, il partito che ha conquistato il maggior numero di seggi all'Europarlamento ma non la maggioranza, deve infatti negoziare con i socialisti e democratici l'appoggio per ottenere la prima poltrona dell'Unione.
FINISCE IL RIGORE DI MISTER EURO. La scelta del commissario agli Affari economici è una posta sostanziosa visto che Mister Euro, assieme al capo dell'Eurogruppo, controlla la progressione delle riforme economiche dei singoli Stati. E che la carica era stata finora appaltata ai rigoristi finlandesi, prima con il 'regno' di Olli Rehn e poi con l'ipoteca all'ex premier Jyrki Kaitanen, indicato da Barroso come possibile commissario e finora primo aspirante all'incarico.
FLESSIBILITÀ A PAROLE. Nel risiko delle nomine Ue, tuttavia, il primo effetto dell'annuncio di Juncker potrebbe essere quello di aprire le porte a un popolare per la presidenza dell'Eurogruppo. E anche se il candidato lussemburghese ha rassicurato i socialisti con un'apertura piuttosto netta alla flessibilità, il gruppo progressista sembra deciso a fargli pesare non poco i propri voti.

Per El Mundo lo spagnolo de Guindos all'Eurogruppo, l'olandese Dijsselbloem Mr Euro

Jeroen Dijsselbloem.

L'annuncio del presidente in pectore della Commissione a cascata condiziona le altre nomine Ue. Se infatti un socialista è destinato a conquistare la poltrona di Mr Euro, allora è probabile che il Ppe reclami la poltrona della presidenza dell'Eurogruppo, dove però l'olandese e socialista Jeroen Dijsselbloem siede da appena 18 mesi.
MADRID PUNTA ALL'EUROGRUPPO. Secondo le indiscrezioni di El Mundo la quadra potrebbe essere trovata a favore di Madrid.
Le probabilità che il ministro dell'Economia spagnolo, Luis de Guindos, possa arrivare alla poltrona dell'Eurogruppo «sono molto elevate», ha spiegato il quotidiano iberico, che cita fonti di governo vicini alle trattative.
IL TRASLOCO DI DIJSEELBLOEM. Per facilitare il passaggio, a Dijsselbloem verrebbe offerta proprio la direzione agli Affari economici. Mr Euro dunque sarebbe sì socialista, ma olandese e non francese come era stato previsto finora. Anche se, secondo voci raccolte da Lettera43.it, il ministro d'Oltralpe Pierre Moscovici non sarebbe ancora fuori dai giochi.
I negoziati sono in corso, le nomine sono previste il 16 luglio e c'è ancora tutto il tempo di trattare e cambiare le carte in gioco.

Juncker promette la flessibilità, ma Kallas intanto chiude la porta a Renzi

Gianni Pittella, nuovo presidente del S&D.

Di fronte alla platea socialista Juncker ha anche promesso più flessibilità. «La flessibilità serve perché il treno europeo non deragli», ha spiegato l'aspirante successore di Barroso. «Non sono un feticista dei numeri, ma sono legato alla realtà», ha aggiunto. «Il Patto di stabilità non va modificato, ma applicato con sensibilità», ha dichiarato di fronte agli europarlamentari S&D. Poco importa che proprio lo stesso giorno il commissario ad interim agli Affari economici, l'estone Sim Kallas, abbia chiuso ogni spiraglio sulla possibilità di scorporare gli investimenti dal deficit, proposta appena ribadita da Matteo Renzi a Venezia dove partecipava a Digital Venice, evento sull'economia digitale a sua volta promosso dalla Ue e dalla commissaria all'Agenda digitale, Neelie Kroes.
«SUPERARE LA TROIKA». A Bruxelles, intanto Juncker ha dichiarato che la troika Ue-Bce-Fmi, «va superata» e deve essere «ripensata» con uno strumento più democratico in cui ci sia meno spazio per il Fmi.
I socialisti non sembrano essere stati soddisfatti pienamente dalle parole del lussemburghese: «Il discorso va avanti ed è ben lungi dall'aver raggiunto un esito definitivo». Troppo vaghe, a detta del presidente del gruppo dei socialisti, Gianni Pittella, sarebbero state le dichiarazioni di Juncker su esteri e immigrazione, due dossier molto cari alla presidenza italiana dell'Unione. Bene, invece, l'annuncio su commissario economico e le risposte date su «alcuni temi economici », compresa la lotta al dumping sociale.
«SCAMBIO CONTINUA». Pittella ha dato «valutazione positiva» dell'audizione, ma quello di oggi, ha precisato, «è stato solo un primo scambio di vedute». La discussione sul lussemburghese «continuerà» con le riunioni del gruppo previste nel pomeriggio del 7 luglio e la prossima settimana a Strasburgo, lunedì 14 pomeriggio e ancora martedì 15 mattina, prima del voto in plenaria.

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