Pier Silvio Berlusconi 140708200155
SENTENZA 8 Luglio Lug 2014 1614 08 luglio 2014

Mediatrade, Pier Silvio Berlusconi e Confalonieri assolti

Mediatrade, il figlio del Cav e Confalonieri la sfangano.

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Assoluzione e prescrizione per Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri per il caso Mediatrade.
La procura nei loro confronti aveva chiesto rispettivamente 3 anni e 2 mesi e 3 anni e 4 mesi di carcere.
PRESCRIZIONE PER IL 2005. I giudici della seconda sezione penale del tribunale di Milano hanno dichiarato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione del reato di frode fiscale per l'anno 2005 mentre per gli altri anni hanno assolto i due imputati con la formula «perché il fatto non costituisce reato». La decisione del collegio è arrivata dopo cinque giorni di Camera di consiglio.
NESSUNA CONDANNA. Nessuno tra coloro che erano sottoposti al processo è stato condannato. Sono arrivate solo assoluzioni oppure decisioni di dichiarare il non luogo a procedere per prescrizione del reato o per carenza di giurisdizione.
GHEDINI: «ANCHE SILVIO DA ASSOLVERE». Si possono paragonare il caso Mediaset, per il quale l'ex Cavaliere è stato condannato in via definitiva, a quello Mediatrade (in cui per la verità lo stesso Silvio fu prosciolto)? Per l'avvocato Niccolò Ghedini sì: «Secondo noi doveva finire così, con un'assoluzione, anche il processo a carico di Silvio Berlusconi».
LE MOTIVAZIONI ENTRO 90 GIORNI. Ora le motivazioni della sentenza devono essere depositate in 90 giorni. Il non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato di frode fiscale, relativa all'anno 2005, vale anche per il produttore statunitense Frank Agrama e per gli ex manager del gruppo Daniele Lorenzano, Gabriella Ballabio e Giorgio Dal Negro.
I quali poi sono stati assolti «perché il fatto non costituisce reato» sempre dal reato di frode fiscale, ma relativo agli anni 2006, 2007 e 2008.
NIENTE AGGRAVANTE DELLA TRANSNAZIONALITÀ. I giudici, presieduti da Teresa Ferrari da Passano, hanno inoltre escluso l'aggravante della transnazionalità contestata dai pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro nel corso del dibattimento.
Nei confronti dell'ex dirigente Giovanni Stabilini e delle due donne di Hong-Kong considerate prestanome di Agrama, Paddy Chan Mey-Yu e Chaterine Hsu May-Chun, imputati per riciclaggio, il collegio ha derubricato il reato in appropriazione indebita e ha dichiarato la prescrizione.
Infine per il banchiere Paolo Del Bue, anche lui accusato di riciclaggio, il tribunale ha dichiarato il «difetto di giurisdizione».

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